Editoriale – Web ed eCommerce devono diventare parte integrante del nostro business

Cristina Lazzati, direttore responsabile di Mark Up e Gdoweek
Editoriale – Quanti di noi hanno prenotato un viaggio via web? Quanti utilizzano la banca online? Le filiali delle banche sono vuote, le agenzie viaggio sparite. Tutto questo non ci riguarda?

Inutile negarlo, l'eCommerce è dietro l'angolo, nella vita
da consumatore è già in casa vostra: le scarpe di Zalando,
la banca online, la vacanza con Booking.com.
Azione-reazione. In ordine: i negozi di calzature soffrono,
le filiali delle banche sono vuote, le agenzie di viaggio
sono sparite. Hanno fatto parte della prima linea,
sono stati travolti, non erano pronti. Oggi, la sorpresa
non è più una scusa accettabile, ma troppe aziende si
aggrappano ancora al passato con una solerzia e puntigliosità
che sa di terrore. Alcune sentono il cambiamento
alle calcagna e allora giocano in difesa: chi dice
che bisogna “combattere” l'offensiva dell'eCommerce
(ma non era un'opportunità?), chi afferma che l'experience
nel negozio non potrà mai essere sostituita da
quella online (infatti, si tratta di due cose diverse), chi è
certo che i social siano cose da ragazzini (però chiamano
la moglie con WhatsApp).
Vogliamo dare un'occhiata a che cosa ci sta per travolgere?
Lo sapevate che su WhatsApp e Snapchat si condividono
circa 700 milioni di foto ogni giorno? Che il “valore” di un
utilizzatore di Google è sei volte maggiore di uno di Facebook?
Che Twitter è il social migliore per i brand dell'editoria,
ma non per i brand di consumo? Che Buzzfeed funziona
bene su Facebook, ma non altrettanto su Twitter? Che,
negli Stati Uniti, il 25% degli utenti naviga su mobile, ma la
pubblicità investe su mobile solo il 4%? (perdendo circa 30
milioni di dollari in opportunità...).
Usciamo dalle classifiche. Walmart in fuga in avanti, rispetto
al concorrente Amazon, ha da tempo creato il Walmart-
Labs attraverso il quale acquisisce, a vario titolo, startup di
altrettanto varia natura: l'ultima è Stylr, una app che raccoglie
migliaia di capi di abbigliamento e accessori di diverse
insegne -da Gap ad American Apparel, passando per Abercrombie,
Saks Fifth Avenue etc.- e permette al consumatore
di ordinare direttamente il
prodotto, “flippando” tra i vari
capi per poi ritirarlo nel punto
di vendita più vicino.
Perché Walmart ha comprato
questa app? L'obiettivo del
colosso statunitense è di leggere
gli insights che questa
fornisce e fornirà per andare
ad arricchire il suo patrimonio di conoscenze, da utilizzare
per migliorare l'experience instore, la selezione dell'offerta.
Inoltre, non va dimenticato che, con la app, sono stati acquisiti
anche i suoi creatori, menti ormai al soldo di Walmart.
Oggi, per il retail, web ed eCommerce non sono nemici
e neppure alleati: sono ormai parte della nostra vita e
devono diventare parte del nostro business, fonte di informazione,
reddito e completamento dell'offerta.

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