Ora è tempo di spingere di più. Consumi delle famiglie in aumento

IN PRIMO PIANO – Le leve che supportano il Made in Italy sul mercato tedesco (da MARKUP 210)


Investimenti d'impresa: così dall'Italia

Oggi con un giro d'affari di 54,3 miliardi di euro e 530 aziende, l'Italia è l'ottavo fra i Paesi che investono in Germania e precede austriaci e giapponesi, mentre ai primi posti si trovano gli olandesi con un giro di affari di 261,8 miliardi di euro generato da 2.756 aziende partecipate o controllate, e gli inglesi con 187,4 milioni di euro e 1.222 aziende di riferimento. In un mercato aperto agli investimenti come quello tedesco, nell'attuale contesto competitivo sta crescendo fra le imprese di tutte le dimensioni la consapevolezza che per assicurare all'impresa maggiore capacità di penetrare il mercato locale o per stabilizzare al meglio le proprie quote di mercato, è necessario avere una presenza diretta.
Nel secondo semestre del 2011 sono aumentati i consumi delle famiglie (+0,7%). Lo scenario che si presenta per la seconda metà del 2012 è quello di un aumento delle disponibilità sia per i consumatori, che potranno portare alla crescita della domanda interna, sia per le aziende che potranno impiegarle per investimenti in beni capitali. Questi aumenti potrebbero riflettersi in una crescita delle importazioni dall'estero che, secondo i dati disponibili, dovrebbero essere vicini al 3%. Nella graduatoria dei principali mercati di sbocco per le esportazioni italiane, la Germania si conferma anche nel 2011 come principale Paese acquirente per le imprese italiane con una quota del 13,1% sul totale dell'export dell'Italia. Secondo un sondaggio previsionale della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK), la maggioranza assoluta del campione imprenditoriale (60%) si attende una crescita nel mercato di riferimento. Un ottimismo che raggiunge percentuali più elevate fra le aziende di dimensioni comprese fra 10 e 249 dipendenti e che si fonda sulla percezione che il mercato tedesco abbia reagito meglio di altri mercati di esportazione.
Maggiore cautela arriva dalle aziende che operano nel settore degli alimenti e delle bevande e all'interno del sistema moda, nel cui giudizio si rispecchiamo ancora le difficoltà strutturali del mass market europeo in confronto con altri mercati d'esportazione.
Per chi prevede una crescita è il momento di lanciare nuovi prodotti, intensificare l'attività di ricerca e sviluppo e di marketing, riorganizzare la forza vendita e aumentare la copertura geografica del mercato tedesco.

Il calo del 2009
La caduta delle esportazioni che si è verificata nel 2009 è stata causata dalla diminuzione delle esportazioni di acciaio e ferro e dei loro derivati, settori in cui la produzione italiana ha risentito della concorrenza di paesi che presentano un'offerta più concorrenziale; per gli altri prodotti le quote hanno subito solo delle oscillazioni.

La soddisfazione diminuisce
Quando nel 2009 Ahk chiese alle imprese quale fosse il loro giudizio sulla propria posizione competitiva in Germania i giudizi erano equamente distribuiti fra buona, soddisfacente e non soddisfacente. Nel 2011 la quota dei soddisfatti è scesa al 25% ed è aumentata la quota delle aziende che non giudica soddisfacente la propria posizione. Una condizione che si risconta in maggior misura fra le imprese produttrici di beni industriali, soprattutto fra le aziende di medie dimensioni che in Germania si confrontano con competitori locali che spesso hanno dimensioni maggiori.

Principali attrattive per chi arriva
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Allegati

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