Le top 50 medie imprese italiane di food, fashion e furniture

Ecco i risultati della terza edizione della ricerca Fff Save The Brand con un focus dettagliato sui numeri dell'alimentare made in Italy

Appuntamento con la terza edizione della ricerca Fff Save The Brand realizzata da Icm Research sul valore del portafoglio marchi delle 50 medie imprese italiane dei settori Fashion, Food, Furniture che si sono maggiormente distinte per la loro eccellenza economica e di brand.
Il campione di analisi è composto da 1.191 aziende italiane dei settori 3F selezionate
sulla base dei seguenti criteri:
• fatturato compreso fra 30 e 300 milioni di euro nell’esercizio 2016
• attività manifatturiera in settori in cui il brand riveste un ruolo prioritario tra i beni
immateriali impiegati nello svolgimento dell’attività d’impresa; i cosiddetti settori
“brand driven".

Si badi che, sulla base di alcune centinaia di valutazioni condotte da Icm Advisors, il brand può rappresentare dal 30% al 70% del valore totale degli asset immateriali e, per le aziende leader dei settori 3F, può rappresentare il 30-40% del loro valore di mercato.

Il risultato di questo processo di selezione è un insieme di 50 aziende eccellenti dal
punto di vista delle performance economiche e marketing, riportate nella tabella a seguire.

Focalizzandoci sul comparto food, ecco gli ultimi dati relativi al settore:

  • Nel 2016 la produzione alimentare dell’industria agro-alimentare italiana, secondo settore manifatturiero italiano, è stata di 132 miliardi di euro ed è cresciuta del +1,1%, che è il migliore incremento dal 2010. Una netta inversione di tendenza, dopo il deludente -0,6% con cui si era chiuso il 2015.
  • Il food made in Italy cresce in tutti i principali mercati mondiali. Nel 2016 si è registrato un record storico per l’export di prodotti agroalimentari che hanno raggiunto quota 38 miliardi di euro con una crescita del 3%. Il prodotto più acquistato all’estero è il vino con una crescita del 3%, davanti all’ortofrutta fresca (+4%), ai formaggi (+7%) e all’olio che fa segnare un +6%. Grandi risultati per lo spumante italiano.
  • In Italia il buon risultato delle vendite è stato possibile anche grazie a un 2016 che ha visto crescere gli investimenti pubblicitari del +3,6%. Boom delle vendite online per il largo consumo: +45% nel 2016.
  • Il biologico ha raggiunto un giro d’affari di 1 miliardo e 292 milioni di euro (+19,8%), con 5,2 milioni di famiglie che lo acquistano tutte le settimane (in crescita di 1 milione vs. 2015). L’acqua minerale è il mercato maggiormente in crescita tra le bevande. Bene birre e spumanti. I prodotti «senza» (glutine, lattosio, colesterolo, caffeina, sale, …) sviluppano oltre 2 miliardi di euro di fatturato e crescono del 4,2% nel 2016. La territorialità Doc/Docg trainano la crescita del vino. L’olio extravergine di oliva è in
    forte difficoltà ma il Dop e il 100% Italiano sono in forte crescita.
  • L’industria alimentare investe il 3,5% del suo fatturato in innovazione, una quota più alta rispetto agli altri comparti del manifatturiero, per nuovi formati, nuovi prodotti e nuovi packaging.Delle 199 aziende eccellenti dell'alimentare Made in Italy 20 sono state selezionate in particolare come eccellenti anche dal punto di vista dell’equity del portafoglio marchi, della sua forza attuale e del potenziale di sviluppo futuro. Eccole a seguire in dettaglio.

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