Anche D’Amico contro l’etichetta senza sito produttivo

Dopo la firma di altre aziende come Conserve Italia, Callipo e Granarolo, arriva anche il marchio D’Amico ad incrementare il coro di dissenso alla norma del nuovo regolamento Ue 1169/2011, che dalla sua entrata in vigore a dicembre 2014 cancella l’obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione degli alimenti. Una mancata specifica che ha dato luogo a proteste ed iniziative a sostegno dell’alimentare made in Italy, tra cui la petizione “Io leggo l’etichetta”, che chiede a gran voce una modifica della normativa.
Il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina si è già espresso favorevole al ripristino dell’obbligo per la legislazione italiana, in una lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guida. Stando a quanto riportato dal portale Io leggo l’etichetta, nell’incontro successivo tenutosi a febbraio tra i rappresentanti dei due Ministeri e del Ministero della Salute, con relative associazioni di categoria, il Ministero dello Sviluppo si sarebbe mostrato a sua volta pro-reinserimento. Si attendono in tal senso evoluzioni concrete.

 

 

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