Il dato di febbraio 2018, ancora in calo dopo la flessione di gennaio, certifica un avvio del 2018 molto preoccupante per le vendite al dettaglio: secondo Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione, le flessioni riguardano grande distribuzione e dettaglio tradizionale. Fa eccezione il commercio elettronico, in leggera crescit

I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di febbraio 2018 registrano un calo delle vendite a valore (-0,6%) rispetto allo stesso mese 2017. Per l’alimentare la variazione è nulla, mentre il non alimentare affonda di 110 bp (-1,1%). Il dato cumulato gennaio-febbraio è sempre sotto zero, e segna -0,7% a valore e -1,1% a volume.
"Il dato di febbraio, ancora in calo dopo la flessione di gennaio, certifica un avvio del 2018 molto preoccupante per le vendite al dettaglio – dichiara Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione–. Siamo di fronte a due mesi di riduzione della spesa delle famiglie, sia in valore sia in quantità, che coinvolge tanto la grande distribuzione quanto il dettaglio tradizionale. Fa eccezione il commercio elettronico, in leggera crescita, a testimonianza di come stanno cambiando le abitudini di acquisto e l’equilibrio tra i diversi canali di vendita. Desta allarme la dinamica dei prodotti non alimentari, in calo nei primi due mesi dell’anno di circa un punto: un fatto che conferma l’atteggiamento ancora molto prudente dei consumatori, propensi a rimandare gli acquisti non indispensabili".
"Il quadro di incertezza sul futuro -prosegue Gradara- che ancora caratterizza il nostro Paese sia dal punto di vista economico che politico, rappresenta senza dubbio un freno allo sviluppo dei consumi da parte delle famiglie e alla crescita degli investimenti e dell’occupazione da parte delle imprese. Una situazione che va risolta a favore della stabilità e di scelte orientate al medio-lungo periodo".
"Tra queste auspichiamo una concreta azione politica volta a sostenere i redditi e l’occupazione, in grado di ricreare un positivo clima di fiducia e di incentivare lo sviluppo della domanda. Da questo punto di vista resta fondamentale scongiurare prima di tutto il potenziale aumento dell’Iva che andrebbe a soffocare definitivamente il rilancio dei consumi” conclude il Presidente di Federdistribuzione".

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