Brexit, sul medio-lungo termine più opportunità che rischi per gli investitori

La domanda di nuovi alloggi in Gran Bretagna oscilla tra 232.000 a 300.000 all'anno fino ad almeno il 2020. La richiesta di nuove case supera l'offerta di circa 150.000 unità l'anno. Non ci sono quindi, secondo Bastien Jack Group, motivi per temere un drastico calo del mercato immobiliare

Per le società dell'immobiliare, soprattutto residenziale, l'esito positivo del referendum (sì alla Brexit) apre, soprattutto nel medio-lungo termine, diverse opportunità, ferme restando alcune criticità sul breve periodo, legate prettamente all'indebolimento del "pound". È questa in estrema sintesi l'opinione di Rick Nicholls, Managing Director di Bastien Jack Group Ltd, uno dei più importanti sviluppatori immobiliari inglesi.
"L'uscita dall'Ue certamente offrirà più opportunità che rischi -commenta Nicholls-. Con una correzione dei prezzi c'è la possibilità di trovare migliori offerte sul mercato immobiliare rispetto al periodo precedente al referendum, mentre potrebbe ridursi il numero di sviluppatori dotati di mezzi finanziari. Certamente, prima del referendum le ditte avevano fatto il pieno di ordini e i costi di costruzione erano aumentati. Siamo consapevoli che alcuni contratti sono stati cancellati dopo il sì degli inglesi alla Brexit. Potrebbero però crearsi maggiori opportunità di ridurre i costi di sviluppo e costruzione a fronte di una elasticità dei prezzi. L'attuale volatilità è destinata a rientrare entro i limiti di guardia".

Nicholls, mi spiega come mai lei considera un'opportunità la Brexit?
"Lo shock iniziale scatenato dalla prospettiva di lasciare l'Ue ha sortito qualche effetto negativo. Ma la vittoria del 'Leave' non comporta necessariamente che il mercato immobiliare inglese stia per collassare. Sul breve periodo la crescita dei prezzi può arrestarsi, ma nel lungo termine gli investitori immobiliari troveranno buone opportunità".

La debolezza della sterlina quanto incide?
"Nelle 24 ore successive al risultato del referendum su Brexit, la sterlina ha perso terreno  sulle principali valute, ma non come previsto: -6% rispetto all'euro e -8% contro il dollaro. Adesso la sterlina sta a 1,11. Questa caduta implica che gli investitori immobiliari hanno più sterline da spendere.
Aumenterà la richiesta di immobili, soprattutto a Londra, da parte di investitori stranieri, e si rafforzerà l'interesse della Cina e di altri paesi asiatici, visto che il cambio favorevole ha permesso di ottenere sconti sui prezzi correnti. Ma è una breve parentesi, secondo me: una specie di finestra che si può chiudere presto; già vedo i mercati riprendersi dallo shock iniziale".

La domanda interna rimarrà forte?
"La domanda da parte di investitori e landlord inglesi non sembra destinata a venir meno. Da più parti si è paventato un eventuale crollo del mercato immobiliare a Londra e in Gran Bretagna. Secondo stime del Parlamento (2015) la domanda di nuovi alloggi oscilla tra 232.000 a 300.000 all'anno fino ad almeno il 2020. La richiesta di nuove case supera l'offerta di circa 150.000 all'anno. Tale domanda, alimentata dal numero di nuove abitazioni creato ogni anno, difficilmente farà crollare il livello di offerta".

Alcune stime indicavano una diminuzione dei prezzi tra il 5% e il 10% nelle aree fuori da Londra. 
"Negli ultimi anni  c'è stata un incremento dei valori locativi e non solo a Londra. Penso a Bristol e Brighton dove i valori sono cresciuti mediamente del 18% nel 2015. La compagnia assicuratrice Homelet ha registrato incrementi nel Nord del paese (per es. Newcastle upon Tyne e Edimburgo) del 16% rispetto al 2014.
Credo, però, che i fattori vincenti specifici di ciascuna area urbana e propri di ogni location prevaranno sulle dinamiche macroeconomiche: per esempio, Hull, città dello Yorkshire affacciata sul mare del Nord, crescerà sicuramente visto che sarà nel 2017 "Città Inglese della Cultura".

A proposito di Hull, Philip Larkin (1922-1985), uno dei più grandi poeti del Novecento in lingua inglese, ha scritto le sue migliori composizioni in questa città dove si può ancora vedere la sua casa. Giusto per chiudere con un po' di cultura...immobiliare.

 

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