Basta chiusure

Non è possibile continuare con i lockdown, non è solo una questione economica ma di sanità mentale. Retail e horeca sono pronti (da un pezzo), multe per chi non rispetta le regole

Un anno fa, di questi tempi, avevamo già contezza di ciò che ci aspettava, sapevamo suppergiù il quanto (ci sarebbe costato) ma non conoscevamo il come e il dove e soprattutto quando (sarebbe finito) e sul perché ognuno aveva e ha le sue teorie. Oggi, siamo più consapevoli che conviveremo ancora un po’ con delle non risposte e che il “quanto” cresce ogni giorno ed è sempre più in rosso. Il vaccino ci regalerà l’immunità di gregge? Pare di sì ma sembra altrettanto chiaro che non si potrà abbassare la guardia più di tanto. Nel frattempo, da animali adattivi quali siamo, abbiamo scoperto un nuovo modo di vivere, senza canti sui balconi e panetterie casalinghe, ma smart working, eCommerce, delivery, sono ormai parte della vita di tutti, così come mascherine e abbracci misurati. Però proporrei di eliminare il termine “movida” e “assembramento”.

Sabato giravo per le strade della mia città, Milano, corso Vittorio Emanuele praticamente deserta, pochi negozi aperti, chiuse anche le insegne che avrebbero potuto aprire ma, tant’è… non c’è nessuno, inutile tenere aperto. Corso Buenos Aires, che secondo il report annuale Real Estate Data Hub, si è dimostrata una delle vie dello shopping più resilienti nel panorama meneghino, conta ormai tanti spazi, negozi, bar sfitti e anche via Torino accusa il colpo. Non parliamo di altre zone meno centrali. Desolante.

Quindi i milanesi tutti ligi alla zona rossa? Tappati in casa? Per nulla! Parchi, giardini, le vie lungo i navigli, ecco dove sono i milanesi, in bicicletta, con i passeggini, camminando o correndo… ma questa non è movida e neppure assembramento è il naturale corso delle cose: se si continua chiudere gli spazi, quelli rimasti diventano automaticamente più stretti.

La chiusura dei centri commerciali nei weekend aveva già provocato assembramenti nelle vie dello shopping dei centri città, la chiusura di bar e ristoranti nelle ore serali aveva provocato i pienoni durante l’ora di pranzo. Il coprifuoco alle 22, accorcia ancora di più le giornate ed è un limite assurdo. Il lockdown da zona rossa dei negozi, dei bar e dei ristoranti, non porta le persone a rimanere in casa ma ad uscire, comunque, andando dove è possibile. Riaprire in sicurezza, con regole chiare e mandato alle forze dell’ordine di multe, laddove le regole non vengano rispettate, è probabilmente oggi la soluzione migliore. Un anno è passato. La paura è rimasta ma non ci ha istupidito, il mondo del retail e dell’horeca può garantire una situazione in sicurezza e ampliare gli spazi, perché le persone ritornino a vivere e così metteremo fine anche ai vituperati (e pericolosi) assembramenti.

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