Il centro commerciale Aura, il cui progetto architettonico è stato affidato a Design International da Cds Hodling (promotore) e Orion Capital (il proprietario del centro) rientra in un più ampio progetto di riqualificazione urbana che coinvolge tutto il quartiere di Valle Aurelia a Roma e per valorizzare la ex Fornace Veschi

Con la relazione architettonica inviataci da Design International, riprendiamo con maggior dettaglio e precisione sul piano esegetico, il discorso dell'architettura e dell'estetica generale del centro commerciale Aura.

Aura-Valle Aurelia si sviluppa su quattro livelli, con due autorimesse interrate che possono ospitare oltre 700 posti auto, e andamento digradante che segue il dislivello del terreno, grazie al quale si può accedere al centro dall’esterno da tutti i livelli creando interessanti quinte cittadine su ogni lato. Il cuore del progetto si fonda sulla galleria commerciale, semiaperta e non climatizzata, dove si affacciano i negozi dei 3 diversi livelli e che culmina con una piazza privata a uso pubblico. La galleria funge inoltre da collegamento tra stazione della metropolitana, quartiere residenziale e Piazza della Fornace.

L’elemento distintivo di Aura è la terrazza-food court all’ultimo piano, dalla quale si gode la vista panoramica su Roma. Grazie a un continuo passaggio tra interno ed esterno, il mall risulta talmente permeabile da rappresentare una nuova porzione di città. Questa permeabilità si evince già raggiungendo il centro dall’esterno, dove un sistema di rampe di collegamento ai vari livelli, ispirate all’High Line di New York, costituisce una serie di parchi lineari, con continui affacci verso la Piazza della Fornace e un costante cambio di visuale verso l'edificio.

Davide Padoa, ceo di Design International, è il sesto da sinistra; Corrado Trabacchi, investment director di Orion Capital Managers, è il quarto da destra

"L'annullamento della distinzione tra interno ed esterno -aggiunge Davide Padoa, ceo di Design International - viene sottolineato dalla scelta della copertura della terrazza-food court, interamente realizzata in legno lamellare e vetro, elemento architettonico che privilegia l'uso della luce naturale, che illumina parte della galleria. Tutti i livelli che si affacciano su di essa godono di luce naturale; il cielo si trasforma così in un elemento scenografico che dà vita a un continuo gioco di riflessioni interne, accentuate dall'uso del vetro".

Anche per l'idea degli interni si è tenuto conto della posizione urbana del centro, riferendosi, per la galleria, al tema della strada, concepita come elemento di connessione e come luogo di passeggio. Nella galleria si affaccia un altro elemento distintivo del centro: un fronte a tre livelli che si propone come vera e propria quinta stradale, mostrandosi come una facciata riletta in chiave commerciale. Il tema della strada viene sottolineato inoltre nella scelta dei materiali che definiscono gli interni: per esempio, le pavimentazioni, per le quali si è scelto un gres effetto pietra che richiama il lastricato stradale, giocando sui sistemi di posa e su diverse tonalità dal bianco al grigio scuro, creando interessanti pattern che ricordano le strade della capitale. Il materiale usato per la pavimentazione degli interni è stato scelto anche per gli esterni, in modo da creare una continuità e rafforzare il concetto di permeabilità dell'edificio, eliminando ogni marcata distinzione.

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