Da #TravelTomorrow a #QuandoSaràPassato: disegnare la ripresa del turismo post Covid-19

Turismo
Il comparto turistico è la “vittima economica” principale della pandemia. Ma la volontà è di ripartire con creatività ed innovazione

Secondo le stime del UNWTO (United Nations World Tourism Organisation), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa a tutto tondo del comparto turistico, gli arrivi di turisti internazionali a livello globale potrebbero diminuire del 20-30% nel 2020 rispetto al 2019. Ciò è destinato a tradursi in una perdita di 300-450 miliardi di dollari (270-407 miliardi di euro) di spesa da parte dei viaggiatori internazionali. Per capire l’entità della crisi in corso basta solamente fare il confronto con l'epidemia di SARS del 2003 che ha portato ad un calo di appena lo 0,4% quell'anno. L'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) afferma, inoltre, che lo shock Covid-19  potrebbe causare una contrazione del 45 -70% nell'economia turistica internazionale per tutto il 2020. Il World Travel and Tourism Council (WTTC), che include oltre 200 amministratori delegati e presidenti delle principali società di viaggi a tutte le latitudini, prevede che nel 2020 il mercato dei viaggi e del turismo potrebbe perdere 75 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, di cui 6,4 milioni solo nell'UE.

 

 

Puntando la lente d’ingrandimento sull’Italia, secondo le stime di Assoturismo, la Federazione italiana del turismo, quest'anno l'Italia perderà circa il 60% dei suoi turisti, chiudendo il 2020 con circa 172 milioni di presenze, pari ai livelli che si registravano a metà anni '60, quando il mondo era diviso in blocchi nel mezzo della guerra fredda e i viaggi aerei erano ancora per pochi.

Dietro questi numeri, sia a livello nazionale che internazionale, vi è non solo la chiusura delle strutture legate all’ospitalità e al food & beverage, ma anche la cancellazione di grandi eventi (dagli europei di calcio alle olimpiadi 2020), fiere e congressi, e lo stop di stagioni sciistiche e di navi da crociera.

 

 

Fortemente colpito è, inoltre, la tipologia di turismo legato alla  campagna dove il turismo si è sviluppato negli ultimi anni sotto forma di agriturismo e turismo enogastronomico. Al termine del lockdown i ristoranti di queste zone si troveranno particolarmente in difficoltà non avendo, se non in ridottissima percentuale, una clientela locale. Oltre ciò, si aggiunge il fatto che, rispetto ai colleghi di città, non possono al momento usare il delivery come alternativa immediata.

È chiaro che sia necessaria un’azione muscolare da parte delle istituzioni per affrontare nella pratica la crisi del settore. A livello europeo, la commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo ha esortato la Commissione a presentare un piano d'azione europeo per aiutare il settore turistico a superare la crisi. Bisogna, tuttavia, ricordare che i trattati europei conferiscono all'UE competenze limitate relativamente al turismo. Per questo motivo, l'UE può solo sostenere, coordinare o integrare le azioni degli Stati membri in questo settore. Si tratterà, allora, di gestire con urgenza e in maniera coordinata le azioni di sostegno, allocando in maniera intelligente le risorse a disposizione e in via di negoziazione.

Importanti anche le azioni di sensibilizzazione sulle problematiche contingenti settore e le azioni concrete di mobilitazione da parte dei player coinvolti. A questo proposito si può ricordare l’hashtag #TravelTomorrow lanciato dalla già citata Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO), che attraverso una campagna online mira a chiedere maggiore responsabilità condivisa tra i viaggiatori e operatori del settore turistico a livello globale. "Storicamente, il turismo si è dimostrato un motore chiave per la ripresa internazionale e già ora dobbiamo iniziare a prepararci per costruire le basi della futura resilienza del turismo", ha affermato il segretario generale dell'UNWTO, il georgiano Zurab Pololikashvili.

Tra le iniziative concrete degli attori del settore è interessante citare il portale di rilancio per l’industria turistica italiana #QuandoSaràPassato, un progetto firmato da Altavia Italia e DISKO, con la partecipazione di Amilon e Geotag. Il portale mira a rilanciare concretamente l'industria turistica italiana pubblicando inviti, offerte, sconti e segnalazioni che aiutino le persone a tornare a progettare, in Italia, il proprio futuro prossimo e le proprie vacanze. Il progetto è un work in progress che si arricchirà di ulteriori contenuti e che rilancia anche tutte le iniziative di sostegno e auto-aiuto di chi sta offrendo e offrirà dining, hotel e holiday bond. La promozione del portale è costruita con una campagna media digitale cooperativa e progressiva che dovrebbe portare oltre 500.000 visite a www.quandosarapassato.it entro fine maggio e a cui è possibile aderire manifestando il proprio interesse all’indirizzo adesioniqsp@altavia.it.

Accanto ad iniziative come questa si pongono quelle di realtà più piccole ma non meno interessanti come che fanno diventare la tecnologia una grandissima opportunità di ripartenza. È il caso di Gite in Lombardia, il primo portale di riferimento per chi cerca proposte per le proprie gite fuori porta in Lombardia, che dal 4 aprile 2020 ha lanciato una serie di tour virtuali durante i quali si farà esperienza di vere e proprie visite virtuali in diretta durante le quali le guide, grazie al digitale, si troveranno proprio nei luoghi di cui si parlerà.

Anche dall'altro capo dello stivale, non manca grande creatività e inventiva per affrontare questa particolare congiuntura, con una speciale attenzione alla solidarietà: è il caso di Addio Pizzo Travel, un tour operator etico e antimafia. Tra le iniziative in campo quella liberamente ispirata al famoso “Caffè sospeso” che in questo caso diventa un “Tour sospeso”. Si tratta di un’esperienza di turismo etico di conoscenza del territorio siciliano indirizzata a giovani che non potrebbero altrimenti permetterselo, volta a rafforzare il loro senso di appartenenza alla propria città, al proprio territorio, alla ricerca di una nuova crescita sociale, economica e culturale per essere turisti anche nella propria terra.

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