Nei primi 250 retailer mondiali solo 5 italiani

Coop, Conad, Esselunga ed Eurospin rappresentano (con Prada) l'Italia nella classifica Deloitte 2015 dei primi 250 gruppi distributivi mondiali. Il 1° in assoluto è sempre Wal-Mart, 3° e-tailer del globo.

Dei 250 retailer mondiali classificati in ordine di fatturato (2013) da Deloitte 90 sono europei (metà dei quali in Francia, Germania, e Gran Bretagna), 88 in America del Nord (79 dei quali solo in Usa), e 55 in Asia/Pacifico (31 in Giappone). I retailer più globalizzati sono però in Europa: il 38,6% dei ricavi dei gruppi distributivi del Vecchio Continente viene realizzato in paesi non europei (per la Germania questo dato sale al 45,4%, per la Francia al 43,6%), mentre per gli Usa l'incidenza dei mercati internazionali si ferma al 15,4%. Si pensi che in Usa i "single country operators"  sono il 40,5% più o meno come in America Latina (40,0%), mentre in Europa sono il 22,2%, e solo il 5,9% in Germania. Eppure il paese di Obama vanta la metà dei primi 10 gruppi mondiali. Solo 4 le imprese italiane presenti nella classifica: Coop Italia, la prima, è al 63° posto (15.811 milioni di dollari); seguono Conad al 67° posto (14.428 milioni), (Esselunga (124°) con vendite di 8.474 milioni di dollari, Prada (225°) con 3.989 milioni di dollari, ed Eurospin (227°) con 3.985. Lo studio non comprende la posizione di Selex (che ha il 10% del mercato italiano, terzo gruppo distributivo) probabilmente a causa di una rilevazione delle quote di mercato precedenti agli ultimi assetti societari.

I primi 10 gruppi distributivi nel mondo
(graduatoria in base al fatturato 2013 –valori in milioni di dollari e in %)

Posizione Gruppo/insegna Nazione/Paese Fatturato netto Utile netto Mercati CAGR*
1. Wal-Mart USA 476.294 16.695 28 3,3
2. Costo Wholesale Corporation USA 105.156 2.061 9 7,7
3. Carrefour Francia 98.688 1.812 33 -3,3
4. Schwarz Unternehmen Treuhand Germania 98.662 26 6,5
5. Tesco Gran Bretagna 98.631 1.529 13 2,9
6. The Kroger USA 98.375 1 5,3
7. Metro AG Germania 86.393 588 32 0,9
8. Aldi Einkauf Germania 81.090 17 5,5
9. The Home Depot USA 78.812 5.385 4 2,0
10. Target USA 72.596 1.971 2 2,9

Fonte: Global Power of Retailing 2015 by Deloitte

* CAGR= tasso di crescita medio composto annuo.

Sedici nuovi ingressi
Mentre le posizioni di vertice (i primi 10) non sono cambiate molto negli ultimi anni, un po’ più fluida è la situazione dei “newcomer”. Anche qui prevalgono imprese Usa: Ascena Retail Group (190°), e a seguire Forever 21, Academy Sports, Reinalt Thomas Corporation, Tiffany e Ralph Lauren. L’Italia è rappresentata da Prada ed Eurospin, rispettivamente in posizione 225 e 227 della classifica mondiale.

Le crescite più veloci
Fra i gruppi distributivi presenti nella 250 di Deloitte sono da tenere d’occhio l’americana Albertson’s (supermercati), +38,6% di Cagr 2008-2013, e addirittura +487,7% di incremento vendite, e che spicca al terzo posto per crescita dopo le due cinesi sul podio: JD com (e-commerce) e Jonghui Superstore. Le uniche europee presenti in questa classifica sono l’olandese Jumbo supermercati (4° e 111° generale), Prada (11° e 225°), l’elvetica Richemont (21° e 132°), la francese HTM e l'inglese Primark (abbigliamento).

E-commerce
I 145 gruppi con attività e-commerce (compresi Amazon e la cinese JD group, i soli pureplayer nella 250) hanno generato con l’on-line solo il 6,2% del giro d’affari combinato: senza Amazon e JD group si scende al 4,2%. A livello mondiale la cinese Alibaba (272.826 milioni di dollari di Gmv-gross merchandising value ) ha superato ampiamente Amazon (73.500 milioni di dollari) che figura al 15° posto nella graduatoria mondiale dei 250.
Dopo Amazon e JD, il terzo e-tailer mondiale è Wal-Mart, seguito da Apple, la tedesca Otto e l'inglese Tesco. Fra i primi 20 e-tailer mondiali a rappresentare l’Europa troviamo solo Otto, Tesco, Casino, Zalando e Shop Direct .

2 COMMENTI

  1. Io avevo letto che Eurospin ha fatto 3.5 miliardi euro nel 2012 e 4.2 miliardi euro nel 2013. Non sarebbe piu di 3.985 dollari americani?

    • Sono 3.985 milioni, cioè 3,9 miliardi circa: la cfira 3.985 milioni di dollari si riferisce alle “retail sales”, mentre le “parent company sales” (wholesale+retail) ammontano a 4.317 milioni di dollari.

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