#Coronavirus Agroalimentare: non esiste un’emergenza sulle scorte alimentari_2

Federalimentare sull'emergenza coronavirusitalia
L'industria agroalimentare in pista con un surplus produttivo sempre disponibile. Flessibilità nella rotazione dei siti produttivi per mantenere forniture stabili

Come si stanno organizzando le filiere di rifornimento di supermercati, ipermercati e discount di fronte all'emergenza #Coronavirus che sta coinvolgendo alcune zone del nostro Paese? Prevale come già registrato per quanto concerne le prime direttive retail un senso di prudenza, in attesa di capire come meglio muoversi, soprattutto in Lombardia e Veneto, al momento le regioni più colpite da questa situazione, a fronte dell'adeguamento alle ordinanze delle istituzioni.

 

 

Nel giro di tre giorni l'Italia si è ritrovata al centro della crisi internazionale legata al coronavirus. E nel Nord è stata corsa all’accaparramento di derrate alimentari per limitare gli spostamenti e fronteggiare eventuali isolamenti. Rispetto alla situazione Federalimentare è in stretto contatto con Confindustria e al momento le singole imprese si stanno interrogando su come fronteggiare un’eventuale complicazione della situazione. “Per ora però -precisa il presidente Ivano Vacondio- non ci sono particolari criticità. Gli stabilimenti produttivi sono tutti aperti, a parte quelli della “zona rossa”, quindi non ci devono essere preoccupazioni per gli approvvigionamenti”.

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Il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio sull'emergenza Coronavirus

La corsa ai supermercati per fare scorte di cibo non rischia di mettere a repentaglio la sostenibilità del sistema. “Al momento non sta creando problemi di rifornimento. Se la situazione rimane stabile credo che la corsa alle scorte scemerà nel giro di un paio di giorni. Potrebbero persistere gli accaparramenti per i freschi (pane, ortofrutta, carne). In questo contesto, per non creare allarmismi ingiustificati e disincentivare il fenomeno, la comunicazione televisiva è un megafono molto importante. Ed è altrettanto importante che il Governo, come ha promesso, rifornisca attraverso la Protezione Civile le zone rosse per evitare che la gente debba fare grosse spese a turni contingentati”.

 

 

Ipotizzando uno scenario di emergenza sull'intero territorio nazionale, Vacondio ammette che in quel caso ci potrebbbe essere una eventuale difficoltà a garantire l’approvvigionamento alimentare se determinate imprese fossero costrette a chiudere gli stabilimenti. In quel contesto ci sarebbero aumenti di prezzi. Più tranquillo invece Vacondio sulle speculazioni che qualcuno paventa sulla scia di ciò che su internet sta avvenendo per l’Amuchina: “Aumentando la domanda l’aumento dei prezzi è un rischio potenziale. Può darsi che possa succedere nei singoli negozi, ma per quanto riguarda l’industria alimentare sono convinto che prevarrà il senso di responsabilità della classe imprenditoriale italiana, che ne ha già dato prova anche in altre occasioni emergenziali come il terremoto del centro Italia”. Certo la situazione induce preoccupazioni per lo stato dell’economia italiana che va incontro a un Pil negativo. “Ed è certamente un danno anche per il nostro settore in particolare per il turismo enogastronomico e la ristorazione, grandi veicoli di crescita della diffusione del F&B italiano nel mondo e fonte di maggiori marginalità rispetto al retail”.

Diremmo purtroppo, in questo momento per fortuna: l’export agroalimentare italiano verso la Cina è solo dell’1% e l’import ancora meno perciò il blocco dell’economica cinese è ininfluente per le nostre industrie del food. C’è però preoccupazione per le conseguenze sul Pil del Paese”. Ivano Vacondio - presidente Federalimentare

Nell'industria agroalimentare la prassi igienica è sempre attuata ai massimi livelli lungo il processo produttivo

Gruppo Cremonini ha spostato parte della produzione dello stabilimento di Ospitaletto (Bs) su quelli di Castelvetro (Mo) e Pegognaga (Mn) perché circa 300 dipendenti del sito lombardo abitano nella zona rossa e sono, perciò, a casa in quarantena, come previsto dalle disposizioni governative. Dal gruppo fanno però sapere che ad oggi non ci sono state ripercussioni sugli ordinativi né sulla ristorazione. L’azienda ha inoltre divulgato una comunicazione interna con cui divulga le raccomandazioni delle autorità sulle modalità di rapportarsi con gli altri, ma ricorda che nel settore alimentare sono regolarmente applicate norme igieniche molto rigorose.

Per quanto riguarda i rapporti commerciali con il mondo asiatico attraverso la piattaforma Inalca Food&Beverage non si sono registrati impatti sugli ordini. Secondo l’azienda, dovesse espandersi la diffusione del contagio, le autorità dovranno prevedere una sorta di cordone perché gli stabilimenti alimentari possano continuare a lavorare per garantire i generi di prima necessità.

Granarolo conferma la produzione e la distribuzione dei propri prodotti, aumentando al massimo della propria possibilità la capacità produttiva, nella consapevolezza di produrre beni di prima necessità per la popolazione. Nelle zone colpite da misure restrittive l’azienda garantirà le consegne seguendo le disposizioni delle Autorità. Nei propri siti, 14 stabilimenti e uffici, e sulle proprie piattaforme, adottando tutti i provvedimenti suggeriti dalle Autorità, ha sospeso tutti i corsi di formazione già programmati nella prossima settimana, le trasferte all'estero e, più in generale, raccomanda di limitare al massimo la mobilità sul territorio attenendosi con attenzione alla relativa normativa interna. Sono previsti dispositivi di protezione individuale per tutelare i distributori.  Verrà effettuata una valutazione quotidiana dell’evolvere della situazione lavorando in sinergia con le Autorità.

Coldiretti garantisce frutta e verdura dovunque: i rifornimenti sono stabili in tutte le aree del paese con i mercati generali all'ingrosso che stanno lavorando regolarmente da Milano a Padova, fino a Roma.

Secondo Emidio Mansi, direttore commerciale Italia del Pastificio Garofalo “Per quanto riguarda le richieste della distribuzione, non ravvediamo situazioni critiche perché siamo abituati a gestire picchi promozionali e, comunque, si tratta di uno stoccaggio, non di un aumento dei consumi. Per quanto riguarda la gestione interna abbiamo già fortissime procedure igienico sanitarie, che nascono per la salubrità del prodotto, ma che inevitabilmente sono anche a tutela dell’operatore. Da anni abbiamo, infatti, introdotto il gel igienizzante in tutte le entrate in fabbrica con l’obbligo di utilizzarlo. Ovviamente, valuteremo eventuali ulteriori procedure proprio in queste ore”.

Per Marida Milo, direzione commerciale Italia per Pasta Milo “Al momento abbiamo uno scenario di ordini costanti e la situazione è stabile. C’è stato panico per nulla. Le ripercussioni per quello che ci riguarda sono a livello di business nelle fiere: c’è stata meno gente a Dubai. Andiamo l’otto marzo in Giappone con un punto interrogativo: molti colleghi non partono. Non credo tuttavia che si possa parlare di danno di immagine per il Made in Italy. Sulla sicurezza interna, abbiamo sistemi di qualità talmente rigidi che già di prassi lavoriamo con guanti e mascherine. Attualmente c’è solo un po’ più di attenzione a livello personale”.

Carlo Preve, ad di Riso Gallo, spiega che “Non abbiamo problemi né di stock  di magazzino né di aumento di produzione per fare fronte a un eventuale necessità straordinaria, che al momento non c’è. Non ci risultano clienti che hanno depositi in zone chiuse. Ho parlato con la sezione logistica e posso assicurarne il funzionamento a pieno regime senza limitazioni. Qualora ce ne fossero, il nostro prestatore logistico ci ha confermato che la priorità è la consegna dei beni alimentari. Non c’è riso che arriva dalla Cina quindi i problemi di approvvigionamento non sussistono. Sulla sicurezza, abbiamo aumentato lavaggi, controlli in azienda ma ci atteniamo alle disposizioni delle autorità”.

Spreafico ha rafforzato le misure di precauzione e attenzione implementando la corretta sanificazione di aree aziendali esposte al contatto con e da personale esterno oltre che agli spazi comuni aziendali. “L’attenzione per la salute dei nostri collaboratori è importante per garantire la loro tranquillità e lo svolgimento delle attività lavorative quotidiane. Quello che, in quest’ultimo fine settimana, si è verificando in Lombardia e in altre regioni italiane è un tema molto delicato che stiamo tenendo monitorato con la giusta attenzione. Ci teniamo a rassicurare tutti i nostri clienti e partner che per il gruppo Spreafico la sicurezza è sempre stata posta al centro di ogni attività: tutti i centri di lavorazione sono infatti certificati IFS e BRC, certificazioni che permettono di garantire standard qualitativi e procedure di sicurezza idonei per mantenere la continuità lavorativa in ogni situazione, tutelando le persone che lavorano all’interno dell’azienda ed insieme garantendo la massima sicurezza alimentare dei prodotti destinati ai nostri clienti. Grazie a questi attenti parametri e protocolli interni, la nostra azienda è sempre stata in grado di affrontare, anche in passato, diverse emergenze e calamità naturali garantendo lo svolgimento delle proprie mansioni permettendo ai clienti di essere sicuri e supportati nel loro lavoro di tutti i giorni”.

Giuseppe Di Martino, amministratore delegato Pasta Amato, è moderatamente ottimista sull'evolversi della situazione nelle regioni settentrionali.  “L’emergenza è scoppiata nel fine settimana. Ora certamente bisognerà rimpiazzare rapidamente gli stock venduti,  ma è una situazione di panico che dovrebbe rientrare nei prossimi giorni. È ancora presto,  però, per capire nel dettaglio l’evoluzione. Non esiste, comunque, un problema di scorte alimentari: abbiamo capacità produttive da poter spremere in queste occasioni e spazi di manovra per produrre di più in questi casi. Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza interni (lavaggio mani,  protezione corpo eccetera) come industria alimentare -è giusto ricordarlo in una situazione fuori norma come quella attuale- la prassi  igienica è consolidata”.

Claudio Gariboldi, responsabile commerciale Molino Nicoli Italia conferma: “Panico e frenesia di acquisti sono scattati nel weekend, fino a venerdì dal punto di vista commerciale era tutto normale. Va valutato nei prossimi giorni se aumenteranno le richieste di prodotti: al momento è prematuro dare una risposta. A oggi non abbiamo ricevuto ordini straordinari. Noi, comunque, siamo in grado di sopperire e non credo che possiamo avere mancanze di materia prima, al limite può esserci qualche giorno di ritardo. Presumo che i centri distributivi delle varie catene abbiano già modo di rifornire i vari supermercati”.

Qualche problema in più potrebbe derivare dalle produzioni particolarmente legate alle stagionalità di raccolta se la situazione critica dovesse prolungarsi. Ma anche in questo ambito per ora la situazione è sotto controllo. Italian Food, operativa nel mercato delle conserve di pomodoro a marca Petti conferma che l'azienda non subisce modifiche alla normale attività, “In quanto la nostra è una produzione stagionale che genera stock tra una campagna e l'altra, da un anno all'altro. Almeno per il momento non abbiamo registrato particolari picchi negli ordini. Fra l'altro la nostra produzione si trova in Toscana, regione che ad oggi non è direttamente coinvolta dall'emergenza”.

Per quanto concerne la fornitura di carni, questa è la posizione attuale di Zootecnica Scaligera, con 35mila capi annui tra i principali produttori di Scottona e Vitellone da allevamento di razze bovine pregiate. La base produttiva è formata da 45 centri di allevamento situati nella pianura padana, tra le province di Verona, Vicenza, Padova, Brescia e Mantova. Davide Maran, responsabile commerciale e controllo qualità Zootecnica Scaligera dichiara: “A lunedì 24 febbraio non abbiamo nessuna variazione sulle procedure finora adottate. Per le forniture in essere tutto procede come sempre. I clienti chiamano allarmati per chiedere se ci sono delle problematiche logistiche ma nella realtà tutto procede come sempre”. Nella norma il 40% circa della produzione è destinata alla gdo, per insegne come Despar, Conad Sicilia, Multicedi di Pastorano, Gruppo Arena, Gruppo Sigma Realco e Gruppo Maiorana.

Ha avviato una filiera italiana sulla spinta dei successi di una spezia asiatica in tempi normali. Ecco cosa succede ora allo zenzero 100% italiano in piena emergenza sanitaria: “Abbiamo lavorato un po’ meno del normale, ma stiamo consegnando tutto il nostro zenzero italiano secondo i programmi stabiliti -riferisce Edoardo Ramondo presidente  di T18-.  E non andiamo ad accettare ordinativi nuovi. Non partecipiamo al gioco al rialzo perché il prodotto cinese non si trova o si è rialzato tantissimo. Lo sforzo è quello di evitare speculazioni. Il cliente apprezza che non andiamo a metterlo all’asta. Sulla sicurezza abbiamo qualche accortezza in più, ma già gestiamo il prodotto senza farlo toccare a nessuno. In generale tutti i mercati all’ingrosso sono aperti. Ho sentito che qualche sindaco di qualche piccolo comune ha chiuso alcuni mercati rionali: trovo che sia privo di buon senso”.

Nella grande area metropolitana di Milano, si registra da parte di molte grandi aziende il massimo incentivo allo smart working (lavoro da casa): con una significativa riduzione delle trasferte e reperibilità chiesta a dirigenti e responsabili, per una stagione improntata alle videoconferenze. Gruppo Heineken (Sesto San Giovanni) ha invitato i dipendenti, laddove possibile, di lavorare da casa. Anche in Henkel l'invito alla connessione in tele-lavoro è stato esteso ai dipendenti che per raggiungere gli uffici dovrebbero usare i mezzi pubblici. Unicredit sottolinea la possibilità di rimanere a casa per almeno 14 giorni (lavoro da remoto o permesso retribuito) per dipendenti in qualche modo legati a situazioni a rischio. Lo stesso vale per chi ha situazioni di salute già complesse o per i pendolari che viaggiano in zone vicine ai focolai dell’epidemia.

Sas ha messo in atto misure precauzionali per proteggere la salute dei propri collaboratori, clienti e partner. In particolare: Gli uffici Sas hanno implementato policy di smart working per i propri collaboratori anche al fine di garantire un servizio continuo ai clienti. Nelle aree in cui sono in atto misure precauzionali, c'è la raccomandazione ai collaboratori di riunione virtuali come Skype for Business e Microsoft Teams anziché meeting di persona, da utilizzare anche in sostituzione di incontri presso gli uffici. Posticipati tutti i viaggi di lavoro da/verso la Cina e tutti i viaggi di lavoro non necessari da / verso Hong Kong e Taiwan. Un cosiglio a posticipare tutti i viaggi di lavoro non necessari. Quelli necessari devono essere discussi con la dirigenza e l'autorizzazione agli stessi verrà concessa tenendo conto delle evoluzioni della situazione. Resta da verificare, in generale, i requisiti per eventuali restrizioni di viaggio poiché molte località stanno implementando restrizioni in ingresso, rientro e / o quarantena.

Il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli afferma “Stiamo lavorando al testo di un nuovo Decreto Legge che consenta ai cittadini e alle imprese che ricadono all’interno della Zona Rossa di affrontare questo periodo di “quarantena” senza particolari preoccupazioni sotto l’aspetto delle incombenze fiscali e più generalmente per consentire al mondo dell’impresa un’immediata ripresa dell’attività al termine del periodo di isolamento. In queste ore ho sentito tutti i colleghi di Governo, per fare in modo che il testo del Decreto sia il più completo possibile. Con il Ministero dello Sviluppo Economico e le Agenzie fiscali stiamo rifinendo il testo, che sarà pronto nelle prossime ore per approdare in Consiglio dei Ministri. Tra le diverse misure, che interverranno a sostegno di famiglie e imprese, prevederemo sicuramente la sospensione del versamento di tributi, bollette e contributi previdenziali. Il Ministro Patuanelli vedrà domani le categorie produttive per un confronto sulle ulteriori misure da adottare per tutelare il tessuto imprenditoriale del Paese”.

La situazione sull'epidemia "continua a evolversi" - si legge in una nota della Coca-Cola Hbc Italia. La società sta seguendo attentamente tutte le linee guida del governo e sta adottando misure precauzionali per fare il possibile per prevenire l'ulteriore diffusione del virus. L'azienda sta inoltre effettuando donazioni a organizzazioni che lavorano diligentemente per supportare i pazienti e contenere il virus. La sicurezza e la salute dei collaboratori dell'azienda rimane una priorità assoluta.

A livello internazionale la società ha implementato misure precauzionali per proteggere i dipendenti in Cina, che include la fornitura di maschere per il viso e disinfettanti per le mani, l'installazione di screening della temperatura negli uffici e nelle strutture di produzione e l'istituzione di meccanismi di monitoraggio sanitario attraverso il sistema Coca-Cola in Cina. Per il gruppo la Cina è “il terzo mercato più grande al mondo”. La società “vede grandi opportunità in questo importante mercato e continuerà a investire per una crescita a lungo termine”.

Già nella giornata di domenica 23 febbraio, Ferrero aveva fatto sapere di aver attivato le prime misure necessarie per scongiurare eventuali contagi. In particolare, ha disposto la chiusura delle attività e dei locali della Fondazione Ferrero (restano aperti solo i servizi medici), del Village Kinder+Sport, del Nido e dell’Asilo aziendale.

Per quanto riguarda lo stabilimento di produzione, è rimasto aperto: dalla mattinata di lunedì  24 febbraio i vertici sono attivi per valutare la situazione e decidere eventuali ulteriori provvedimenti.

Secondo Riso Scotti, da dichiarazioni del direttore marketing e commerciale Gianluca Pesce e del direttore industriale Marco Zaninelli si è in presenza di anticipazioni sugli ordini, “Di conseguenza stiamo gestendo gli aspetti produttivi e logistici, senza registrare al momento alcun problema. Il fenomeno è circoscritto all’Area 1 e in minima parte all’Area 2 Nielsen, e non ha evidenza non nazionale. Pensiamo sia una conseguenza logica di ciò che sta accadendo, ma che sia altresì ascrivibile limitatamente a questi primi giorni. Ci aspettiamo che tutto torni gradatamente alla normalità. Siamo molto consci del nostro ruolo sociale come produttori di beni di largo consumo, di commodities, ma siamo allo stesso tempo convinti che occorra coscienza, non allarmismo”.

Il Sistema Azienda, certificato a livello internazionale, assicura normalmente la massima igiene, sicurezza e controllo di tutte le fasi di processo produttivo. “In ogni caso, vista l’urgenza del momento, abbiamo introdotto a titolo straordinario alcune misure: è stato nominato un crisis manager qualificato e dedicato, a disposizione dei lavoratori per interloquire in qualsiasi momento circa qualsiasi dubbio o preoccupazione; sono state istituite sessioni informative, in modo da far circolare all’interno dell’azienda e anche presso i fornitori informazioni puntuali e corrette (conoscenza, non allarmismo); è stato allestito un puntale screening in base ad un database anagrafico per fotografare provenienze, spostamenti, contatti con eventuali casi a rischio segnalati dal Ministero e dalla Regione. Un medico supervisore dedicato è a disposizione in azienda, per infondere la massima tranquillità, sicurezza e serenità a tutti i lavoratori e sono previsti interventi di pulizia straordinaria alle zone comuni (uffici, sale riunioni…), con particolare attenzione alla igienizzazione con detergenti adeguati. “ Monitoriamo attentamente l’evolversi dei fatti e siamo in contatto diretto con le autorità del territorio per porre immediatamente in atto tutte le ulteriori opportune iniziative di prevenzione e le azioni necessarie in generale a gestire il momento contingente”.

Anche Spreafico ha rafforzato le misure di precauzione e attenzione implementando la corretta sanificazione di aree aziendali esposte al contatto con e da personale esterno oltre che agli spazi comuni aziendali. L’attenzione per la salute dei nostri collaboratori è importante per garantire la loro tranquillità e lo svolgimento delle attività lavorative quotidiane.

Secondo Elio Accardo, Ad di Cedral Tassoni, “Tutti i nostri trasportatori si adegueranno alle direttive e non saranno effettuate consegne nelle location attualmente in codice rosso”. Circa i provvedimenti adottati nei confronti del personale in azienda -prosegue l’Ad- è  stata emanata una circolare all’interno di tutte le funzioni aziendali che puntualizza i comportamenti da tenere come da linee guida Aib iniziando da una selezione al cancello di ingresso dell’azienda, rinvio di tutti gli appuntamenti anche se urgenti, verifica della possibilità di lasciare in ferie il personale (magari non tutto) per la settimana in corso. In merito ai turni di produzione -conclude Accardo- al momento non sono stati effettuati cambiamenti”.

Secondo Raffaele Santi, responsabile supply chain  di Alce Nero, “L'approvvigionamento dei nostri prodotti alimentari biologici avviene su base stagionale e questo non determina problemi rispetto alle forniture. Abbiamo uno stoccaggio ed un rapporto con i nostri soci e fornitori tale da garantirci approvvigionamenti solidi. Attualmente stiamo gestendo i flussi di richieste senza criticità e con ordine. Richieste che sono aumentate, negli ultimi due giorni, anche sul canale e-commerce. Crediamo sia comunque un fenomeno che sta conoscendo un picco e che andrà a saturazione nei prossimi giorni, quando le dispense saranno rifornite e vi sarà quindi un rallentamento della richiesta. Ad ogni modo non riteniamo che avremo alcun problema nel garantire ai nostri clienti l'invio dei prodotti”.

Per Giacomo Bedetti, titolare di Orapesce, la situazione è determinata dal fatto che  “Orapesce non rifornisce la gdo, ma esegue consegne a domicilio. Il protocollo adottato è che gli operatori seguano le norme igieniche di prevenzione del Ministero della Salute e il rispetto dei cordoni logistici per le città a rischio. Essendo gli ordini pre-pagati, la consegna può avvenire anche senza contatto diretto tra individui”.

Il direttore generale Guido Veronese di Pastificio Rummo conferma che “Stiamo mettendo in atto tutte le misure possibili per far fronte alle richieste della gdo in questa situazione”. È stato avviato il triplo turno di produzione.

Salvatore Lizzio, manager di Fior di Puglia, sottolinea come l'azienda stia provvedendo ad aumentare le scorte di prodotto a magazzino in modo da poter far fronte ad eventuali forniture di emergenza. Anche per Madama Oliva non ci sarebbero problemi di fronte a eventuali richieste aggiuntive di prodotto. "A distanza di poche ore dall'emergenza, al momento, non ci sono stati d'allerta in azienda, per quanto ci riguarda. Staremo a vedere come evolve la situazione - spiega  Enrico Salvatori, direttore commerciale Italia.

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