Editoriale – Stati Generali del Commercio: per ascoltare e farsi ascoltare

Editoriale – Necessario trovare, o ritrovare, unità tra le diverse parti in causa e creare un reale fronte comune tra le varie associazioni di categoria, creando un’agenda condivisa nell’interesse dell’industry e del cittadino

Approfitto dell'opinione di Mariano Bella, pubblicata nelle prossime pagine, per una riflessione: condivido quanto scrive Bella sulla necessità che venga riconosciuto ai servizi un ruolo non solo di contorno, ma più centrale. Il commercio, o retail che dir si voglia, questo ruolo non ce l'ha, certo è importante dedicarsi a sollecitare le istituzioni a guardare "da questa parte", ma forse la domanda da farsi e che con Mark UP ci stiamo facendo è: perché questa apparente sordità? Che cosa stiamo sbagliando? Una soluzione è sicuramente nel trovare o ritrovare unità tra le diverse parti in causa, creare un reale fronte comune tra le varie associazioni di categoria, unificarle? Forse non è necessario, ma stabilire alcuni obiettivi da raggiungere insieme è indispensabile. Per farlo, bisogna far cadere qualche barriera, qualche pregiudizio o, come qualcuno ha detto, agire su fattori “precompetitivi”, e, diciamocelo, in questo momento non è affatto difficile trovarli. Pensiamo ai danni provocati all'intera filiera dall'articolo 62, di cui tutti stanno pagando i cocci: certo ha fatto pulizia, ma ha messo in crisi molte delle aziende cui tale azione era rivolta. Vogliamo altri articoli 62? Qualcuno potrebbe dire che forse sarebbe meglio che le istituzioni si dimentichino del commercio, se il risultato è un altro articolo 62. Invece no, quell'azione è il monito rispetto al quale bisogna misurarsi: o si trovano accordi e proposte di filiera oppure Europa o Stato intervengono e interverranno per parificare comportamenti e procedure. Nel contempo, ci sono molte cose da chiedere che fanno bene a tutti: pensiamo all'arrivo dell'e-commerce (che non è affatto solo per le grandi catene, ma vale anche per i piccoli); per un e-commerce che funzioni è necessario che i sistemi logistici diventino più funzionali e meno costosi (vedi progetto intermodale). Perché i clienti lo utilizzino è necessario che la banda larga funzioni in tutta Italia: qualcuno sa a che punto è l'agenda digitale? In questi pochi esempi quale parte del retail è coinvolta? Tutta! Lo sono le catene dell'abbigliamento, così come le cooperative di dettaglianti e quelle di consumatori, lo sono i big degli ipermercati così come le botteghe rionali. I mercati e i centri commerciali.

Quanta esperienza da mettere in comune, quanta cultura del commercio c'è in queste realtà, chiuse fortificate dall'interno, per alcuni versi inespugnabili. Poi ci lamentiamo che nessuno conosce gli ingranaggi di questo mondo, che i politici spesso non sanno neppure capire quello che si chiede loro. Vi invito, tutti, ad un confronto, chiamiamoli Stati Generali del Commercio, con rappresentanti di categoria e capitani d'azienda, piccoli e grandi imprenditori. Un incontro a porte aperte, però, per ascoltare e farsi ascoltare

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