Sempre più vetro negli scaffali

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 285)

In un periodo storico in cui il consumatore è sempre più sensibile ai temi ambientali anche in ambito packaging, il ruolo del vetro appare ancora più centrale e strategico. Garanzia, trasparenza e fiducia sono le parole chiave per il futuro di questo materiale antichissimo ma al contempo estremamente contemporaneo. Dove vanno ricercate le ragioni di questa crescita?

 

 

Partiamo dai numeri. Secondo l’ultimo Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile presentato da LifeGate, la sostenibilità interessa 34 milioni di italiani, cioè il 67% della popolazione. Inoltre il 97% del campione ritiene fondamentale ridurre l’utilizzo di plastica nei prossimi anni. Tale tendenza si traduce in un mutamento nei comportamenti d’acquisto, come dimostrano i risultati del sondaggio European Consumer Packaging Perceptions 2019, secondo cui il 55% degli italiani intervistati di età compresa tra 19 e 29 anni ha dichiarato di essere passato a un altro brand nell’ultimo anno per motivi legati al packaging, mentre il 49% dichiara di aver ridotto l’acquisto di prodotti confezionati con materiali non sostenibili. In generale, si percepisce una necessità di trasparenza negli scaffali dei supermercati, tanto che per molti consumatori è accettabile spendere di più per un prodotto di maggiore qualità.

 

 

Con tali premesse, la prospettiva del vetro appare incoraggiante in quanto capace di assecondare le rinnovate esigenze di un consumatore sempre più attivo e consapevole. Una delle caratteristiche principali del vetro è infatti la sua unicità: la bellezza, la versatilità, la differenziazione del brand, la premiumness, gli effetti cromatici, le forme e i decori tipici dei prodotti confezionati con questo materiale, lo rendono per molti consumatori il packaging preferito poiché in grado di generare uno stupore e una meraviglia che non possono essere raggiunti con altri materiali. Il vetro è inoltre sinonimo di purezza, qualità e sicurezza, grazie alla sua impermeabilità che aiuta a mantenere freschi cibi e bevande senza contaminarne odori e sapori, e alla trasparenza, che consente di vedere chiaramente il contenuto della confezione.

È facile da pulire, sterilizzare e -cosa fondamentale- riciclabile al 100% e all’infinito.

I consumatori italiani dimostrano di amarlo particolarmente, se è vero che nel nostro Paese l’utilizzo di bottiglie e vasetti di vetro è superiore alla media europea soprattutto per prodotti quali olio, aceto, vino, birra, salse e condimenti, frutta sciroppata e bibite. E non è un caso che un brand globale come Coca Cola stia tornando a proporre la classica e tradizionale bottiglia in vetro.

Una tendenza che potrebbe ulteriormente confermarsi negli anni a venire. Di recente Kraft Heinz ha infatti annunciato i suoi piani per rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabili, riutilizzabili o compostabili entro il 2025.

Misure analoghe sono state annunciate da Aldi, che intende convertire tutti i suoi imballaggi nell’arco di sei anni. Politiche che vedono il vetro come opzione praticabile per il breve termine.

Senza contare alcune nuove tendenze come la vasocottura, un metodo di cottura pratico e veloce che evita la dispersione di sostanze nutritive e che sta trovando una sua nicchia anche nel settore della preparazione di piatti pronti. Il trend supera i confini del mercato alimentare e si estende ad altri comparti, come il settore cosmetico, che sta puntando maggiormente sul vetro per la produzione di creme e profumi, e quello farmaceutico.

Che sia dunque il vetro la soluzione ideale per il packaging di domani?

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