Senza frontiere la lotta alla contraffazione

di Massimo Gianvito

Durante l’ultima edizione del Vinitaly è stato realizzato “l’angolo della vergogna”: uno spazio dove sono stati esposti alcuni vini che cercavano a vario titolo di passare per italiani. Il fenomeno è generalmente conosciuto con il nome di “Italian Sounding”: la confezione del cibo o delle bevande è spesso così convincente che i consumatori non si rendono conto che stanno acquistando un prodotto diverso, illegale. Secondo gli addetti ai lavori, i prodotti più a rischio di falsificazione sono quelli che godono della reputazione maggiore: spesso quelli a denominazione di origine protetta (DOP) o quelli che vantano un’indicazione geografica, come l’IGP. Un elemento, cioè, che rimanda a una qualità del prodotto legata a un determinato territorio.

Banche dati
Un’azione di contrasto efficace non può prescindere da una stretta cooperazione internazionale e da un maggior controllo delle compravendite che avvengono sul web. “La condivisione delle informazioni -spiega Amedeo De Franceschi, responsabile operativo del NAF, divisione sicurezza agroalimentare del Corpo Forestale- è uno strumento fondamentale per contrastare le falsificazioni alimentari perché in un mondo globalizzato è difficile pensare che la frode rimanga all’interno di un singolo territorio. Nella banca dati di Interpol e Europol è possibile inserire anche informazioni sulle frodi agroalimentari. Un altro importante strumento di contrasto è rappresentato da Opson, il progetto congiunto Interpol-Europol pensato proprio per contrastare la circolazione di cibi e bevande scadenti e contraffatti. Inoltre, da qualche tempo a Opson possono aderire anche i vari portatori di interessi che possono così spiegare in ambito internazionale cos’è e come si fa un determinato prodotto. Infatti, più si è lontani dal luogo di produzione del cibo, meno conoscenze si hanno per cui è anche più facile incappare nelle frodi”.

Cooperazione internazionale
Aggiunge Francoise Dorcier, Criminal Intelligence Officer di Interpol: “Il crimine è sempre più internazionale e anche il contrasto deve essere internazionale compreso quello alla contraffazione alimentare. Su questo argomento stiamo portando avanti un’opera di sensibilizzazione culturale perché il contrasto alla contraffazione alimentare non è sempre considerata una priorità dalle forze di polizia. Cerchiamo, però, di essere anche operativi scambiando informazioni sulle indagini in corso con tutti i Paesi membri di Interpol. Non basta sequestrare i prodotti ma è necessario anche arrestare i responsabili delle azioni illegali per quanto non sia sempre un’azione facile. Per essere più efficienti abbiamo iniziato a cooperare anche con Europol e nel 2011 abbiamo attivato il progetto Opson, a cui all’inizio hanno aderito 10 Paesi che nel tempo sono diventati 30 comprendendo anche nazioni non europee. La cooperazione internazionale tra tutti i soggetti interessati è fondamentale perché ognuno ha competenze e conoscenze diverse che risultano ancora più utili se sono condivise”.

Nella Carta di Milano
“La sfida contro l'agropirateria e per la tutela del cibo vero -sottolinea Maurizio Martina, Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali- sarà uno dei temi che inseriremo nella Carta di Milano. Anche in base a quanto è emerso dal Forum Internazionale sulla tutela del “Cibo Vero”, sul fronte europeo proporremo l'istituzione di un Forum permanente per la cooperazione nell'attuazione dello strumento ex officio a tutela delle DOP e IGP di tutta Europa; la definizione di linee guida comuni tra Paesi UE nella lotta alla contraffazione nelle DOP e IGP, per condividere buone pratiche, principi e comportamenti a tutela delle denominazioni protette. Inoltre, puntiamo alla condivisione trasparente e pubblica dei risultati delle operazioni di lotta al falso prodotto alimentare in Europa sul sito della Commissione Ue. Importante anche il rafforzamento della cooperazione delle forze di polizia della rete Opson, che potranno essere rafforzate attraverso momenti di formazione con consorzi e aziende per conoscere ancora meglio i prodotti da tutelare”.

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