Ricerca Nomisma: i 31.000 contoterzisti agricoli sono una risorsa per l’Italia

Secondo i dati del censimento agricoltura 2010, sono circa 534.000 le imprese agricole che fanno ricorso a servizi di contoterzismo -pari al 33,4% delle imprese totali- alle quali sono riconducibili superfici per 5,6 milioni di ettari (44% della Sau nazionale). Presso le Camere di Commercio, si rilevano oltre 31.000 imprese iscritte come contoterzisti  (codice Ateco 01.61) pur non essendo tutti in realtà imprese agromeccaniche professionali. Tra queste, oltre 18.000 sono imprese agricole che svolgono una o più fasi della lavorazione dei terreni presso terzi utilizzando mezzi meccanici propri. Queste aziende agricole, secondo i dati del Censimento Agricoltura, effettuano 921.548 giornate di lavoro presso altre aziende pari a circa il 23% delle giornate complessivamente effettuate dai contoterzisti in agricoltura. Ma chi sono i contoterzisti in agricoltura? Il contoterzista in agricoltura fornisce servizi agromeccanici e tecnologici ad altri agricoltori; fornisce dunque una serie di lavorazioni meccaniche con mezzi propri, sostituendosi di fatto all'imprenditore agricolo. Sono pertanto diversi dai braccianti poiché forniscono anche i mezzi meccanici necessari alla lavorazione.

Dal 2000 al 2010 raddoppiato il ricorso ai terzisti
Se si osserva il comportamento di queste imprese attraverso l’esame dell’evoluzione del numero medio di giornate di lavoro per azienda, si osserva come la domanda di lavorazioni in conto terzi sia aumentata significativamente. Se nel 2000 mediamente un’azienda agricola faceva ricorso a servizi di contoterzismo per circa 3,8 giornate all’anno, nel 2010 questo valore è raddoppiato (+97%) raggiungendo le 7,5 giornate. Le ragioni di questo crescente affidamento di lavorazioni agricole ad aziende agromeccaniche sono da ricercarsi da un lato nella crescente domanda di innovazione e tecnologia in agricoltura (che si traduce in una crescente necessità di conoscenza e professionalità nelle operazioni colturali), dall’altro nella necessità di ridurre i costi di produzione tagliando gli sprechi e incrementando l’efficienza produttiva. Nello specifico, si evidenzia sempre più il bisogno di impiegare in maniera efficiente i mezzi tecnici, ammortizzando adeguatamente l’acquisto delle macchine agricole. Sul totale delle imprese che richiedono servizi di contoterzismo, il 32% affida all’agromeccanico la completa gestione delle scelte colturali, lavorazioni, pratiche amministrative fino alla commercializzazione. Questo 32% rappresenta il 10% delle aziende agricole italiane; imprese in prevalenza di piccole dimensioni, con una superficie coperta da questa tipologia di servizio prossima ai 790.000 ettari, il 6,2% della Sau complessiva italiana.

Motivi per ricorrere ai contoterzisti
Gli imprenditori agricoli, richiedono il supporto delle imprese agromeccaniche a causa della mancanza di risorse economiche per acquistare le macchine (48%), dell’inferiore costo aziendale dei servizi in contoterzi rispetto alla lavorazione in proprio (30%) e della maggiore qualità delle lavorazioni in contoterzi (12%).

Le dimensioni ottimali per ricorrere ai contoterzisti
La terza fase dello studio Nomisma si configura in un’analisi dei costi d’esercizio di alcuni cantieri di lavorazione per confrontare i costi della realizzazione di alcune operazioni in conto proprio rispetto alla tariffa del contoterzista. Si valutano quindi le dimensioni ottimali che consentano di ammortizzare adeguatamente alcune tipologie di macchine. Tra i diversi casi presi in esame, si riporta il caso della mietitrebbia, per la quale un’impresa agricola necessita di lavorare almeno 245 e 340 ettari all’anno -rispettivamente per un modello con 5 scuotipaglia e uno a flusso assiale- per ottenere un costo medio per ettaro equiparabile alla tariffa del contoterzista. Risulta oggi fondamentale infatti per le aziende agricole ottimizzare la gestione dei mezzi tecnici per migliorare le rese e la qualità di prodotti realizzati. A tal proposito, negli ultimi anni, il crescente contributo delle aziende agromeccaniche ha giocato senz’altro un ruolo decisivo nel miglioramento delle performance produttive e nella salvaguardia della redditività di molte imprese agricole.

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Sono un giornalista cui piacciono i punti di vista originali e un po' fuori dal coro, dove si possa trovare qualcosa di nuovo e stimolante. Attento alla tendenze di consumo, mi considero un foodie sempre alla ricerca di novità in campo alimentare, arrivino dalla produzione o dalla tradizione.

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