Editoriale

Cristina Lazzati, direttore responsabile di Mark Up e Gdoweek
Immaginiamo che i clienti scrivano una lettera aperta alla gdo, dove raccontano se stessi con affetto e una punta di amarezza. Un gioco per ricordare che il grande alleato di un’impresa che vuole evolvere è il suo cliente (da Mark Up n. 253)

Siamo  connessi,  interattivi.  Uno  su  10  di  noi  indossa  uno  smart watch. Il telefonino è il nostro segretario e confidente. Siamo anche più verdi, ci interessa essere in forma, vogliamo mantenerci in buona salute. Siamo i vostri clienti o, almeno, ci piace pensarci in tal senso. Ci perdonino le aziende e i retailer se non siamo riusciti a rallentare per dare loro il tempo di adeguarsi, ma adesso è così e non ci possiamo fare niente; anzi vogliamo sempre di più e lo vogliamo a un buon prezzo e lo vogliamo tutti. Anche se siamo sempre più silver e pochi di noi hanno famiglie numerose, abbiamo sogni che sappiamo la tecnologia può appagare. Ci piacerebbe avere case informatizzate, dove ogni elettrodomestico ci possa parlare e ricordare le piccole incombenze quotidiane; pochi di noi se lo possono permettere, ma attendiamo fiduciosi che anche l’Internet delle cose possa diventare alla portata di tutti. In fondo, quante cose gratuite oggi abbiamo grazie ad internet: informazione, servizi. Abbiamo risparmiato il 2% grazie a questi; non è poco a fine anno, circa 1.400 euro. Per voi, mondo delle aziende, significano 20 miliardi di euro. Ci  piace  anche  condividere  e  chi  l’avrebbe  mai  detto  nel  Paese  dei  campanili?  Eppure  3  milioni  di  noi  lo  fanno  già  e  presto  altri  si  uniranno.  Siamo  “nuovi”,  ma  siamo  sempre gli stessi; la crisi ci ha insegnato a ingegnarci, a trovare  nuove  strade  per  non soccombere.  I  nostri  figli  aprono  start up, sapendo che il posto fisso ormai è una chimera e, in fondo, hanno imparato che non è così che si cresce. Lasciamo metà del nostro stipendio in tasse e sentiamo continuamente che il Pil non cresce: come si fa, allora, a chiederci di essere ottimisti e positivi? È vero consumiamo meno, che ci volete fare? Non è sempre così, siamo disposti a spendere più soldi se ne vale la pena; ai nostri figli vorremmo dare il meglio, in fondo non è sempre stato così? Però, oggi sappiamo che il meglio passa per il “buono e giusto” e, quindi, leggiamo le etichette. Sapete ci sono parole che ci spaventano olio di palma, parabeni, ogm, ...  altre che ci piacciono: fairtrade, sostenibile, bio, naturale, ...Ci piacciono anche le sorprese: entrare in un negozio “bello”, pulito e in ordine e scoprire che è ... per tutte le tasche. Apprezziamo che ci salutino con un sorriso e, se non troviamo qualcosa, che ci sia una persona, un mezzo (vanno bene anche le app) che ci aiuti a risolvere, che ci dia un consiglio. Ci  piace  fare  shopping,  anche  se  non  possiamo  permetterci  il  lusso:  loro, quelli del fast fashion, lo hanno  capito,  anche  se  quella  montagna di vestiti che si sciupano subito comincia a pesare nei nostri armadi. Dite che non siamo più fedeli come una volta, e forse è vero, ma siamo aperti a nuove proposte; in fondo, quelli di voi che lo stanno facendo li stiamo premiando. Guardatevi in giro!
(Grazie al Rapporto Coop 2016)

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