Andrea Rossi, Presidente Efcem Italia che rappresenta il settore delle attrezzature professionali per ristorazione e ospitalità
Anima Confindustria chiede che venga ampliata la platea dei beneficiari dei risarcimenti (Decreto Ristori), e siano previsti incentivi per stimolare gli investimenti degli esercenti

La crisi economica legata alla pandemia Covid19 e la prolungata situazione di confinamento (lockdown) nazionale della scorsa primavera (marzo-maggio 2020), oltre alle misure restrittive tenute in vigore nei mesi successivi, hanno impattato profondamente sulla filiera horeca. La chiusura anticipata alle 18 di bar, alberghi e ristoranti, prevista dal Dpcm in vigore dal 26 ottobre, aggrava la situazione per tutta la filiera, composta anche dalla rete di produttori che forniscono le tecnologie e le attrezzature.

 

 

Anima Confindustria, con le sue associazioni Aqua Italia, Assofoodtec e Fiac, e APPLiA Italia Confindustria con Efcem Italia, sottolineano "la grave condizione di instabilità economica che sta colpendo le aziende e i lavoratori dell’intera filiera horeca e sollecitano il Governo e le istituzioni per sostenere le imprese".

 

 

Due le proposte: ampliare il perimetro dei beneficiari dei risarcimenti erogati dal Governo con il recente Decreto Ristori, e introdurre incentivi per stimolare gli investimenti degli esercenti in vista di una ripartenza.

"La tutela della salute viene prima di tutto -premette Andrea Salati Chiodini, presidente di Assofoodtec, l’Associazione italiana dei costruttori di macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare- ma ricordiamo che gli esercenti hanno già dovuto fare importanti investimenti, durante il primo lockdown, per potere riaprire in sicurezza. Quando si chiudono bar, ristoranti e alberghi, bisogna ricordarsi che dietro di loro c’è un’intera filiera che rischia di chiudere".

Considerando i settori rappresentati da Anima Confindustria, Aqua Italia, Assofoodtec e Fiac, e da APPLiA Italia Confindustria con Efcem Italia, le recenti decisioni del Governo potrebbero determinare una perdita di fatturato di circa 900 milioni di euro per la durata della chiusura di 30 giorni prevista dagli ultimi Dpcm.

Per Antonio Bertoli, Presidente di Fiac, l’Associazione che rappresenta i produttori italiani di articoli per la casa, la tavola e affini all’interno di Anima, "dopo la riapertura si sono verificate due reazioni diverse: mentre il domestico ha reagito ripartendo velocemente, il settore alberghiero è rimasto al palo. Il settore dell'ospitalità è tuttora in grave crisi e di conseguenza le aziende che operano nell’horeca sono in difficoltà. La situazione attuale si è aggravata a causa degli ultimi Dpcm, che oltre ad affossare il settore hanno creato un grave danno al comparto soprattutto per la vendita al dettaglio".

Il settore delle attrezzature per la ristorazione e ospitalità e horeca, rappresentato da Anima e Efcem Italia, ha già subìto un lockdown della durata di tre mesi. Se il fermo stabilito dall’ultimo Dpcm non dovesse prolungarsi oltre, il settore avrà comunque già accumulato ad oggi una perdita di fatturato complessiva di oltre 3.500 milioni di euro, pari a circa il 40% del fatturato. Con le cifre in gioco, le conseguenze sull’occupazione rischiano di essere particolarmente pesanti: sarebbero purtroppo a rischio più di 10.200 posti di lavoro.

 "Aqua Italia, che raccoglie i più importanti produttori di soluzioni per il trattamento dell’acqua per le macchine da caffè e per il vending, prevede un calo del 30% del fatturato per i sistemi di trattamento legati alle macchine del caffè, e del 50% per le vending machine, sempre rispetto al 2019" precisa Lauro Prati, Presidente di Aqua Italia, che rappresenta i costruttori di impianti, accessori, componenti e prodotti chimici per il trattamento delle acque primarie (non reflue) per uso civile, industriale e per piscine.

"Comprendo le recenti scelte del governo a tutela della sanità pubblica –aggiunge Andrea Rossi Presidente Efcem Italia che rappresenta il settore delle attrezzature professionali per ristorazione e ospitalità– ma il nostro settore si è trovato a reagire, con la forza che lo ha sempre contraddistinto, a un’ondata di crisi senza precedenti storici. La filiera della ristorazione e ospitalità è tra le più colpite, ma ci tengo a precisare che la tutela della salute e il mantenimento attivo delle attività produttive e di ristorazione sono obiettivi che possono essere seguiti contemporaneamente. Siamo disponibili a collaborare da subito con il Governo e tutti gli organi preposti affinché i prossimi mesi siano costruttivi per un settore che ha sempre contribuito ad accrescere il valore del made in Italy e ha rappresentato storicamente un punto fermo dell’Industria manifatturiera italiana. Ancora una volta siamo pronti a mettere in campo le nostre proposte e conoscenze affinché la tutela del Sistema-Paese sia un obiettivo comune e perseguibile".

L’auspicio è che le istituzioni aprano un canale di dialogo con le associazioni rappresentative della filiera per individuare insieme le migliori misure per tutelare la sostenibilità delle imprese e migliaia di posti di lavoro.

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