Beni durevoli, il 2020 interrompe sei anni positivi di consumi

L'Osservatorio Findomestic 2020 conferma che l’information technology (+23,5%), è l'unico mercato al consumo con bilanci positivi in tutti i singoli mesi del 2020, con un picco del +47,8% a maggio

Secondo i dati dell'edizione n.27 dell’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, gli acquisti di beni durevoli scendono nel 2020 a un valore complessivo di 61,3 miliardi di euro, -11,4% rispetto al 2019, in linea con l'andamento dei consumi. Il Covid19 è stato uno tsunami per il mercato in generale, stravolgendo abitudini e consumi degli italiani: alcune dinamiche non sorprendono, per esempio la spesa per i veicoli ridottasi del 15,7%; e l'incremento di aree fortemente legate alla tecnologica della casa come l’Information Technology (+23,5%) e i piccoli elettrodomestici (+9,5%). 

 

 

A livello regionale, i cali più pesanti si registrano in Lombardia (-12,7%), Veneto (-12,4%) e Marche (-12%). "Si interrompe così la dinamica positiva che durava da sei anni consecutivi - commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic -. L’andamento dei consumi riflette i cambiamenti radicali innescati dall’emergenza sanitaria. La forte diffusione dello smart working e della didattica digitale integrata ha restituito centralità alla dimensione familiare, orientando il lifestyle verso la funzionalità, la sicurezza e il comfort degli ambienti domestici. Lo spiegano chiaramente due dati: il +30% dei congelatori e il +37% dei wine cabinet. La casa diventa, al contempo, un rifugio e uno spazio sempre più votato al benessere".

Lombardia, Lazio e Veneto le tre regioni al top per consumi di beni durevoli

L'acquisto di beni durevoli (come veicoli, mobili, elettrodomestici e hi-tech) monitorati da Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas, rappresenta il 6,3% dei consumi totali, un valore sostanzialmente stabile rispetto al 2019 (6,4%). Nei primi due trimestri 2020 i consumi di durevoli sono calati rispettivamente del 20,8% e del 31,1%, per registrare poi un rimbalzo del 13% nel periodo compreso fra luglio e settembre.

Con una spesa complessiva di 12,3 miliardi di euro, la Lombardia rimane la regione con la maggiore incidenza in valore assoluto (7,5%) sui consumi dei durevoli, davanti al Lazio con 5,9 miliardi (3,6%) e al Veneto con 5,8 miliardi (3,5%). Il territorio lombardo è però anche quello che patisce il calo percentuale più consistente (-12,7%), seguito da Veneto (-12,4%) e Marche (-12%). Riduzioni meno marcate in Molise (-7,9%), Friuli Venezia Giulia (-8,4%), Puglia e Trentino Alto Adige (-8,7% per entrambe).

Mobilità: mercato quasi azzerato durante il lockdown

Il mercato dei veicoli (auto nuove, usate e due ruote), di fatto azzerato durante il lockdown, riesce a scongiurare il tracollo grazie agli ecoincentivi statali, che hanno determinato una ripresa significativa del settore a partire soprattutto dal mese di agosto, anche se la decelerazione delle perdite era già cominciata a giugno: il 2020, secondo l’Osservatorio Findomestic, si chiuderà a quota 33,5 miliardi.

Per le famiglie italiane l'usato nell'auto, pur in flessione del 13%, rappresenta la voce di spesa più consistente con 17 miliardi di euro. Le compravendite stimate per fine 2020 saranno 2.494.500, il 13,6% in meno rispetto al 2019. La Lombardia guida la classifica con quasi 370.000 passaggi di proprietà nonostante il calo più marcato in Italia (-16%). Seguono il Lazio con circa 250.000 (-13,8%) e la Campania con poco meno di 244.000 auto usate vendute (-11,8%). L’unica regione con un tasso di decremento a una sola cifra è la Sicilia (-9,2%). 

Per le auto nuove acquistate da privati la spesa cala del -19,3% per un valore complessivo di 14,8 miliardi di euro (3,5 miliardi in meno rispetto al 2019). In base alle proiezioni, a fine 2020 le famiglie italiane avranno immatricolato 862.000 vetture (-21,3%) all’interno di un mercato, che includendo la domanda aziendale, chiuderà il 2020 con 1.336.355 pezzi venduti (-30,7%).

A livello regionale, la Lombardia si conferma, con oltre 227.000 immatricolazioni, il primo mercato, seguita da Trentino Alto Adige con 192.000 auto vendute e Lazio con 132.600. Le flessioni più marcate riguardano Trentino Alto Adige (-35,5%), Sardegna e Valle d’Aosta (entrambe a -34,4%). Più contenuto il decremento per Liguria (-24,5%) e Toscana (-25,7%).

 Il "verde" rilancia l'auto

Il rilancio del mercato dell’auto nel post lockdown è trainato dalla mobilità sostenibile (green): la domanda di vetture ad alimentazione alternativa (Gpl, metano, ibride ed elettriche) aumenta dell’8,9% dopo i primi 9 mesi dell’anno. È green una vettura su quattro tra quelle di nuova immatricolazione, con conseguente erosione delle quote di mercato sia dei veicoli a benzina (40% delle vendite, in calo del 39,4% sul 2019) sia di quelli diesel (35% del totale, con un passivo del 44,1%). Nella mobilità sostenibile, le auto a motorizzazione elettrica sono protagoniste di un vero e proprio boom con crescita del 73% sull’immatricolato. Perdono appeal, invece, i veicoli alimentati a Gpl (-39,9%) e, in parte, quelli a metano (-12,4%). 

Motoveicoli meno colpiti dalla crisi 

Il mercato dei motoveicoli risente in misura relativa dello scenario di crisi: il ridimensionamento del fatturato si ferma a -8,3%, per un valore complessivo di 1,6 miliardi. Le vendite di due ruote hanno registrato un incremento in estate e in particolare in giugno (+35,4%) e agosto (+41,4%). La Lombardia, con 44.795 pezzi venduti, vale quasi il 20% del mercato, e registra una flessione minima (-1,5%) a differenza del Trentino Alto Adige dove il calo in volumi fa -36,8%. Le regioni meridionali, favorite dal clima, registrano, invece, vendite in aumento soprattutto in Puglia (+13,1%) e Calabria (+14,8%).

Casa: arredamento, dopo il crollo la lente ripresa

Findomestic registra l'andamento divergente tra mobili (-10,6%) e tecnologia consumer (-0,1%). 

L’arredamento, partito bene nel 2020 con un +2% in gennaio e +2,9% in febbraio, è crollato con le perdite innescate dal lockdown primaverile: -53,4% in marzo e addirittura -85,5% in aprile. La tendenza pare ormai avviata in maniera definitiva sui binari della ripresa: il mercato raggiungerà i 13,6 miliardi a fine 2020.

L’analisi regionale restituisce la misura precisa del cospicuo contributo al comparto da parte della Lombardia: 2,71 miliardi di euro, in calo dell’11%. Nettamente distaccate le regioni al secondo e terzo posto: Lazio con 1,31 miliardi (-9,8%) e Veneto con 1,25 miliardi (-10,9%). Le perdite percentuali più consistenti si registrano in Sardegna (-13%), Basilicata (-12,8%) e Calabria (-12,6%). Il canale online (+32%) arriva a incidere per il 13% all’interno di un mercato nel quale le famiglie italiane, da tradizione, continuano a preferire i punti di vendita fisici.

Information technology

L’impennata dell’information technology (+23,5%) alimenta un giro d’affari complessivo da 2,4 miliardi di euro: è l’unico mercato al consumo con bilanci positivi in tutti i singoli mesi del 2020, con un picco di crescita del 47,8% a maggio.

Tra i prodotti di maggior successo: webcam (+60,3%), pc portatili (+53,1%) e tablet (+20,7%), un chiaro riflesso della forzata conversione al remoto nel lavoro e nell’istruzione. Dei 2,4 miliardi spesi dagli italiani in IT., 480 milioni sono concentrati in Lombardia (+30%), 248 in Veneto (+20,9%) e altrettanti in Emilia Romagna (+22,1%). La regione che fa segnare la crescita maggiore è la Liguria con +32,1% (74 milioni totali), mentre nel Lazio l’espansione del mercato si ferma al 17,9% (a quota 202 milioni).

Alle brillanti performance dell’IT contribuisce lo sviluppo dell’eCommerce, che incide sugli acquisti con una quota del 26,5% segnando un’accelerazione del 53% rispetto al 2019.

Nel comparto tech, anche l’andamento dei piccoli elettrodomestici è decisamente favorevole: con un +9,5% questo mercato raggiunge gli 1,7 miliardi di euro. La variazione positiva è maturata soprattutto tra maggio e giugno (rispettivamente +36,5% e +36,7%) grazie in particolare alle vendite di tagliacapelli (+60,6%) e robot da cucina (+28,2%), riflesso delle nuove esigenze sviluppate durante il lockdown scattato a marzo. Anche per i piccoli elettrodomestici è in forte crescita l’apporto degli acquisti tramite l’eCommerce: +53,9% in valore e incidenza al 34,8%.

Successi e insuccessi nei prodotti high-tech

Se forse non è così sorprendente il calo registrato nel mercato dei grandi elettrodomestici, (3 miliardi di euro, -5,5%), nonostante il già citato mega-sprint di congelatori (+30,1%) e wine cabinet (+36,7%), stupisce, invece, il decremento nella telefonia, che perde quasi il 7% (-6,9%) arretrando a 5,3 miliardi di euro; stupisce in rapporto al boom degli acquisti online la cui crescita a doppia cifra sfiora il 62% (+61,9%) per un’incidenza del 14%.

Il calo nei consumi relativi agli smartphone (-6,9%) non è compensato dal notevole incremento delle cuffie (+47,7%) e dei dispositivi wearable (+8,7). Regioni con maggior decremento: Umbria (-10,4%), Marche (-9,1%), Lazio e la Toscana (entrambe a -9%). La Lombardia guida la classifica del giro d’affari nel segmento telefonia con una spesa di 1,03 miliardi, in flessione del 6,5%.

Più contenuto il calo dell’elettronica di consumo, che perde il 3,1% in valore attestandosi a 1,8 miliardi di euro, con televisori  a -2,8%) e aumento delle casse (+3,6%), mentre tornano in ascesa i droni (+54%). Per i prodotti di elettronica diventano sempre più rilevanti gli acquisti online, con una progressione annua del 41,1% e un peso del 21% sul totale dei consumi del segmento. 

eCommerce

L’Osservatorio Findomestic lo conferma: oggi oltre la metà degli italiani (il 56%) preferisce acquistare online. È la prima volta che i canali digitali scavalcano quelli fisici nelle intenzioni d’acquisto. Seppur condizionata da variabili contingenti come le chiusure delle attività o le limitazioni alla mobilità, questa tendenza si è consolidata anche con l’allentamento delle restrizioni: il 44% dichiara di acquistare di più su web rispetto al periodo pre-Covid.

Da marzo ad oggi, sono tanti gli italiani che hanno acquistato online prodotti mai ordinati prima sul web: il 22% ha fatto per la prima volta la spesa alimentare, l’11% ha acquistato piccoli elettrodomestici, il 10% ha ordinato telefoni, libri, cosmetici e articoli per il fai-da-te e l’8% ha ordinato giocattoli e prodotti informatici. Il forte aumento dell'online negli acquisti ha beneficiato il mercato della tecnologia consumer dove l’incremento della spesa sul web (+46%) è riuscito a compensare nei primi 9 mesi dell’anno la riduzione dei consumi sul canale fisico (-8%) permettendo all’intero comparto di chiudere sui livelli del 2019 (-0,1%). 

Credito al consumo

Il mercato del credito al consumo, come certificano i dati Assofin, registra dopo i primi 10 mesi dell’anno, una flessione delle erogazioni del 22,2%: inevitabile contraccolpo della caduta dei consumi determinata dalla crisi pandemica. Findomestic mostra, alla fine di ottobre, un andamento leggermente migliore rispetto alla media: -20,6%.

"Il 2020 era partito con uno slancio positivo -precisa Gilles Zeitoun, direttore generale di Findomestic-. Nei primi due mesi dell’anno si era rilevata una crescita rispetto al 2019. L’effetto lockdown ha frenato la domanda, innescando un calo che, a livello di mercato, ha raggiunto il 65,7% ad aprile. La ripresa è stata difficoltosa, ma Findomestic ha risposto alle esigenze del pubblico mettendo a punto una strategia imperniata su reattività, adattabilità e concretezza, nel quadro di quella responsabilità che da sempre rappresenta la stella polare delle azioni della nostra società: proprio per questo abbiamo accolto circa 60 mila richieste di sospensione rimborsi e abbiamo proposto ai nostri clienti nuovi prodotti in grado di garantire maggiore flessibilità nella gestione dei rimborsi e completa accessibilità anche attraverso i canali digitali".

 

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