La Gda collaborerà al riciclo delle lampadine

Consumi e riciclo – La normativa prevede il ritiro uno contro uno. In Italia occorre stringere i tempi per la raccolta e coinvolgere la grande distribuzione. Ikea è già avanti mentre in Francia....

Escono le incandescenti, entrano le fluorescenti. Stiamo parlando delle lampadine a basso impatto ambientale, che anche sugli scaffali dei supermercati stanno progressivamente sostituendo le vecchie fonti luminose inventate da Edison. La grande novità è che le nuove lampadine, a differenza delle vecchie, sono riciclabili. In Francia la distribuzione si è già mossa diventando parte attiva nel processo di raccolta e smaltimento: nel 2009 ha avviato al riciclo 105.634 tonnellate di lampade da 5.828 pdv (fonte Éco-système). Di queste, il 22% è stato raccolto da insegne della Gda (Carrefour, Auchan, C.Leclerc, ecc: 20.839 tonnellate in 1.204 pdv) e il 51% dalla Gss. Il consorzio che si occupa dello smaltimento, Éco-système, ha organizzato ad inizio anno delle “visite al buio” per valutare la conformità alle leggi vigenti dei vari punti di vendita. Ha inoltre stretto alleanze con alcune insegne – anche della Gda – per l’installazione di contenitori per lo smaltimento delle lampadine, accanto ad altri materiali “problematici” quali pile e batterie.
La partecipazione dei retailer che commercializzano fonti luminose in Italia è prevista dalla normativa entrata in vigore il giugno scorso. Il cosiddetto decreto “Uno contro uno” (DM n° 65 dell'8 marzo 2010) infatti permette al consumatore di consegnare - gratuitamente - le lampadine a basso impatto esauste all’atto di acquisto di nuove fonti luminose, e richiede al retailer di avviarle ai centri di raccolta. Il rivenditore diventa quindi un attore fondamentale nel processo di riciclo, in quanto l’altra strada da percorrere per lo smaltimento, quella di recarsi nei centri di raccolta comunali (peraltro non presenti su tutto il territorio), è raramente praticata dal cittadino, che in possesso di una lampadina esausta e spesso non consapevole né della sua riciclabilità né della sua pericolosità, e incerto sulle modalità di recupero, tende a buttarla nella spazzatura.

Una scatola per il riciclo

Gli operatori professionali sono stati coinvolti in campagne di sensibilizzazione e incentivati con raccolte gratuite. Ma cosa fanno i distributori? Stimolati dal decreto, stanno iniziando a muoversi. Il primo è stato Ikea che, in collaborazione con Wwf Italia e il consorzio Raee Ecolight si è impegnato attivamente nella raccolta mettendo a disposizione dei clienti nei 18 pdv italiani le Bulb Box. Semplici scatole dove si possono raccogliere lampadine a risparmio energetico esauste: riconsegnandole nei negozi Ikea piene si ottengono in cambio tre lampadine fluorescenti nuove. Un’iniziativa che era già stata proposta dall’insegna svedese in Norvegia.

La questione non è di poco conto: oltre a vetro, metalli e plastica, tutti riciclabili, le lampadine fluorescenti compatte contengono infatti materiali tossici nocivi come il mercurio, che dispersi nell’ambiente sono altamente inquinanti. Il riciclo nel nostro paese aumenta: 1.002 tonnellate di lampadine a risparmio energetico esauste sono state raccolte nei soli primi 10 mesi del 2010 (+54 % rispetto a ottobre 2009). In poco meno di tre anni, il consorzio Ecolamp ha raccolto 2.000 tonnellate di sorgenti luminose a fine vita, recuperando 1.712 tonnellate di vetro, 79 di metalli e 57 di plastiche, avviati al riciclo, e 112 tonnellate di materiali tossici nocivi (fonte Ecolamp).

Raee, in Svezia si ricicla 4 volte in più

In attesa che qualcun altro si attivi, sono 4 chilogrammi a persona i Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, di cui fanno parte anche le sorgenti luminose) che saranno avviati al corretto trattamento entro la fine del 2010 in Italia. Obiettivo importante, perché è il primo traguardo definito dalla normativa europea in materia. Da gennaio a settembre 2010 sono stati raccolte 178.000 tonnellate di Raee (+29% sullo stesso periodo del 2009).

Restano ancora lontani però i paesi europei più avanzati: la Francia ad esempio, che dal 2006 ha una filiera dedicata, è arrivata a 6 chili di Raee smaltiti nel 2009, ma ha l’obiettivo di raggiungere 10 chili per abitante entro il 2014. In Svezia nel 2009 i chili per abitante sono stati 15,4 (fonte Avfail Sverige): i Raee vegono raccolti dal comune, ma ci sono contenitori per la raccolta di lampadine in negozi e luoghi pubblici (però qui si ricicla il 98,6 % dei rifiuti domestici…).

La legge c’è, ma non è sempre facile riciclare

Il Decreto ministeriale 65/2010 in vigore dal 18 giugno scorso che dà la possibilità a cittadini e professionisti di riconsegnare presso i rivenditori i rifiuti elettrici ed elettronici, tra cui le lampade fluorescenti compatte esauste, al momento dell’acquisto di nuovi prodotti analoghi impone ai distributori e agli installatori/elettricisti alcuni obblighi: non solo il ritiro gratuito uno contro uno delle sorgenti luminose provenienti da utenze domestiche, ma anche l’informazione agli acquirenti sulla gratuità del ritiro e il trasporto presso i centri di raccolta comunali dei Raee domestici ritirati.
Questo ultimo punto è il più problematico: un'interpretazione non univoca da parte delle Regioni in materia di autorizzazioni sta infatti in alcuni casi impedendo agli operatori di conferire ai Centri di Raccolta Comunali i Raee secondo le modalità semplificate previste dalla normativa. Al Ministero dell'Ambiente si chiede l’emanazione di una circolare che chiarisca la possibilità di conferimento da parte della distribuzione in tutti i Centri di Raccolta, indipendentemente dal tipo di autorizzazione.

L’Exit Strategy per le lampade a incandescenza

Le vecchie lampadine a iridescenza erano poco efficienti: trasformavano in luce al massimo il 10% dell’energia assorbita dissipando in calore la differenza, non erano riciclabili anche se non contenevano materiali nocivi. Si buttavano nell’indifferenziata.

La normativa europea finalizzata al risparmio energetico inizia ad essere applicata a settembre 2009 e vieta a produttori e importatori di commercializzare nell'UE lampadine ad incandescenza. Le prime ad essere bandite sono state quelle da 100 W seguite da quelle a 75 W, entro il 2011 toccherà a quelle da 60W e da settembre 2012 tutte le altre di potenza inferiore. I negozi possono continuare a vendere le scorte rimaste in magazzino.

Entro il 2020 queste misure dovrebbero portare ad un risparmio energetico pari al consumo di 11 milioni di famiglie all'anno e ad una riduzione delle emissioni di CO2 di 15 milioni di tonnellate all'anno.

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