Meno debiti grazie alla crisi

ECONOMIA & ANALISI – I dati sul fronte dell'offerta e della domanda segnalano un forte ridimensionamento del credito (da MARKUP 216)

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La crisi di vendite nell'auto , ha sicuramente ridotto la richiesta di prestiti, ma non è la sola spiegazione per il crollo dei finanziamenti alle famiglie. Il consuntivo 2012, appena elaborato dall'associazione delle società finanziarie Assofin, infatti, segnala che l'erogato si è attestato a 48 miliardi di euro, con un calo dell'11,7% rispetto a un 2011 già poco brillante. Il calo delle vendite nel settore automobilistico è del 18,8%, ma anche i prestiti personali sono diminuiti del 15,5%, a causa (anche) dei requisiti più stringenti necessari per ottenere il benestare. Crolla però (-20,7) anche la cessione del quinto, dove in realtà non ci sarebbe problema di requisito reddituale. Evidentemente, le famiglie in fase di difficoltà hanno deciso di fare il passo a seconda delle loro effettive possibilità e chiedono meno per quello che ritengono superfluo. D'altro canto, se chiedessero per effettive necessità, oggi, troverebbero quasi sempre le porte chiuse ...

I dati Crif
La correttezza di questa analisi corroborata anche da altri dati, quelli sul versante della domanda rilasciati da Crif, la centrale rischi al cui vaglio passano le richieste di finanziamento
Confrontando il numero delle richieste di prestiti rilevato nell'intero 2012 con quello del 2011, il decremento è stato pari a -4%, ma se l'arco temporale di riferimento si estende al 2008, quindi prima che la congiuntura economica negativa si consolidasse dando vita al credit crunch, emerge una diminuzione complessiva del -18%. Va però detto che a dicembre si è registrato un aumento del 5%, un segnale che, forse, il peggio è quasi alle spalle.

Importi ridotti
La cautela delle famiglie trova conferma anche nell'analisi degli importi medi richiesti, in netta riduzione più ridotti per i prestiti rispetto al recente passato.
Ben il 72% della domanda si è concentrata nella fascia di importo sotto i 5.000 euro, con una crescita rispetto al 2011 di quasi 5 punti percentuali. Di conseguenza, anche l'importo medio totale risulta in diminuzione e si attesta a 4.597 euro, del 2012, contro i 5.192 euro del 2011.
Anche per i prestiti personali è in atto una redistribuzione verso il basso: nelle fasce di importo inferiore ai 20.000 euro si concentra la maggior parte della domanda, arrivando a una quota prossima all'84% della domanda complessiva. Anche per i prestiti personali l'importo medio nel 2012 è risultato in diminuzione e si attesta a 11.775 euro contro i 12.299 del 2011.
Infine, per quanto riguarda la durata del prestito, gli italiani continuano a preferire il lungo termine e quindi scelgono di pagare più interessi pur di tenere bassa la rata, con un atteggiamento che, dal punto di vista finanziario, non appare del tutto consigliabile.
La classe oltre i 5 anni detiene una quota pari quasi al 22% del totale, seguita dalla fascia compresa tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari a quasi il 20%) e da quella fino ad 1 anno (anch'essa prossima al 20%).
Va però detto che per i piccoli prestiti finalizzati la maggior parte delle richieste si concentra sulla durata annuale (un terzo delle richieste), mentre per i prestiti personali prevalgono le durate oltre i 5 anni (41% del totale).

 

Allegati

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