Leadership inclusiva nell’era della trasformazione

Gli opinionisti di Mark Up

Viviamo in un’epoca connotata dalle trasformazioni continue, prime fra tutte lo sviluppo tecnologico, la globalizzazione, l’informatizzazione dei processi. Oggi quindi siamo nell’era della trasformazione sempre in atto e il nostro lavoro è quello di adattarci costantemente. Cosa ancora più vera per quanto riguarda le organizzazioni. Per gestire con successo le aziende abbiamo sempre più bisogno di leader che abbiano in sé ben marcata quella soft skill che io chiamo “orientamento al cambiamento” così necessaria per competere sul mercato e non soccombere in questa nuova era cosi caratterizzata. La trasformazione aziendale però occupa uno spazio emozionale ben diverso che è spesso fonte di ansia per i dipendenti, altrimenti denominati “risorse”. Per gestire questo momento abbiamo bisogno di manager che utilizzino una leadership inclusiva, ovvero è imperativo mettere al centro le risorse coinvolte, motivandole collegando la trasformazione con il profondo senso di un obiettivo e andare in profondità senza fermarsi in superfice. È al contempo necessario dare alle risorse le competenze necessarie per gestire la fase prima e dopo la trasformazione, e se il cambiamento è ormai una costante bisogna istillare all’interno dell’organizzazione la cultura dell’apprendimento continuo. In una trasformazione, un leader inclusivo deve avere una visione, un percorso chiaro con tappe intermedie e ritenere le risorse responsabili delle varie tappe. Nel metterle al centro saranno pur sempre in trasformazione, ma senza farlo in modo estenuante. Lo dobbiamo a noi stessi, alle imprese e alla società in generale.

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