Beraldo: “Tema affitti, grande assente nell’intervento normativo del Governo”

Nel corso della presentazione dello studio di The European House Ambrosetti sugli impatti dell’emergenza Covid-19 relativi al settore della distribuzione in Italia, l’amministratore delegato di Ovs ha lanciato le sue idee per sostenere il retail

Servono interventi legislativi a sostegno delle aziende retail del non food, a partire dagli affitti, per dare ossigeno alle imprese e agli esercizi commerciali, altrimenti molte nel settore non food, soprattutto tra le piccole e medie, spariranno. È uno degli appelli più forti  lanciati a gran voce da Stefano Beraldo, Ad di OVS, nello studio di The European House Ambrosetti sugli impatti dell’emergenza Covid-19 relativi al settore della distribuzione in Italia. "Alcuni interventi sono corretti, ma non è abbastanza. Anche questa volta siamo di fronte all'atavica incapacità di questo Paese di considerare la validità economica del settore retail per la nostra economia nelle sue valenze strategiche -aggiunge Beraldo-. Abbiamo un’occasione unica per poter attuare una politica industriale senza i vincoli europei di pareggio di questi anni: la cassa integrazione, per esempio, è stata disciplinata e non derogata, e le aziende con bilanci e strutture meno solide di Ovs, che ha la capacità di resistere per diversi mesi, rischiano di sparire".

 

 

Il nodo affitti

"Il tema degli affitti è il grande assente dell’intervento normativo del Governo -precisa Beraldo-: sono stati disciplinati solo per le imprese con fatturati inferiori a 5 milioni di euro, nonostante gli affitti rappresentino, insieme al costo del personale, la voce più rilevante del conto economico come costi fissi, oltre al costo della merce, che per aziende come la mia pesano il 70% del totale. Eppure per garantire sviluppo, si possono fare subito delle cose semplici, come sbloccare gli sfratti esecutivi per i prossimi 18 mesi, visti gli squilibri destinati a crearsi tra la redditività al mq e i canoni di locazione stabiliti in contratti sottoscritti 5-7 anni fa, in un contesto economico completamente diverso, nel quale gli affitti erano, comunque, già alti per l’arrivo di operatori internazionali disposti a pagare più del mercato rispetto a location pur importanti. Noi ci stiamo accordando con molte proprietà immobiliari, ma alcune non sono ancora disponibili a richieste più contenute e in linea con il nuovo contesto di mercato (le cui perdite non verranno mai recuperate completamente così come non è successo per le crisi precedenti). Invece ci stabilizzeremo, tutti, su fatturati più bassi, e anche gli immobili diminuiranno il loro valore, così come Ovs lo ha perso in Borsa. Questa è oggi la dinamica del mercato e per questo servono interventi del Governo per tutelare tutti, in primis le imprese più piccole che rischiano di essere ancora più deboli e in balia delle richieste dei proprietari. A ciò si aggiunge l’ulteriore rischio di lunghi contenziosi. Prendiamo atto che l’unica eccezione in tema di affitti è stata fatta per le grandi catene straniere di hotellerie: felice per loro, ma perché penalizzare nomi come Ovs, Coin, Rinascente, Calzedonia e altri ancora?".

Interventi possibili

Cosa serve in più per ripartire? Beraldo ha le idee chiare: "Per rilanciare i consumi bisogna azzerare l’Iva sui prodotti per l'infanzia, una misura introdotta qualche anno fa nel Regno Unito, che avvantaggia molti comparti; e poi una detrazione fiscale su certi tipi di consumi non alimentari. Altre misure potrebbero essere i voucher elettronici anche sui consumi non alimentari; escludere le garanzie bancarie per 18 mesi; e rivedere il cuneo fiscale".

 

 

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