Digi-Social-Izzazione

La nuova rivoluzione digitale guida la trasformazione della società e costringe il mondo del lavoro a una trasformazione radicale

Il nostro stile di vita, sia in campo sociale che lavorativo, è costretto, per stare al passo con la digitalizzazione dell’informazione e con i cambiamenti sociali, economici e politici ad essa collegati, ad evolversi a velocità impensabili solo fino a pochi anni fa. Tale cambiamento è faticoso, ma necessario a cogliere tutte le opportunità che la rivoluzione digitale porta con sé.

Questa rivoluzione non è solo un fatto tecnologico che riguarda ricercatori ed esperti, ma un fenomeno globale che guida la trasformazione della società, impattandone cultura, gestione del tempo libero e mondo del lavoro. La digitalizzazione, oltre a modificare la comunicazione tra le persone e tra Stato e cittadini, costringe il mondo del lavoro a una trasformazione radicale imponendosi come sistema dominante.

La sostituzione della carta e della manualità nel mondo del lavoro italiano è iniziata a fine anni 80 con il fenomeno dell’informatizzazione e continuata negli anni 90 con l’avvento degli ERP.

La digitalizzazione di oggi è figlia evoluta dell’informatizzazione di allora, anche se presenta alcune sostanziali differenze rispetto ad essa. In particolare:

  • l’opportunità di implementazione di allora contro la necessità di oggi (vivere meglio vs sopravvivere);
  • l’impatto sulla bottom line di allora contro l’impatto su bottom line e potenzialmente sulla top line di oggi;
  • l’impatto interno di allora su management e shareholder contro l’impatto esterno di oggi su tutti gli stakeholder (inclusi i consumatori di domani);
  • l’opportunità/necessità(?) di coinvolgere nella rivoluzione digitale anche le sfere personali dei dipendenti.

L’informatizzazione e il successivo passaggio da sistemi stand-alone alle logiche ERP sono state fondamentali per recuperare efficienza in termini di velocità di fruizione dell’informazione e dei costi necessari al suo ottenimento, consentendo alle aziende che ci hanno creduto di ottenere un vantaggio competitivo operativo rispetto ai concorrenti.

La digitalizzazione dei giorni nostri, approcciata allo stesso modo, porterebbe evidenti ulteriori opportunità di informazioni ancora più giuste, più veloci e più economiche rispetto ai sistemi attuali impiegati dalle aziende, ma non svolgerebbe un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile delle aziende stesse.

Tale ruolo potrebbe essere invece assegnato alla rivoluzione digitale se inserita in un contesto più ampio che chiamerò della digi-social-izzazione. In questo diverso approccio gli attori e facilitatori del cambiamento, che in questo caso sarebbe molto più veloce ed aggressivo, non sarebbero più i soli CIO (i vecchi IT manager) troppo spesso tecnici-operativi bravissimi ma sovente poco legati alle dinamiche di mercato e di sviluppo del business, ma i responsabili commerciali e i chairmen.

Nel progetto di digitalizzazione, oltre agli elementi e alle action standard del piano di implementazione, si potrebbe inserire la possibilità di interfacciare alcuni social network con i sistemi aziendali allo scopo di:

  • modernizzare la corporate image
  • facilitare la relazione azienda-dipendenti e lo spirito di appartenenza
  • creare un flusso informativo in-out con consumatori, potenziali collaboratori, fornitori, clienti
  • veicolare la comunicazione istituzionale
  • pubblicizzare servizi e prodotti stimolando la viralità del web
  • migliorare la brand awareness

Si potrebbero ad esempio usare, utilizzando gruppi aperti o chiusi a seconda degli obiettivi di condivisione e della riservatezza delle info:

  • whattsapp, messenger, telegram, … per condividere gruppi di lavoro, foto, report aziendali, ma anche info personali
  • facebook, twitter, … per organizzare eventi aziendali, condividere le informazioni sugli andamenti economico finanziari, pubblicare comunicati stampa
  • istagram, … per foto di prodotti, eventi, brand, dipendenti, testimonial
  • pinterest, … per organizzare gruppi di interesse per affinità o reparto aziendale,

 

L’idea è forse banale e sicuramente grezza, ma potrebbe avere senso anche nella difficoltà di produrre analisi economico-finanziarie degli impatti. E’ infatti difficile inserire la trasformazione digi-social dell’azienda in un business plan e calcolare un IRR dell’investimento necessario, perché è sempre complesso quantificare i vantaggi dell’integrazione per definizione olistici. Non sarebbe mai stato possibile, infatti, immaginare che l’avvio estensivo di S.A.P. in Unilever nel 1998 avrebbe permesso di produrre i risultati del mese a un giorno dalla chiusura del periodo contabile contro le due settimane di poco tempo prima nonostante una riduzione dello staff del 50%.

Il trend di digitalizzazione delle nostre vite è irreversibile, visto il divario attualmente esistente tra l’educazione digitale dei nostri genitori, la nostra e quella dei nostri figli, che è destinato ad allargarsi ancora nelle generazioni future. E’ certo che resistere non servirebbe se non a sentirsi dinosauri fuori tempo e che, invece, cavalcare e guidare il processo di digi-social-izzazione potrebbe essere una grande opportunità per sviluppare le aziende al passo con i tempi, renderle user-fiendly per dipendenti, collaboratori e consumatori di oggi e, soprattutto, assicurare loro la sostenibilità dei risultati e la sopravvivenza, accattivandosi i consumatori e le risorse umane di domani.

 

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