Agricoltura: dalla precisione alla internet of farming

Il passo più importante verso l’Agricoltura 4.0 è nella integrazione e nella valorizzazione dei dati e delle tecnologie nelle aziende agricole. In un secondo momento, l’attenzione sarà indirizzata alle filiere (da Mark Up n. 278)

Rispondere all’aumento del fabbisogno alimentare solamente tramite l’intensificazione delle terre coltivate o l’utilizzo di altre risorse agricole come possono essere ad esempio gli allevamenti non è una scelta possibile. La strada obbligata per una crescita sostenibile ed una produzione che risponda a temi come la riduzione dell’impatto del lavoro dell’uomo sull’ecosistema deve fare leva sull’innovazione e sulla digital transformation, dunque sulla trasformazione dei processi, dei prodotti e del modo stesso di soddisfare i bisogni delle popolazioni. Un’evoluzione tecnologica che deve investire appieno il settore su cui si è basata la sopravvivenza dell’essere umano all’inizio della sua storia: l’agricoltura.

 

 

Tecnologie satellitari, Gps e software sui macchinari hanno fatto la loro comparsa già a partire nel settore dell’Agrifood, che ha visto diffondersi il concetto di Agricoltura di Precisione, finalizzata ad eseguire interventi agronomici mirati ed efficienti, tenendo conto delle esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.

Il passo in avanti è arrivato con la maturazione delle tecnologie e la spinta dell’innovazione digitale, che ha portato al Precision Farming; un’evoluzione del settore che attraverso l’Internet of Things e i Big Data Analytics è in grado di fornire e gestire più informazioni, in maniera più accurata e tempestiva, consentendo l’automatizzazione delle attività produttive altrimenti non collegate e integrate.

 

 

Se alla agricoltura di precisione si aggiungono un sempre più diffuso uso di internet e computer, una gestione sempre più accessibile di dati e tecnologie di monitoraggio sempre più specifiche, allora si entra a poco a poco nella versione 4.0 della Agricoltura, al cui avvento stiamo assistendo in questi ultimi anni.

Secondo la Cema, l’Associazione europea delle macchine agricole, che rappresenta oltre 4.500 imprese europee del settore, l’Agricoltura 4.0 si basa su alcuni punti chiave: l’arrivo sul mercato di sensori, microprocessori e strumenti di comunicazione a minor costo e, quindi, più accessibili; l’avvento di tecnologie in grado di raccogliere e analizzare i big data; un migliorato accesso alla rete internet e un sempre maggiore lavoro con il cloud in cui si accumulano dati da condividere; l’ottimizzazione nell’automatismo delle operazioni in molte macchine; l’arrivo sul mercato di macchinari agricoli dotati di strumenti informatici come computer di bordo, sensori e processori in grado di far comunicare tra loro le macchine operatrici; la possibilità di monitorare in tempo reale l’operato sul campo e adeguare, se necessario, il piano di lavoro per raggiungere una maggiore efficienza; la cooperazione tra diversi attori della filiera alimentare -tra clienti e fornitori- che permette maggiore sicurezza, tracciabilità, ottimizzazione dei costi.

Agricoltura 4.0 sta dunque per cooperazione e condivisione in termini di dati e informazioni, tra macchine diverse, tra operatori diversi, lungo tutta la filiera. Si guarda a tutto il processo, non più al singolo passaggio: i macchinari sul campo e negli stabilimenti comunicano in maniera automatica tra di loro, fornendo informazioni e inviando segnali all’uomo, ad esempio quando viene riscontrata un’anomalia, quando un componente non funziona o semplicemente per mandare un report a fine giornata del lavoro svolto. L’imprenditore agricolo può avere una visione completa di tutte le attività delle macchine sul campo e assicurarsi che esse stiamo lavorando al meglio; può monitorare risultati e costi delle operazioni, in ogni fase del processo, mettendoli in relazione al possibile prezzo finale del suo prodotto sul mercato.

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