Dignità umana nel cambiamento

I diritti umani riconquistano la scena. Retail e industria dovranno tenere conto in futuro di questa rinnovata sensibilità (da Mark Up n. 266)

Assisteremo nei prossimi mesi a una ricerca sempre maggiore di dignità della persona, partendo da una nuova consapevolezza che riguarda la centralità del soggetto umano al di là di qualsiasi appartenenza tribale o comunitaria, che negli ultimi anni ha invece colonizzato l’immaginario collettivo. Alain Touraine -uno dei più grandi sociologi viventi, inventore del termine post-industriale- lo spiega con chiarezza nel suo ultimo lavoro “Noi, soggetti umani” un libro dal sottotitolo emblematico: “Diritti e nuovi movimenti nell’epoca postsociale”. Non c’è più classe sociale o categoria ideologica che tenga: i diritti umani riconquistano il centro della scena e il mondo dell’industria e del retail dovranno fare i conti con questa rinnovata sensibilità. Un esempio su tutti: il movimento femminile contro le molestie che è esploso dopo il Caso Weinstein e che non accenna a spegnersi perché ha toccato il nervo scoperto della differenza di genere: nella vita, nel lavoro, nelle relazioni più intime e delicate. Questo caso di cronaca ha toccato la sfera dei diritti della donna, e milioni di donne nel mondo si sono riconosciute nelle vittime dello scandalo che per questo motivo si è propagato a macchia d’olio: semplicemente qualcosa di simile era accaduto anche a loro, andando a intaccare la loro dignità di persona.

 

 

Immaginare un futuro che metta a valore il calore umano delle relazioni, significa ragionare sulla dignità di ciascun soggetto, coinvolto in modo sempre più profondo nelle dinamiche della condivisione: non solo in termini commerciali o di erogazione dei servizi, ma anche in termini di violenza psicologica. Online e offline: i social network generano calore aumentando esponenzialmente la quantità di contatti e scambi tra diversi soggetti. Sono relazioni che molto spesso corrispondono a persone in carne e ossa che conosciamo, apprezziamo, ascoltiamo, e che desiderano essere riconosciuti attraverso il filtro della dignità personale. Dignità umana nel cambiamento rappresenta dunque la sfida che aspetta tutti gli operatori del mercato.

In altre occasioni abbiamo spiegato come qualsiasi attività sia governata da un centro morale: la dignità delle persone, il rispetto per l’ambiente, il desiderio di vedere un lavoro ben fatto. Creare valore significa ricucire un tessuto di confidenza e fiducia, attraverso la paziente costruzione di relazioni fondate sulla dignità. Solo così si potrà trasmettere il senso del riconoscimento e della riconoscenza, tanto cruciale nel preservare il sistema umano delle relazioni. È notizia recente che molti giovani italiani negli ultimi anni vengono molto apprezzati a Londra nella loro delicata attività di infermieri. Ecco un esempio emblematico di arte della relazione in un contesto che è normalmente segnato da grande fragilità delle persone. Ma anche nelle più semplici attività di commerciante o di addetto alla vendita, si fa strada timidamente una competenza dimenticata: l’empatia. Ne hanno parlato con dovizia di particolari i due più grandi futurologi viventi: prima Alvin Toffler che con la consorte Heidi ha pubblicato “La rivoluzione del benessere. Come avverrà a come cambierà le nostre vite”; poi Jeremy Rifkin con il libro “La civiltà dell’empatia. La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi”. Per concludere ed essere più specifici, indichiamo un campo di applicazione di questa rinnovata sensibilità: il rapporto tra mercato, prodotti, servizi e disabilità, con alcuni esempi emblematici.

Bandiera Lilla

Bandiera Lilla è una certificazione con la quale regioni e comuni possono segnalare una maggiore attenzione al turismo accessibile. È nata in Liguria nel 2012 grazie alla cooperativa sociale di cui porta il nome e dal 2017 è diventata una iniziativa nazionale. Bandiera Lilla è una iniziativa che mette insieme il sostegno e la promozione sociale con il marketing turistico, esercitando una funzione sociale che permette anche il rilancio dell’economia. La scrittrice Simonetta Agnello Hornby ne è ambasciatrice, sottolineando l’importanza dell’inclusione sociale dei disabili.

Horus

È un dispositivo che permette ai non vedenti di udire la realtà circostante, perché il device la osserva, la comprende e poi la descrive. È stato ideato dalla startup Eyra, fondata da due giovani imprenditori italiani, Saverio Murgia e Luca Nardelli, che lo stanno mettendo a punto per il mercato. Horus è composto da una cuffia, ha telecamere e sensori e avverte in caso di ostacoli la persona in movimento, generando suoni e tonalità che indicano la posizione e la distanza di un ostacolo. Se l’utilizzatore incontra una persona conosciuta, Horus lo avverte, oltre a leggere i testi stampati, tradurre foto, paesaggi e scenari reali in una breve descrizione, e riconoscere gli oggetti grazie alla percezione 3D.

BookBox

In occasione della Giornata della Disabilità, a Milano è stato presentato il primo BookBox, una rete di piccole librerie comunali solidali, realizzata grazie a un progetto che è nato per coinvolgere ragazzi con disturbi di autismo in una attività legata ai libri. I ragazzi si prendono cura della libreria della casa solidale, cioè di Villa Finzi, dove sono ospitate diverse realtà di aiuto per le disabilità, e di altri sei punti nel resto della città, gestendo e catalogando i libri che saranno raccolti ad hoc, coordinati dalla Onlus Fabula, per poi essere distribuiti in luoghi pubblici, come le sale di attesa degli ambulatori. BookBox fa parte del progetto più ampio “Autismo e qualità della vita” ed è curato dalle associazioni partecipanti al Tavolo autismo e dal Comune di Milano.

Jobmetoo

Dopo esperienze lavorative frustranti, a causa di un deficit grave, Daniele Regolo insieme a due soci ha fondato la startup Jobmetoo che aiuta le aziende nel recruiting di candidati con disabilità. I candidati creano, in modo guidato, un profilo dettagliato per arrivare all’incontro con le aziende, preparati e coscienti delle loro reali potenzialità. L’agenzia, da parte sua, svolge un lavoro accurato e personalizzato, in modo che ogni disabilità possa essere orientata verso posizioni lavorative adeguate. Le aziende, da parte loro, mostrano un crescente interesse verso servizi specializzati di questo tipo che diventano occasioni di crescita.

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