Quanto ci costerà l’esclusione dai mondiali 2018

Non solo cuori, ma anche una grande opportunità economica spezzata. La mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali di calcio in programma in Russia per il 2018 è ben più di uno smacco indelebile sulla nostra fedina sportiva: parliamo di ricadute di immagine e di perdita del giro d'affari associato all'evento (pubblicità, vendite, ecc.) che potrebbe costarci intorno ai 10 miliardi di euro.

Pensate che con la nostra vittoria ai mondiali del 2006 (quel sempre più lontano 2006) il Pil del nostro Paese salì dell'1,9%, stesso discorso per quella del 1982. Non solo. Nel 2007 i prodotti legati al made in Italy avevano registrato un incremento di vendite estere del 10% circa.

Insieme alla moda e al cibo il calcio è sempre stato la terza eccellenza portante del Belpaese, con ricadute anche sugli andamenti di Piazza Affari. Secondo il report di Goldman Sachs nei mesi del trionfo ai mondiali i ritorni garantiti sono stati del 3% mese su mese.

Un brutto colpo, dunque, quello subito da tutti gli italiani e non solo dai più appassionati tifosi azzurri nella serata del 13 novembre 2017. Soprattutto perché, come già evidenziato dall'ultima classifica di Brand Finance sul valore dei "Brand-Nazione"abbiamo già un endogeno problema di fiducia e immagine oltreconfine.

Nel 2017, infatti, il valore monetario del marchio Italia è aumentato, e di molto, ma la nostra immagine è peggiorata a causa di instabilità politica e del nostro modo di comunicare il Paese a livello internazionale, che vanta una storica tendenza ad auto-screditarsi.

La sconfitta sportiva di quello che resterà un lunedì nero, dunque, è davvero un punto da cui ripartire, ma forse anche l'occasione per farlo con una diversa cultura del "sé-Paese".

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