Stefano Ricci muove verso la quotazione in Borsa

73,5 milioni di ricavi consolidati nel 2014, +21% rispetto allo stesso periodo del 2013 e una chiusura d'anno oltre quota 150 milioni di euro. Un brand sartoriale luxury, quello si Stefano Ricci, che merita attenzione. Russia (in particolare la regione di Mosca), Asia e gli Stati Uniti restano i mercati di punta all'estero per la casa fiorentina, intenzionata a ulteriori forti investimenti di sviluppo sulla rete di vendita internazionale, che al momento conta una quarantina di negozi nel mondo. Il piano retail punta a sette/otto aperture all'anno nei prossimi tre anni (anche in franchising, per un investimento di sei-sette milioni all'anno), così da raggiungere i 60 negozi nel mondo entro il 2016. Fra le piazze scelte Dubai, Pechino, Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo, Ningbo, Shanghai, Xian, Mumbai, Baku, Macao, Ginevra. Anche Milano, con un monomarca da avviare in primavera nel periodo dell'Expo.

Verso la borsa
Il prossimo passo è la quotazione in Borsa a Milano, inizialmente prevista per il 2015, probabilmente ritardata al 2016. Sono state avviate operazioni di controllo e due diligence sulle attività del gruppo, nominando Ernst & Young per la certificazione dei bilanci. L'obiettivo è quello di attrarre gli investitori internazionali, in particolare americani e asiatici. Manca ancora una valutazione, ma la società può ambire ai multipli delle società del lusso, forte della notorietà internazionale del marchio. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sarebbero iniziati colloqui con banche d’affari propedeutici al collocamento di una quota dell’azienda a Piazza Affari . Tra gli istituti storicamente vicini al gruppo fiorentino Unicredit e in passato anche Mediobanca. La produzione è interamente italiana, a Fiesole, con buoni ritmi di assunzione negli ultimi anni e il raggiungimento di circa 250 addetti nel 2013.

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