Retailer, i top five in 7 province su 10

ECONOMIA & ANALISI – Dopo Coop, Conad, Auchan, Selex ed Esselunga (top 5), spiccano Despar, Carrefour e Sigma (da MARKUP 209)

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In Italia l'assetto strutturale ed economico della distribuzione moderna alimentare è caratterizzato da una configurazione intermedia tra concentrazione di stampo medio/alto e frammentazione tipologica e d'insegna, riflesso, quest'ultima, di una tradizione che rimanda al dominio (numerico e non di rado politico, secondo le zone) del commercio tradizionale.

La recessione e il calo dei consumi, anche nel settore alimentare, hanno riportato all'attenzione l'urgenza dei risultati economici, messi a dura a prova dalla crisi. Il problema per la distribuzione italiana in questo momento non è tanto mantenere le quote di mercato, ma continuare a crescere in modo remunerativo per tutti gli stakeholder coinvolti, dal personale agli azionisti. In base ai dati Nielsen di febbraio 2012, solo 9 gruppi su 20 registrano un aumento di fatturato a parità nell'anno progressivo 2012. Sul mese il numero di gruppi con trend positivi sale a 13, ma solo 8 con incrementi sopra il 2%. Gli incrementi riportati nel grafico riguardano il fatturato. Nielsen non fornisce i dati in volume, e quindi non si può valutare il fatturato effettivo: se il fatturato a valore (ossia le vendite) del primo gruppo distributivo italiano ha registrato a febbraio 2012 +8,6% in un contesto nel quale i consumi in volume non crescono (anzi sono calati), ciò può avvenire solo per tre ragioni, escludendo l'apertura di nuovi negozi:
1) la catena detiene una posizione nel complesso dominante (per es. Esselunga a Milano);
2) l'incremento si deve prettamente all'aumento del prezzo come recupero parziale o totale dei costi d'acquisto;
3) saldo più che positivo delle store brand che, avendo un prezzo al pubblico mediamente inferiore del 25-30% incrementano rotazioni (e quindi i volumi) e margini del distributori, pur riducendo il fatturato complessivo per categoria.
Nel caso di un gruppo come Conad, l'incremento registrato dalle store brand (+20% nel 2011) è quasi 4 volte superiore alla crescita delle vendite aggregate totali (+4,8% nel 2011). Considerando che in assortimento 1 prodotto su 4 è PL. Gruppi distributivi ai vertici della top ten italiana per fatturato hanno cominciato solo negli ultimi anni a uscire dai confini natii: Esselunga e Bennet sono le più inquiete, ma l'estrema concentrazione geografica riguarda gruppi un po' più fermi come Finiper e Pam. Lo sviluppo di Bennet fuori dai confini lombardi e in particolare dalle province di origine, il comasco, ha riguardato molto il Piemonte e la Liguria; Esselunga ha puntato su Toscana ed Emilia Romagna, con un occhio molto interessato alla Liguria. L'apertura di due Esselunga prevista a Roma sarà vissuta dagli addetti ai lavori come un evento straordinario nella storia della distribuzione, anche considerando la grande apertura della capitale in termini d'insegne e tipologie di vendita, rispetto alla città di Milano, storico feudo di Bernardo Caprotti.
Abbiamo detto concentrazione di stampo medio/alto: in 82 province su 110 dominano 5 gruppi distributivi: Conad, Coop, Selex, Auchan ed Esselunga. In effetti si può parlare di concentrazione. Ma se andiamo a vedere i singoli gruppi, il primo in classifica, Coop, è leader, cioè primo, in 26 province. Conad in 22, Selex in 15.
Nella classifica basata sulle quote di mercato dei primi 3 gruppi distributivi, emerge chiaramente il dominio di Conad, Coop e Selex. Conad e Coop figurano fra i primi tre rispettivamente in 56 e 49 province, seguiti da Selex (34). Coop è leader in 26 province italiane, Conad in 22. In altre parole, Coop e Conad, i primi due gruppi distributivi in Italia per fatturato aggregato e d'insegna, sono primi in non più di un quarto delle province italiane.
Nel novero dei primi dieci figurano 4 gruppi/insegne di quella che storicamente si definisce grande distribuzione: Auchan, Esselunga, Carrefour, Gruppo Pam, tutti nella classifica delle prime 12 imprese distributive italiane (si veda MARK UP, dicembre 2011, pagg. 50-51).
Ritornando all'assunto di partenza, se cioè esista o no una distribuzione nazionale, si può dire, dati Nielsen alla mano, che i gruppi con maggiori aspirazioni nazionali in termini di copertura e ponderate provinciali sono senza dubbio quelli che rimandano all'area storica della Da/Do (distribuzione associata/organizzata). Conad e Coop sono sine dubio gruppi decisamente nazionali rispetto ad Esselunga e Auchan o Carrefour.
Questo dato di fatto è strettamente correlato a un altro: ampiezza e capillarità della copertura territoriale rappresentano un valore aggiunto nei rapporti con l'industria, ma non sono di per sé decisive sulle performance commerciali ed economiche delle imprese. Esselunga, leader in 9 province e fra le prime tre in 24, è la prima impresa distributiva italiana (si veda ancora MARK UP, dicembre 2011, pagg. 50-51).
Ed è anche notoriamente la prima per vendite per punto di vendita e al mq. Dalla tabella in alto a sinistra, fra le province dove la quota aggregata dei primi 3 leader è più alta spiccano Firenze (84,5%), Modena (75,9%), Genova (73,3%), Terni (74,7%), Bologna (72,9%). Si noti che nelle prime 10 province per fatturato in soli due casi (Firenze e Bologna) la quota totale supera il 60%.
È invece molto più frequente il caso in cui le più alte percentuali di concentrazione si riscontrino in province non in testa alla classifica dei fatturati. ■

Alta concentrazione

Quote primi tre >70% - valori in % e mln di €
Province Ponderate prime 3 Fatturato provincia
Livorno 86,4 700
Firenze 84,5 2.109
Pistoia 83,6 608
Reggio Emilia 83,4 870
Ravenna 83,3 710
Bolzano 82,1 749
Rimini 81,7 584
Siena 79,8 508
Lucca 76,8 838
Arezzo 76,2 696
Modena 75,9 1.381
Sondrio 75,3 401
Trento 74,7 1.059
Pisa 74,3 851
Genova 73,3 1.325
Prato 73,1 489
La Spezia 72,6 427
Grosseto 72,5 437
Cuneo 70,2 932
Fonte: Nielsen

I leader per presenza
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Fatturato per gruppo distributivo: andamento a parità
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Le prime 10 province per fatturato
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Allegati

209_TopRetailer

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