Lo stabilimento Lavazza di Gattinara vola, Settimo resta al palo

“Il lavoro costante e continuo sull'ottimizzazione del processo ha consentito di avere una competitività molto forte anche rispetto a paesi dove il costo del lavoro è decisamente inferiore. Oggi Settimo Torinese è il più grande impianto produttivo del gruppo in termini di milioni di unità prodotte”. Lo affermava a Mark Up poche settimane fa Cristina Scocchia, l'ad di L'Oréal Italia.

Produzione Lavazza
Sempre a Settimo Torinese si respira altra aria nell'unità produttiva di Lavazza, per quanto il problema alla base sia lo stesso. L'impresa intende mantenere la capacità produttiva in Italia: per farlo ha bisogno però, capacità d'innovazione, velocità di risposta al mercato ed efficienza dei processi produttivi, considerati da Lavazza “fattori fondamentali per la sopravvivenza dell'azienda e per mantenere la lavorazione in Italia”. Non che stia pianificando una delocalizzazione all'estero in alternativa. Semplicemente, per ora, gli investimenti massicci vengono convogliati sull'impianto di Gattinara.
Qui il rinnovo contrattuale basato su maggiore flessibilità produttiva, organizzazione del lavoro su concetti di polivalenza del personale e incrementi di efficienza dei processi produttivi ha consentito l'ottenimento di costi competitivi, come pure la misurazione delle performance con premi in funzione dei risultati raggiunti (produttività maggiore del 20%). Ma soprattutto Gattinara è diventato il Modello, capace di intercettare i primi 62 milioni di euro dei 100 previsti per il piano triennale. Investimenti usati per l'export in America e per ampliare la produzione, dalle cialde al caffè in polvere. Da gennaio 2015 la metà della produzione di Settimo verrà trasferita a Gattinara (40 mila tonnellate).

L'azienda rilancia
Non ci sono state imposizioni contrattuali nel lanciare in orbita il sito di Gattinara, ricorda il vicepresidente Giuseppe Lavazza. “Quel contratto permette ai dipendenti di guadagnare di più e all'azienda di sfruttare la maggiore flessibilità”. L'impresa propone una strategia analoga per Settimo. Accanto alla modernizzazione contrattuale  del lavoro arriveranno i necessari investimenti per aprire nuove linee produttive in grado di riassorbire le eccedenze. Eppure ciò che è possibile nel vercellese, diventa complicato nel torinese. I sindacati scrivono al sindaco Fassino per l'apertura di un tavolo istituzionale. Il primo cittadino di Gattinara, Daniele Baglione, fa sapere che, forse, si possono prendere in considerazione proposte aziendali che da altre parti si sono rivelate funzionali.

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