Equa, green e sociale la filiera italiana di Barilla

La multinazionale di Parma scommette con decisione sul mercato domestico e si focalizza sul consolidamento di linee premium 100% italiane (da Mark Up 293)

Barilla ha lanciato il progetto pasta 100% italiano per i formati classici: nel 2020 aumenterà di quasi il 20% i suoi acquisti di grano duro nazionale di qualità, raggiungendo le 800mila tonnellate. Con il coinvolgimento nella filiera di oltre 8mila agricoltori da 13 regioni.

 

 

Per la ripresa l’azienda scommette decisamente sul made in Italy. Il tutto è frutto di ricerca, investimenti, contratti di filiera e si è concretizzato grazie alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa, siglato a fine 2019, con il ministero dell’Agricoltura per un ulteriore aumento degli acquisti di materia prima nazionale. “Per noi la parola sostenibilità significa capacità di creare condizioni durature nel tempo per migliorare le condizioni economiche, ambientali e sociali di una filiera”, spiega Elena Tabellini, vice presidente marketing Italia di Barilla e Voiello.

 

 

Puntate ad arrivare a un prodotto completamente italiano?

In Barilla ci siamo dati l’obiettivo di fare una pasta con grani duri selezionati 100% italiani tanti anni fa. E questa scelta è stata fatta soprattutto perché grano italiano vuol dire contribuire allo sviluppo più sostenibile dell’agricoltura italiana. Abbiamo iniziato con la nostra Integrale nel 2018 e oggi siamo orgogliosi di avere anche la linea Classica con grani selezionati 100% italiani.

È il risultato di un percorso trentennale con tutti i nostri partner agricoli che si sono impegnati con noi per far sì che l’agricoltura italiana potesse assicurare i quantitativi necessari di grano duro di qualità, coltivato in modo sempre più rispettoso delle comunità e con un impatto sempre più contenuto sull’ambiente.

Si è spesso raccontato che la semola di grano duro italiano, nonostante il plus della biodiversità, fosse poco performante.

Il risultato cui siamo arrivati ora è frutto di un lungo percorso. Il grano italiano non è da solo la fonte della qualità che ricerca Barilla per produrre una pasta che piaccia agli italiani.

Avevamo bisogno di un grano di alta qualità, e questa qualità viene anche, tra gli altri elementi, dal contenuto proteico del grano stesso. Non tutte le tipologie di grano prodotte in Italia hanno un quantitativo di proteine sufficiente per ottenere una pasta di qualità. Per questo Barilla ha favorito lo sviluppo, insieme agli agricoltori, di varietà di grano di maggiore qualità. E ci sono voluti tempi lunghi tra l’identificazione, lo sviluppo, i test, le prove di pastificazione: esattamente trent’anni, per raggiungere gli importanti risultati di oggi.

Così come occorre tempo per riuscire a costruire un network di agricoltori attraverso la definizione di contratti di filiera che oggi costituiscono un’avanguardia, ma che per Barilla è una prassi sviluppata nel corso del tempo.

C’è anche un packaging rinnovato del prodotto, rispettoso dell’ambiente: altro driver di consumo?

Per noi la parola sostenibilità significa capacità di creare condizioni durature nel tempo per migliorare le condizioni economiche, ambientali e sociali di una filiera. Questo obiettivo viene da lontano e ci guiderà sempre. Viene dall’impegno di Barilla di migliorare l’intera filiera nella quale opera, cercando di valorizzarne tutti i singoli elementi a partire dalle pratiche agricole, rendendole più rispettose dell’ambiente, minimizzando l’uso dei prodotti chimici e rendendole più sostenibili per tutti.

Per poi passare agli sviluppatori dei sementi per le varie qualità di grano, agli agronomi, che lavorano con noi per identificare le varietà migliori e più adatte e a tutti i nostri partner agricoli. Anche il packaging della pasta Barilla è sostenibile: non solo è riciclabile al 100% nella carta, ma dietro alle forniture di cartoncino, i nostri fornitori hanno un programma di riforestazione.

La multicanalità vista da Parma

Il Covid ha accelerato l’eCommerce: secondo dati Nielsen si è passati da una crescita pre Covid del 44% al 152% post Covid. “La multicanalità per Barilla -spiega Luca Ravazzoni, eCommerce manager di Barilla- non è solo la presenza sul canale eCommerce, ma è una modalità di lavoro in logica ‘no silos’, in grado di integrare le funzioni e le logiche online e offline. Essere in grado di rispondere con velocità e flessibilità ai bisogni dei consumatori diventa oggi ancora più centrale. Inoltre ci diamo sempre l’obiettivo di creare momenti in cui la marca, anche sull’eCommerce, possa entrare in contatto con le persone attraverso contenuti pensati per loro e sempre coerenti con i valori e messaggi di Barilla.

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