Farmacia di Strada: donate 9.000 confezioni di farmaci

Grazie all’azione solidale, in un anno si sono offerte cure a 15.000 persone bisognose, destinando loro medicine per un valore totale di 88.000 euro

A un anno dall’inaugurazione, a Roma, della prima ‘Farmacia di Strada’, sono già state consegnate alle persone più indigenti circa 9.000 confezioni di medicinali, per un valore complessivo pari a oltre 88.000 euro. Il progetto è stato voluto e realizzato da Assogenerici, Federazione dell’Ordine del Farmacisti (Fpfi), Banco Farmaceutico, e dall’Istituto di Medicina Solidale (Imes), associazione di volontariato che gestisce – con l’aiuto dell’Elemosineria Apostolica e in collaborazione con l’Ateneo di Roma Tor Vergata - una rete di ambulatori di strada nella capitale, per garantire accesso ai più fragili.
Negli ultimi 12 mesi, 15.000 persone povere si sono così potute curare, rivolgendosi alla Farmacia di Strada. Banco Farmaceutico ha gestito la raccolta e la distribuzione dei farmaci donati dalle aziende che fanno parte di Assogenerici; la gestione e la dispensazione delle medicine, una volta consegnate a Imes, è stata possibile grazie a Fofi.

Soo stati forniti complessivamente 7.500 confezioni di farmaci per un valore complessivo di quasi 67.000 euro donati dalle aziende aderenti ad Assogenerici, più altre 1.566 confezioni del valore di circa 22.000 euro donati da altre aziende che regolarmente collaborano con BF, per un totale di 32 categorie terapeutiche coperte e 17 aziende donatrici.

Fra i protagonisti di questa azione solidale, anche i farmacisti volontari, che hanno organizzato e gestito il magazzino di Cinecittà, dove BF ha fatto confluire nel corso dell’anno i farmaci donatin e poi dispensatin secondo le prescrizioni mediche rilasciate dai 6 ambulatori solidali Imes: “Per i farmacisti italiani solidarietà e vicinanza alle persone in difficoltà sono valori fondanti dell’agire professionale - ha affermato Andrea Mandelli, presidente Fofi - . Il farmacista ha un ruolo importante nel processo di cura e assistenza, in collaborazione con gli altri professionisti della salute, ed è giusto che questo apporto professionale venga garantito anche in attività di volontariato come questa”.

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