2021: il futuro del lavoro, dello shopping e della creatività

Gli scenari del Gruppo Facebook per quel che riguarderà il futuro del mondo del lavoro dello shopping e della creatività

È indubbio che la pandemia abbia messo sotto pressione tantissime realtà, facendo però emergere nuovi modi creativi di fare business, o comunque di dare una continuità alle proprie attività. Tra i tantissimi casi citabili vi sono, ad esempio, il “supermercato di condominio”, dove gli androni dei condomini diventano il set per banchi frigo riforniti giornalmente e accessibili tramite app; o il teatro a domicilio, ideato in questi giorni a Palermo, dove gli artisti portano i loro spettacoli e performance, quasi come fossero rider, davanti alle abitazioni o nei cortili, nel rispetto delle normative anti Covid-19. In queste, e in tante altre iniziative simili di questo tempo, è possibile rintracciare un fil rouge: le dinamiche che vi sono alla base sono tutte riconducibili ai meccanismi della sharing e platform economy, e fanno della tecnologia l’abilitatrice degli stessi prodotto/servizi, oltre che da cassa di risonanza per promuoverli. In pratica, ha costretto la quasi totalità degli operatori economici sul mercato ha mettere in mostra o sviluppare rapidamente i cosiddetti “Digital Muscles” (muscoli digitali) per venire incontro a situazioni di lavoro ibrido e blocchi intermittenti, dove si notano anche comportamenti estremizzati, con da un lato chi adotta discutibili (e a tratti incoscienti) atteggiamenti propri della condizione pre-Covid e dall’altro chi si ritrova nel cosiddetto FOGO (Fear of Going Out), la paura di uscire, che è andato a sostituire il famoso FOMO (Fear of Missing Out), la paura di perdersi qualcosa, che corrucciava una società iper stimolata e ultra produttiva, affetta da quella che nel 2015 il filosofo francese Jean-Paul Galibert aveva definito “Cronofagia”, ovvero una forma di predazione del tempo proposta con il volto rassicurante del progresso. In tal senso, è chiaro che il ricorso alla tecnologia porti con sé una complessità che investe a 360 gradi gli ambiti socio-economici, e che forse nel lungo termine non sarà prettamente win-win.

 

 

Tuttavia, restringendo il campo d’azione alla situazione emergenziale data dal Covid in ambito economico, il digitale, in particolare con strumenti video e di collaborazione, ha fatto da detonatore per approcci ibridi al lavoro, che in un certo qual modo possono pure perorare la causa della sostenibilità. In questo panorama, tutte le big tech si sono mosse e si stanno muovendo per offrire strumenti più adeguati alla situazione attuale, consce anche dell’occasione di guidare, con importanti margini di manovra, i trend futuri, e allo stesso tempo venendo incontro alle esigenze dei consumatori e al loro bisogno di supporto e rassicurazione.

L’aiuto più concreto che sta venendo dalle grandi piattaforme è forse quello di possibilità di formazione pressoché a costo zero, e di interfacce molto semplici in termini di usabilità, anche per aziende poco strutturate e di piccole dimensioni, che possono avere così una loro vetrina sui maggiori social network, che stanno sempre più velocemente diventando social commerce, così come già avviene in Asia. Questo è, ad esempio, proprio quello che sta facendo il Gruppo Facebook sulle sue piattaforme Facebook, Instagram e WhatsApp. Al di là dei problemi di Antitrust che il social di Mark Zuckerberg sta avendo specie negli USA, Facebook, con l’imminente fine del 2020, ha tirato le somme di quel che nonostante tutto si è potuto apprendere da quest’anno, e prospettando i trend 2021. L’analisi offerta dal Team Facebook si è concentrata su tre macro ambiti: il futuro del lavoro, dello shopping e della creatività.

Il futuro del lavoro, come già anticipato, sarà sempre più ibrido, per cui il concetto di presenza fisica, andrà tutto rideterminato. Ci si aspetta, però, che sempre più aziende guardino alla realtà aumentata (AR)/ realtà virtuale (VR) per migliorare i processi di formazione e inserimento del personale. Su questo punto, Facebook sta portando avanti la ricerca in ambito AR e VR in modo che sia più facile per le persone collaborare da luoghi diversi: un esempio è Infinite Office, su Oculus Quest 2 che permette con dei visori oculari di visualizzare il proprio spazio di lavoro/ufficio in realtà virtuale in modo da poter lavorare senza avere un computer reale di fronte a sè.

Per quello che riguarda il futuro dello shopping, Facebook cerca di adeguare la sua inziativa Facebook Shops/ Instagram Shopping, cercando di fare in modo che il piacere dello shopping possa essere percepito anche nell’online (come nel caso del cosiddetto “Window Shopping”, per cui anche le vetrine digitali devono essere belle e funzionali anche online), e abilitare funzioni come il “Virtual Try-On” (camerino virtuale), funzionante anche grazie a PyTorch3D, la libreria/software di Facebook per il deep learning con 3D data. In quest’ambito, poi,  la messaggistica risulta essere uno dei canali in più rapida crescita per consentire alle persone di parlare con le aziende. Oggi, circa 175 milioni di persone inviano giornalmente messaggi a un account WhatsApp Business a livello globale, e si prevede che questo numero aumenterà. Infatti, nell'ultimo anno, si è assistito ad una crescita di oltre il 40 percento delle conversazioni giornaliere totali di persone e aziende su Messenger e Instagram.

Quanto al futuro della creatività, il Gruppo Facebook si sta concentrando su tre aspetti per assecondare il potenziale creativo in circolo. Anzitutto, dare spazio e visibilità anche a micro influencer e creator più specializzati. A questo si aggiunge la cosiddetta "Unlocking exclusivity", ovvero rendere disponibile, dietro l’incentivo dell’esclusività e scarsità, esperienze limitate nel tempo. Un esempio è stato il filtro “Kyle Minogue Disco Spirit” , che è stato disponibile per solo un’ora ed è stato di grande successo.

Il secondo aspetto riguarda nuove forme di narrazione e storytelling, con l’obiettivo di passare da un focus sui contenuti in forma abbreviata alla costruzione di ecosistemi di contenuti immersivi che guidano veramente i risultati. L’idea di fondo è che lo story-telling diventi collaborativo.

Infine,  bisognerà rendere sempre più fluida l’esperienza puntando sul “Collapsing the funnel”: dal “discovery commerce” alle esperienze di commercio on-platform personalizzate. In questo senso, il Live shopping è un trend da tenere sott’occhio.

In termini generali, Facebook vuole puntare su innovazioni nell’esperienza per gli utenti (Improving “Discoverability”), dando anche la possibilità di raccoglie donazioni per cause importanti (anche live) e mettere a disposizione la piattaforma per eventi online a pagamento da offrire ad aziende, creator, ecc di guadagnare direttamente nell’ecosistema Facebook.

In conclusione, il 2021 si inaugurerà con la consapevolezza che i comportamenti dei consumatori sono cambiati radicalmente dato che Covid-19 ha rimodellato il modo di vivere, lavorare e acquistare. L’e-commerce mediato dalle piattaforme social è, quindi, probabilmente l’ambito operativo su cui concentrare le energie per una recovery più veloce possibile.

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