Gli alimenti free-from consolidano l’internazionalizzazione

Sono diventati un'integrazione importante degli assortimenti dei retailer internazionali: a volte diluiti nelle varie categorie merceologiche di riferimento, altre volte a costituire un mini-reparto autonomo e più visibile. A livello fieristico, senza dubbio, la soluzione di riunirli in un'unica manifestazione specializzata funziona: gli alimenti free-from (senza glutine, lattosio, latticini, amidi, grano, grassi, frutti in guscio, soia, sali, materia transgenica, uova, zuccheri, additivi, conservanti, materie idrogenate) trovano ormai nella fiera europea Free From Food Expo/ingredients un contenitore d'affari competitivo. L'edizione 2015 a fronte di una crescita del 26% di espositori (170 gli iscritti) ha registrato un incremento del 42% di visitatori. E si è portata a casa una prenotazione per la prossima edizione del 35% dei clienti.

 

 

  • Alla base la necessità dei produttori di affrontare dinamiche commerciali internazionali, mentre i buyer contano -anche ora nella progressiva maturità del mercato- su tassi di crescita annuali tuttora superiori al 50%, con previsioni di mantenimento del ritmo invariato di sviluppo fino al 2019. Nei mercati maggiori il giro d'affari complessivo ha superato il tetto dei 300 milioni di euro. Principale fattore di espansione è proprio il consolidamento degli assortimenti, con un allargamento progressivo delle categorie coperte, anche in private label. Una catena di riferimento come Tesco propone attualmente un'offerta di 350 referenze free-from a marchio d'insegna. L'edizione 2016 è in calendario per il mese di giugno nel quartiere fieristico Rai di Amsterdam (giorni 9 e 10 giugno), mentre nel 2017 tornerà a essere ospitata da Fira Barcelona in Spagna.

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