Covid-19 fase 2: ripartenza programmata in quattro fasi

Opening_Fase due
Da lunedì 4 maggio inizierà la fase di "convivenza" con il virus e le riaperture scaglionate. L'11 maggio riparte il retail, il 18 maggio la ristorazione

Il 4 maggio è il D-Day per la graduale ripresa delle attività, dopo il lockdown che dall'11 marzo 2020 è stato esteso a tutto il territorio nazionale. A parte un possibile anticipo al lunedì 27 aprile per settori con un minore rischio di contagio (come automotive, componentistica) e con già all'attivo i protocolli di sicurezza, la ripresa sarà scandita settimanalmente di lunedì in lunedì e così articolata:

 

 

- 4 maggio: settore manifatturiero e tessile, costruzioni e commercio all’ingrosso. Tutta la riapertura sarà accompagnata dall'obbligo di nuove misure di sicurezza (turni scaglionati per entrata e uscita, postazioni di lavoro distanziate, misurazione della temperatura all'ingresso). Saranno, inoltre, consentiti i movimenti dentro il proprio Comune e tra Comuni della stessa Regione, senza l'obbligo di l’autocertificazione. Resterà il divieto di spostamenti tra Regioni e sui mezzi di trasporto sarà consentito l'accesso ad un numero limitato di passeggeri con l’utilizzo alternato dei posti e l'obbligo di mascherina. Si potrà, inoltre, tornare a fare sport all'aperto anche lontano dalla propria abitazione.

- 11 maggio: negozi per la vendita dettaglio. L’11 maggio è prevista la riapertura di esercizi commerciali per la vendita al dettaglio, previo l'utilizzo di sistemi di protezioni individuali e obbligo di distanziamento tra clienti. Per alcune categorie merceologiche (come abbigliamento e calzature) ci sarà l’obbligo di sanificazione dei prodotti. Vi è ancora incertezza da parte del Governo per la riapertura di parrucchieri e centri estetici - se tra l’11 e il 18 maggio: in tutti i casi dovrà essere rispettato il rapporto di uno a uno (un operatore e un cliente) e tutti gli strumenti andranno sterilizzati. La chiusura è, invece, prolungata per centri commerciali e mercati rionali che non vendono alimenti. Il Comitato tecnico scientifico valuta troppo alto il rischio che la libera circolazione delle persone faccia crescere nuovamente il numero dei contagi.

 

 

-18 maggio: ristorazione. Bar e ristoranti potranno riprendere la loro attività rivedendo al ribasso le capienze dei locali. Bisognerà prevedere un distanziamento minimo di un metro dal bancone, e di due metri tra un tavolo e l’altro, con l'obbligo di mascherine e guanti per i camerieri. Il servizio d'asporto potrà tornare alla regolare attività.
Inoltre, se i dati del contagio saranno incoraggianti, sarà anche possibile prevedere lo spostamento da una Regione all’altra.

- L'incertezza sulla ripresa permane in maniera più totale per cinema, teatro, discoteche, e spazi per concerti. Si tratta delle attività di aggregazione dove più alto è il rischio di trasmissione del virus. Per questo al momento non è possibile indicare una data di ripresa, ma auspicabilmente prima della fine dell'anno.

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