Generazioni a confronto

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Mark Up n. 286)

La next generation compie dieci anni è tempo di chiedersi chi sono e, soprattutto, chi saranno gli Alpha? Come influenzeranno i consumi? Di loro sappiamo poco, se non che sono bambini e come tali ancora poco caratterizzati in termini di abitudini di consumo, ma qualche valutazione possiamo iniziare a farla, intanto partendo dai loro genitori, Millennials per lo più, ma anche tanti della GenX. Generazioni che non danno nulla per scontato, che sanno che le frecce all’arco dei propri figli devono essere molteplici, perché di “sicuro” non c’è più nulla, quindi tante le attività sportive e non, se è possibile potenziamento della seconda lingua e, se ce lo si può permettere, perchè no, anche una terza. Bambini che vengono portati dappertutto, al museo, al cinema e alle mostre, un po’ perchè la baby sitter costa e la nonna lavora ancora e un po’ sempre per quel desiderio di “armare” i propri figli in un mondo che, si è già oggi consapevoli, vedrà una competizione accesa sul sapere, sulla conoscenza ancora di più che sulla competenza. Un mondo in cui il competitor è nato a migliaia di chilometri di distanza, in India, in Cina, coetanei dall’altra parte del mondo che stanno vivendo il loro primo boom tecnologico ancora prima che economico, figli di una nuova middle class che ha voglia di fare, di esplorare. Genitori che “adultizzano” il modo di rivolgersi ai figli, più attenti all’educazione “civile” delle generazioni precedenti. Inoltre, gli Alpha sono i primi completamente smart, molti hanno un tablet personale, altri hanno uno spazio sullo smartphone dei loro genitori. Hanno avuto, quindi, da subito accesso a grandi quantità d’informazioni, perlomeno a tutte quelle che l’algoritmo gli ha messo sotto il naso. YouTube è la prima app che hanno incontrato, li ha divertiti sin da subito, anche quando non sapevano ancora leggere, quindi non c’è da stupirsi che per loro i veri influencer siano gli youtuber. Il video, e l’immagine più in generale, sono strumenti di comunicazione primaria, non è un caso che Instagram e iPad nascano proprio nel 2010 data da cui prende avvio questa generazione. La app più apprezzata? Tik Tok!

 

 

Per loro, oltre a parenti e amici, Siri, Alexa o Google sono voci “di casa” con le quali hanno imparato a conversare fin dalla più tenera età, d’altra parte saranno i primi a fare i conti seriamente con l’intelligenza artificiale. A differenza dei loro fratelli più grandi, hanno vissuto l’eCommerce sin dalla nascita quindi non ne sono affascinati più di tanto, lo prendono per quello che è: un modo di acquistare ma non una novità infatti amano i negozi soprattutto se hanno una forte dose di tecnologia al loro interno, se dà loro un’occasione per interagire e per giocare ... In fondo sono bambini.

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