Campari: vendite in aumento nei primi nove mesi 2019

In crescita le vendite e gli indicatori di profittabilità a livello organico grazie al buon andamento delle vendite nei mercati sviluppati chiave, in particolare del business degli aperitivi

Il Cda di Davide Campari-Milano ha approvato le informazioni finanziarie aggiuntive al 30 settembre 2019.

“Nei primi nove mesi del 2019 abbiamo registrato una solida crescita organica, nonostante una base di confronto sfavorevole e le avverse condizioni climatiche in nord Europa, grazie all’andamento positivo delle vendite a livello organico nei mercati sviluppati chiave, in particolare del business degli aperitivi –ha commentato Bob Kunze-Concewitz, chief Executive Officer Campari-. I principali indicatori di profittabilità hanno mostrato una crescita organica superiore a quella delle vendite. Questo risultato è stato ottenuto grazie sia al mix molto positivo delle vendite, che ha contribuito a compensare l’effetto diluitivo dovuto al costo dell’agave e al recupero dei mercati emergenti, sia a effetti favorevoli di phasing nel terzo trimestre. Le nostre prospettive rimangono invariate e bilanciate in termini di rischi e opportunità su base annuale. Rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una crescita nei principali indicatori di performance a livello organico.’

Di seguito le principali evidenze:

  • Vendite pari a €1.303,8 milioni. Crescita organica pari al +6,9%. Crescita totale pari al +8,6%, considerati gli effetti cambi e perimetro.
  • Performance organica molto positiva con un continuo miglioramento del mix delle vendite guidato dai brand a priorità globale nei mercati a elevata marginalità. Solido terzo trimestre, guidato dal business degli aperitivi a elevata marginalità, nonostante una base di confronto sfavorevole e le avverse condizioni climatiche registrate in nord Europa.
  • EBIT rettificato1 pari a euro 88,0 milioni, in crescita del +9,9% a livello organico (variazione totale pari al +11,1%). Miglioramento della marginalità sulle vendite di +60 punti base, amplificata nel terzo trimestre (+90 punti base) dagli effetti generati sul mix delle vendite dalla tempistica degli ordini, che hanno impattato il margine lordo, e dalla pianificazione degli investimenti pubblicitari.
  • Utile del Gruppo Campari prima delle imposte rettificato pari a euro 259,0 milioni (+10,0%). Utile del Gruppo prima delle imposte pari a euro 245,1 milioni, variazione totale pari a -1,7%.
  • Debito finanziario netto a euro 874,4 milioni al 30 settembre 2019. Aumento di euro 28,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 interamente dovuto alla prima applicazione del principio contabile IFRS 16-‘Leases’ (effettivo dal 1 gennaio 2019).

Le previsioni per il 2019 rimangono bilanciate in termini di rischi e opportunità. Si ritiene che l’andamento positivo del business possa essere riflesso nella performance su base annuale, con volatilità attesa nei mercati emergenti nel loro periodo di picco stagionale. Si prevede una positiva crescita organica del risultato operativo (EBIT) a valore, mentre si ritiene che l’espansione della marginalità sulle vendite possa essere moderata da un aumento superiore alle attese del prezzo di acquisto dell’agave, amplificato dalla sovraperformance di Espolòn su base annuale, così come da reinvestimenti in attività di brand building e nel rafforzamento di strutture commerciali. Con riferimento ai risultati complessivi, si ritiene che l’apprezzamento del dollaro americano contro l’euro possa continuare a più che compensare la svalutazione delle valute dei mercati emergenti, la cui volatilità è attesa persistere nel quarto trimestre, periodo di picco stagionale per il business.

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