Evolvere nel segno della continuità

Questo l’obiettivo del presidente di Selex, Alessandro Revello, nominato da pochi mesi, che ci racconta le parole da mettere al centro di strategie e politiche il prossimo anno (da Mark Up n. 275)

Un uomo schivo e riservato, che non ama la ribalta, Alessandro Revello, ma determinato a traghettare il Gruppo Selex, saldamente al terzo posto nella classifica del retail nazionale, verso acque più tranquille nonostante gli scenari da burrasca all’orizzonte. “È un onore e un orgoglio per me essere stato scelto come presidente, una nomina che rappresenta un segno di cambiamento, nel rispetto della continuità -spiega Revello-. Anagraficamente, infatti, incarno la seconda generazione imprenditoriale di Selex, un gruppo dove sono cresciuto e formato, guardando alle imprese di famiglia, la mia ma anche quelle degli altri soci. Una tradizione da rispettare, che va aggiornata ai tempi dell’oggi: per questo il mio obiettivo è quello di essere il collante tra due generazioni, i fondatori e giovani, accomunati dall’appartenenza a Selex e alla condivisione dei suoi valori, che vanno letti in chiave innovativa”.

 

 

Innovazione come parola chiave del 2019, quindi?

Per noi non è una novità, ma un appuntamento fisso: è l’unica strada da percorrere per restare competitivi. In Selex per il 2019 significherà lavorare all’allineamento tra le diverse aziende su temi strategici, come l’eCommerce, ormai imprescindibile. Concretamente vuol dire che, dopo avere lanciato CosìComodo nel 2017 con tre soci e aver visto che funziona nel 2018, è tempo di allargarlo al resto dei soci. In linea con questo stesso approccio, a fine 2018, tre dei 6 soci che hanno già attivo il servizio stanno testando anche l’home delivery, una soluzione che, analogamente, sarà progressivamente implementata, appena saranno state messe a punto tutte le fasi del processo. La nostra forza è qui: fornire ai singoli imprenditori, tutto quello che serve per affrontare al meglio il mercato, forti dello scambio di esperienze tra soci e dell’attività di una centrale, che crea le infrastrutture strutturali, informatiche, logistiche, le competenze tecniche e la formazione perché tutto funzioni e si parli un’unica lingua. Nel rispetto assoluto delle autonomie dei singoli imprenditori.

 

 

Quali altre parole caratterizzeranno il 2019 di Selex e del presidente Revello?

Servirà certo una buona dose di coraggio, visto gli scenari che si stanno profilando, necessario per perseguire quel consolidamento economico e quella crescita, che abbiamo inserito nei nostri piani strategici. Fatti, non parole, come dimostrano i 320 milioni di euro di investimenti destinati a 54 aperture e 128 ristrutturazioni. Una cifra maggiore rispetto agli anni precedenti, convinti come siamo che per ottenere risultati ambiziosi le aziende debbano fare sforzi significativi a livello di risorse, finanziarie come di pensiero.

È questa la ricetta per ottenere risultati?

Sì, come dimostra la crescita del 4% delle vendite e soprattutto l’incremento della produttività al mq, aumentata nel 2018 dell’1,2%, dopo i miglioramenti degli ultimi due anni del 3-4%. Risultati che derivano dalla definizione sempre più puntuale del nostro format core (1.500-2.500 mq), frutto come dicevo di un lavoro continuo di benchmark tra la centrale e i singoli imprenditori.

Cosa non potrà mancare in uno store?

La sensibilità verso il consumatore, intesa come quella visione del business e del mercato che mette al centro i clienti. Prioritario per noi sarà analizzarli nei loro comportamenti per dare valore all’intero sistema: per valorizzare questa attenzionalità, assente in passato, abbiamo anche messo a punto con Gfk indagini ad hoc, che ci permettono di disegnare nuove mappe e percorsi, nel segno della differenziazione.

Qualche esempio?

Le nostre priorità sono freschi, private label e logiche di fidelizzazione. Gli obiettivi sono puntualizzare i cluster dei reparti freschi, lanciare un nostro brand premium nell’ortofrutta, espandere i prodotti locali, vera chiave di distintività.

Una battuta sulle aperture domenicali.

Che dire? È il giorno che cresce sempre più negli ultimi anni: i consumatori apprezzano avere maggiore tempo e fare la spesa con meno stress. Spaventa, quindi, la visione di chiusura del Governo. In ogni caso, ritengo debba trattarsi di scelte definite a livello nazionale, da non delegare a Regioni e Comuni, anche per evitare distorsioni di mercato, che già esistono. Meglio non crearne altre ...

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome