Agorà – Parla Pietro Malaspina, presidente di Cncc

Agorà – Come il centro commerciale è la dimostrazione del livello di efficienza che si può raggiungere mettendo insieme le competenze del mondo retail

Gentile Direttrice,

Mi permetto di intervenire su un tema quello del ruolo del retail nell'economia italiana - che ci vede profondamente coinvolti, sia pure indirettamente.
Come industria del centri commerciali il nostro lavoro consiste nella ideazione, progettazione, realizzazione e gestione di nuovi luoghi del commercio.
Pensare di poterlo fare bene senza comprendere a fondo le dinamiche e i problemi del settore sarebbe un atto di grande presunzione.
In realtà proprio il centro commerciale (e con questo intendo tutti gli aggregati commerciali non spontanei, centri commerciali, retail parks, factory outlets, city malls ecc.) è la dimostrazione del livello di efficienza che si può raggiungere mettendo insieme le competenze di tutto il mondo retail: grandi e piccoli operatori, ristorazione, servizi alla persona, attività ricreative e culturali.
Nessuno è interessato quanto noi alla crescita del settore e per crescita non intendo solo il volume di affari, ma anche - forse soprattutto - la capacità di generazione di nuove imprese, nuove insegne, nuovi formati.
Nessuno comprende meglio di noi il disagio del settore per non vedere riconosciuto il ruolo fondamentale che nei fatti ha nell'economia Italia.
Siamo infatti - purtroppo - anche degli esperti in materia di disattenzione da parte delle istituzioni, alle quali cerchiamo faticosamente di far capire che non siamo né speculatori immobiliari, né gli avversari del commercio, ma che produciamo per il commercio nuove opportunità di sviluppo, realtà dove si realizza il 25% delle vendite e dove lavorano il 25% degli occupati del settore.
Quindi, ben vengano occasioni di confronto, di collaborazione, di elaborazione di posizioni comuni, senza arroccamenti su posizioni di difesa di presunte situazioni di equilibrio ideale o di privilegio settoriale, che non hanno più alcuna ragion d'essere.
Certamente la nostra partecipazione “per ascoltare ed essere ascoltati” non mancherà.

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