La lunga marcia del latte italiano passa per valori antichi e condivisi

Advertising – Etichettature, controlli di filiera e tecnologia per l'alta qualità i key factor di sviluppo. (Da MARK UP 196)

Registrati gratuitamente per scaricare la versione Pdf dell'articolo >

1. La comunicazione valorizza la provenienza
2. Il consumatore è coinvolto con la specializzazione


In Italia il latte è considerato tradizionalmente l'alimento dei bambini e degli anziani perché è ricco di vitamine, minerali e proteine. Gli adulti che hanno perso l'abitudine di consumarne difficilmente ricominciano, soprattutto se è proprio il sapore a non piacere. Sono gli stili di vita che ne condizionano maggiormente il consumo, infatti sempre più italiani non fanno colazione a casa ma al bar con brioche e cappuccino (a proposito, Re Cappuccio della Centrale del latte di Brescia si è laureato campione italiano baristi caffetteria anche nel 2010). Se tutti in famiglia lavorano la spesa è perlopiù settimanale, magari facendo scorta di latte Uht. In alternativa c'è il latte fresco di alta qualità microfiltrato a media conservazione che conquista sempre più consensi (“Avete mai notato che le cose che sono blu durano di più? Latte Parmalat Blu rimane buono più a lungo perché è puro, perché microfiltrato, buono come comprato ogni mattina senza comprarlo ogni mattina, latte Parmalat Blu, la bontà che dura di più”).

Bontà certificata
Tutta la filiera latteo-casearia è impegnata a spingere i consumi, partendo dalla tutela delle produzioni nostrane con l'obbligo di tracciabilità in etichetta. Si batte sul tasto della provenienza italiana e della sicurezza, in primis quella della filiera. La pubblicità parla chiaro: “Il latte fresco Alta Qualità Granarolo, l'unico nato da un consorzio di mille allevatori con 60.000 mucche italiane alimentate in modo naturale. Garantito da una filiera controllata e certificata nei vari passaggi, quindi integro, buono e sicuro”. La Centrale del Latte di Brescia fa eco proponendo il latte con “carta d'identità”: tutto è sotto controllo, ben oltre gli standard di legge, dalle verifiche igienico sanitarie nelle stalle al monitoraggio, con le più moderne tecnologie, di prodotto, lavorazione, confezionamento, seguito da una distribuzione capillare e tempestiva sul territorio (dalla mungitura al consumo passano solo poche ore). “Costa qualcosa in più, ma sono soldi spesi bene”. A buon intenditor poche parole.

Alta digeribilità
Oltre alla leva dei prezzi contenuti, spesso abbinata agli incentivi dei concorsi a premi, interviene la segmentazione dell'offerta a suggerire altri argomenti per stimolare il consumatore a un maggior consumo di latte di qualità. Se il problema è l'intolleranza c'è il latte ad alta digeribilità (Accadì Granarolo, Zymill Parmalat, il romano Digemilk Latte Sano, il sardo Arborea, il fiorentino Mukki, il torinese Tappo Rosso) a basso contenuto di lattosio, scomposto mediante uno speciale procedimento in due zuccheri, glucosio e galattosio, più facilmente assimilabili. Chi non digerisce il latte vaccino ha anche l'alternativa del latte fresco di capra Sole, siciliano, o Amalattea, sardo. La salute viene sempre al primo posto (“Il cuore è la vita, aiutalo con Parmalat Omega 3 Plus, il latte che garantisce l'assorbimento di elevate quantità di Omega 3, come mostra uno studio del San Raffaele”), ma oggi è anche associata al concetto di benessere. Per aiutare i consumatori a stare in forma, oltre alla sicura qualità dei suoi prodotti, Arborea offre loro i vantaggi di un sito esclusivo (www.benesserearborea.it) iscrivendosi al quale si offrono indicazioni e suggerimenti personalizzati per una corretta e sana alimentazione. Al latte fresco, il principe degli alimenti, si possono aggiungere milioni di fermenti lattici vivi (Milcon della centrale del latte di Roma), vitamine e pappa reale (Latte Prima Colazione Vivisano TreValli Cooperlat), ma la bontà non cambia.

Più

  • Opportunità di sviluppo verso il premium price

    Meno

    • Mercato maturo


    Il target degli acquirenti di latte e derivati
    Ghiotti
    Sono i grandi consumatori di latte senza distinzione di sesso o di età: tiepido a colazione magari con i classici fiocchi d'avena, freddo come dissetante durante la giornata o nel frappé. Non parlate loro di latte Uht se finisce il fresco, la scorta in frigorifero sarà di microfiltrato a durata settimanale

    Intolleranti
    Pur amando il latte, molti non tollerano il lattosio. Come alternativa, oltre al latte di capra, oggi hanno a disposizione tutta la gamma del latte fresco (intero, parzialmente scremato, microfiltrato) con basso contenuto di lattosio, senza dimenticare il dietetico latte di soia. Il problema resta il cappuccino al bar

    Indecisi
    Bevevano latte da giovani, poi da grandi magari solo per macchiare il caffè o al bar nel cappuccino. A casa per comodità o pigrizia tengono solo latte a lunga conservazione. È a loro che si rivolge la pubblicità dei produttori, perché chi invece proprio non ama il gusto del latte difficilmente tornerà a berne


      Allegati

      196-MKUP-Latte
      di Mauro Chiabrando / gennaio/febbraio 2011

      LASCIA UN COMMENTO

      Inserisci il tuo commento
      Inserisci il tuo nome