Scegliere il cibo considerando la sua sostenibilità

Il tema è quello al centro di Expo. L’attuale produzione mondiale di cibo basterebbe a soddisfare il fabbisogno di 12 miliardi di persone, quasi il doppio della popolazione globale, eppure attorno alla questione alimentare si sono creati enormi paradossi: ogni anno 36 milioni di persone muoiono per carenza di cibo e 29 milioni per eccesso, gli obesi sono il doppio dei denutriti (1,5 miliardi contro 805 milioni). Diminuisce la produzione di cereali destinata all’uomo e cresce quella per i biocarburanti. Per non parlare degli sprechi, che ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, 4 volte la quantità necessaria a nutrire gli 805 milioni di malnutriti (Worldwatch Institute State of the World 2014). Posto che la situazione sia questa e questa sia la visione prevalente del mondo, la questione si sposta sul cosa fare in pratica, cioè su come può il consumatore porre rimedio nel suo piccol. Da questo punto di vista molto significativo è il ruolo della gdo che rappresenta il punto di incontro fra i comportamenti e gli atteggiamenti del consumatore e il cibo, la sua narrazione, le informazioni correlate, relazione che determina poi l’atto di acquisto.

Consapevolezza e consigli Il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, Auchan e Simply hanno rinnovato la partnership con il Wwf per sostenere il programma “Wwf one planet food” e hanno presentato il nuovo sito www.insiemecontroglisprechi.it, dove verranno convogliate le azioni congiunte delle due catene in tema di contrasto allo spreco alimentare ed energetico. Il sito ospiterà l’edizione 2015 delle shopper riutilizzabili con le vignette dei Viveri e Vegeti, i prodotti ancora buoni che finiscono nella spazzatura, la cui vendita negli ipermercati Auchan e nei supermercati Simply consentirà di sostenere il Wwf.
Non basta sono disponibili anche informazioni per migliorare la consapevolezza del consumatore rispetto al valore del cibo, come la corrispondenza in termini di CO2, consigli d’acquisto (esempio sulle quantità) e indicazioni sulla corretta conservazione. Per un utilizzo, anche fantasioso, dei Viveri e Vegeti si rimanda alle ricette anti-spreco di “Buttali in pentola”, il libro pubblicato lo scorso anno con il patrocinio di Expo e in distribuzione negli ipermercati Auchan.

Il calcolo dell’impatto ambientale Per aumentare la consapevolezza dei consumatori rispetto al prezzo ambientale di ciò che mangiano Coop Italia da un paio d’anni permette di calcolare l’impatto ambientale della propria spesa. Nella sezione ambiente del sito la funzione “spesa all’impronta” consente di simulare una spesa per un numero da definire di persone e di giorni, scegliendo i prodotti suddivisi per categorie alimentari, e di avere alla fine l’impatto in termini di CO2. Completa il servizio una parte informativa con consigli nutrizionali e il confronto della propria spesa con la piramide alimentare. Sempre in una logica di consapevolizzare lo shopper, da aprile Coop Italia ha pubblicato sul sito il catalogo dei prodotti a marchio: per ciascuna referenza viene presentata una scheda con le indicazioni in etichetta più la provenienza geografica della materia prima secondo una logica di trasparenza.
Coop Adriatica ha di recente cercato di coinvolgere nelle buone pratiche antispreco in maniera diretta anche il consumatore sostenendo la start up Resilia che ha realizzato l’app “Scambio cibo”, una piattaforma online dove gli utenti possono mettere a disposizione delle community le proprie eccedenze. Per lanciarla su ampia scala è in programma la presentazione anche a Expo. Più che con iniziative ed eventi, l’azione di Crai contro lo spreco e la riduzione dell’impatto sull’ambiente avviene a livello di gestione dei punti vendita. Nell’intenzione di avvicinarsi alla crescente attenzione del pubblico alle tematiche ambientali, coniugandola alla ricerca di risparmio economico anche nei punti vendita Crai è possibile acquistare sfusa un’ampia gamma di referenze. Gli Eco Point Crai richiamano l’idea della bottega dello speziale e propongono i prodotti della spesa quotidiana, normalmente confezionati. All’interno del reparto dei freschi e della gastronomia sono inoltre disponibili i prodotti del territorio contraddistinti dal logo “A due passi da qui” per valorizzare le economie locali e ridurre l’impatto ambientale del trasporto.

La soia come soluzione La possibilità di sostituire con proteine vegetali la carne, in particolare di quella rossa, ha fatto crescere in modo evidente la percentuale di vegetariani e vegani grazie ai prodotti a base di soia. Secondo un’indagine Nielsen, nel 2014 più di una famiglia italiana su 4 ha consumato almeno una volta un prodotto a base vegetale. Tra le bevande quelle a base di soia sono state utilizzate da 4,2 milioni di famiglie. Tuttavia siamo ancora di fronte a nicchie di mercato e inoltre la leva del minor impatto ambientale della soia è stata minata dall’utilizzo di coltivazioni ogm. A conferma dell’interesse verso la soia da parte dell’industria, data la dipendenza del nostro paese dall’estero, Orogel ha lanciato la soia Edamame surgelata 100% italiana, certificata ogm free. E anche TreValli, cooperativa del lattiero-caseario, ha lanciato una nuova linea tutta italiana ogm free “Hoplà Idee di soia” che comprende soia drink, crema dessert, panna spray e da montare.

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