Made in Italy: nel mirino dei fondi stranieri soprattutto la moda

Liu-Jo nella moda, con un portafoglio marchi da 111,8 milioni di euro; Pasta Divella nell’alimentare con 94,3 milioni, Molteni nel design, con 60,7 milioni: sono tre aziende in testa nei tre settori di maggiore appeal del made in Italy secondo un’originale classifica di Icm Research e Legalcommunity.it. Tutto parte da una ricerca che ha identificato il valore di mercato di 50 aziende potenzialmente nel mirino dei fondi stranieri per le loro caratteristiche: eccellenza dei prodotti, brand awareness, forte presenza sui mercati internazionali, che per un prodotto alimentare significa ad esempio essere presente sugli scaffali dei grandi department store. La moda ovviamente fa la parte del leone.

La meteodologia
La stima è data dal valore attuale dell’azienda calcolato con i coefficienti standard di valutazione ma tenendo conto del tasso di crescita medio registrato negli ultimi anni. Commentando la ricerca, che sarà presentata giovedì 20 novembre a Milano ma anticipata dal Sole 24 ore di ieri, Pierangelo Biga, advisor di Icm, ha sottolineato che le possibilità effettive di acquisizione sono legate soprattutto alle caratteristiche della proprietà. Nelle società per azioni quotate non ci sono particolari difficoltà mentre per le aziende a controllo familiare i fondi vogliono prima avere certezza sul fatto che non vi siano liti tra congiunti e che si siano già sistemate le problematiche legate alla successione.

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