Cncc Retailer Day, a CityLife l’abbinamento food-leisure

Il convegno ha analizzato l’impatto che le attività leisure (tempo libero) e food hanno sui centri commerciali trasformandoli in destinazioni fruibili non solo per lo shopping

Il Retailer Day di quest'anno, tenutosi alla sala Maestoso del cinema Anteo a Milano-CityLife, ruota sul tema-cardine "More than retail, food, leisure and..."; un bell'argomento che mi fa tornar memore del titolo di una canzone dei Bee Gees, More than a woman. Ecco, un centro commerciale dovrebbe essere "More than a mall". Ma per essere più di un mall che cosa deve avere? Certamente una buona e variegata ristorazione. La ristorazione nel suo complesso - e prescindendo un attimo dalla frequente distinzione tra food hall e food court- rappresenta un magnete sempre più imprescindibile per mantenere l'interesse all'interno di un centro commerciale, e non solo come ovvia integrazione di servizio: la food court/food hall può anche puntellare i conti economici di un centro, anche se "non è prudente considerare il food come un toccasana, una funzione taumaturgica rispetto ai problemi più o meni gravi di un centro -ha precisato Silvia Segale, Head of Leasing Savills-. Spesso chi paga il turnover rent è proprio e solo la ristorazione -ha aggiunto la Segale- ma questo non vuol dire che i landlord debbano approfittarne e caricare i Mgr". Cioè, non esageriamo con le pretese sui minimi garantiti. Ma qui siamo già nel clou della prima sessione calda, quella appunto dedicata alla ristorazione, cui hanno partecipato Alfonso Iannotta (Roadhouse), Giuseppe Parolini (Vivà), Gianfranco Tibollo (Red Feltrinelli) e Matteo Pichi, co-fondatore e Ceo di Poke House, che ha recentemente aperto qui a CityLife un locale, nella piazza tre Torri. Poke House prevede di arrivare a 10 locali a Milano per la fine del 2019. Anche Vivà, partito nel 2012 come ristorante vegetariano-vegano, ha in cantiere diverse aperture: oggi ha 7 punti (e l'ottavo in apertura) e mira al traguardo dei 20-25 ristoranti nei prossimi anni.

 

 

Roadhouse: nuovo format "Smokery"

A riprova che la ristorazione assolve molto bene quel ruolo di innovazione e contemporaneità non solo nel mix di una food court, ma in generale nel posizionamento complessivo di un centro rispetto ai temi del nuovo, del contemporaneo, del territorio, dei nuovi stimoli culturali (senza confini nazionali), Roadhouse, la catena di steak house che quest'anno punta al 150° locale (e oggi 60 ristoranti su 140 sono in Lombardia), ha appena proposto ad Assago un nuovo format di ristorante specializzato nella carne affumicata (Smokery). "Ma il vero laboratorio di sperimentazione anche culturale ed etno-artistico è il nostro Calavera -aggiunge Iannotta- il format di cucina messicana che abbiamo presentato per la prima volta proprio qui a CityLife, e che si appresta a legare il suo nome a una collezione moda". La ristorazione non è quindi solo foodservice, ma anche cultura nel senso lato e antropologico del termine.

Il Gioco della Torre

Gianmarco Senna, presidente Commissione Attività Produttive Regione Lombardia

A introdurre i lavori, oltre a Massimo Moretti, presidente Cncc, Aldo Mazzocco (Ceo e Gm Generali Real Estate) e Josè Maria Robles di Sierra Italy, anche Gianmarco Senna, presidente Commissione attività produttive Regione Lombardia, che da leghista ed ex "bottegaio" (come lui stesso si è definito, ed è stato commerciante per 16 anni) ha ricordato due cose importanti. La prima: "Sebbene la Lega, in generale, e in passato, non sia mai stata vicinissima, ideologicamente parlando, ai centri commerciali e alla grande distribuzione, oggi le cose sono cambiate, soprattutto perché, dovendo scegliere tra i colossi dell'eCommerce e voi (intesi come centri commerciali, ndr) scelgo senza dubbio voi"

 

 

"Sebbene la Lega, in generale, e in passato, non sia mai stata vicinissima, ideologicamente parlando, ai centri commerciali e alla grande distribuzione, oggi le cose sono cambiate, soprattutto perché, dovendo scegliere tra i colossi dell'eCommerce e voi (i centri commerciali) scelgo senza dubbio voi".

La seconda cosa importante detta da Senna afferisce all'orientamento più pragmatico della Lega verso le istanze provenienti dal mondo dell'impresa. "Io stesso -racconta Senna- ho fatto il commerciante per 16 anni, e capisco che tenere aperto, se non tutti i giorni, più giorni possibile, permette di ottimizzare i costi dell'affitto. Ma senza dubbio restare in famiglia almeno a Pasqua e a Natale non mi sembra una richiesta improponibile".

E a questo proposito, visto che si è accennato alla tormentata questione delle domeniche chiuse/aperteRoberto Folgori, presidente Commissione Sviluppo Retail Cncc, ha ricordato un aspetto della questione ben presente alle imprese distributive ma poco menzionato nel dibattito politico: "Le aperture festive e domenicali dovrebbero essere ragionevolmente distribuite in rapporto alle reali esigenze dei bacini d'utenza e dei conti economici: non a tutti e non sempre conviene tenere aperto ogni dì festivo e domenicale".

CityLife: "un concept difficile da spiegare"

Complimenti anche alla relazione di Amna Redzepagic (Leasing manager di Sierra Italy) e di Lucia Riva, Head of Leasing Italy Sierra. La prima ha illustrato molto bene come si è sviluppato lo Shopping District di CityLife e soprattutto com'è strutturato: ha ragione a dire che CityLife non è un concept facilissimo da spiegare a parole, senza opportune visualizzazioni. Comunque, in sintesi, CityLife si distingue in tre grandi poli: l'asse Castelli-Ferrieri, progettata dall'architetto Mario Galantino, area semicoperta, minimal, caratterizzata da linee squadrate, punto di raccordo tra gli spazi urbani e l'area CityLife nonché shopping street dedicata al cluster casa-tecnologia-design (Habitat, Huawei, Dyson, Dji, Carrefour market, Dm, Democracy Design). Poi Piazza Tre Torri, su due livelli, collega i tre grattacieli (Torre Allianz-Isozaki, Torre Generali-Zaha Hadid, e l'altra -la Torre Liebeskind- ancora in costruzione), la fermata della metropolitana (Tre Torri, linea 5), il centro commerciale e il Parco; e infine il mall vero e proprio disegnato dallo Studio Zaha Hadid, sempre due livelli, coperto, con cuore che pulsa in corrispondenza della food court lato cinema Anteo e lato ingresso (piano superiore) dove ci sono Red Feltrinelli e Calavera. Un bel mall, senza dubbio, dai colori caldi, eleganti, ben rifinito, con utenza anche internazionale e business, e molti Millennials/Zed Generation.

(to be continued)

32.000 mq la Gla di City life shopping district

 

 

 

 

80 i negozi, 20 ristoranti 

 


 

9.000 i dipendenti che lavorano nei tre grattacieli

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