Per aiutare concretamente nell’immediato i lavoratori e le imprese i settori delle fiere e dei congressi chiedono di estendere la durata degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid 19 e, nello specifico, l’istituto della cassa integrazione sino al 30 giugno 2021

È allarme rosso per i settori fiere e congressi. Oltre a una crisi mai vista in settant'anni di vita postbellica, arriva anche la ciliegina sulla torta: l'esclusione del settore dal prolungamento degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione Covid19). Insieme alla cultura lato sensu, che include l'aggregato sinergico musei-teatro-turismo-spettacolo-divertimento/tempo libero, quello delle fiere e congressi è il comparto più colpito dalle misure restrittive decise dal Governo per contrastare l’epidemia Covid-19: in pratica, questo settore, così strategico per l'export e il Pil italiano, è stato coventrizzato forse più gravemente della ristorazione che ha pur il (magro) appiglio dell'asporto e delle consegne (take away & delivery).

 

 

Ma oltre al danno la beffa: fiere e congressi sono stati esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga (Cig Covid19) allo studio dei tecnici dei ministeri del lavoro e dell’economia.

La proroga della cassa integrazione, come si evince in una nota inviata ai ministeri competenti dalle 3 associazioni di categoria (Aefi, Cfi e Federcongressi&eventi) è una misura indispensabile per evitare una perdita di occupazione mai vista.

I numeri di fiere e congressi

Secondo i dati del comunicato congiunto Aefi, Cgi e Federcongressi&eventi, le fiere danno origine al 50% dell'export delle imprese italiane che vi partecipano e, ogni anno, sono in grado di generare affari per 60 miliardi di euro. Le fiere coinvolgono ogni anno 200.000 espositori e richiamano 20 milioni di operatori nazionali e internazionali.

L’industria dei congressi e degli eventi aziendali genera un volume di affari di più di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi e dà lavoro a oltre 570.000 persone.

Per Maurizio Danese, Presidente Aefi-Associazione esposizioni e fiere italiane, "le fiere, insieme ai congressi, rappresentano il settore italiano che secondo il Cerved ha più sofferto nel 2020, con perdite di fatturato intorno all’80%. Le fiere, motore fondamentale della ripartenza del prodotto Italia nel 2021, devono poter accedere ai nuovi strumenti di sostegno allo studio per rafforzare e prolungare la Cassa Covid19. Un atto a nostro avviso dovuto non solo a tutela degli addetti e del know-how del comparto, ma anche a beneficio del rilancio delle 200.000 imprese made in Italy che partecipano alle nostre manifestazioni, che nel 75% dei casi rappresentano l’unica piattaforma di visibilità internazionale per il business delle Pmi italiane".

"L’industria legata a eventi aziendali, convegni e congressi ha subito nel 2020 una riduzione dell’80% dei ricavi dovuti alle cancellazioni di eventi già in calendario con una perdita per il comparto di ricavi per 28,5 miliardi di euro -commenta Alessandra Albarelli, Presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione italiana dell’industria dei congressi e degli eventi-. Siamo in una situazione di blocco totale della domanda con conseguente azzeramento di potenziali ricavi almeno fino al 30 giugno 2021. Anche la seconda metà dell’anno non sarà a pieno regime (ammesso che la situazione epidemiologica migliori) ed è quindi prevedibile nel 2021 una perdita di ricavi di oltre il 70%. I costi del personale rappresentano per noi il 75% del totale delle spese generali: perdere gli ammortizzatori sociali significa perdere il reale strumento di supporto e ristoro delle imprese".

"La crisi causata dalla pandemia ha inciso fortemente sullo svolgimento delle manifestazioni calendarizzate nel 2020 –aggiunge Massimo Goldoni, Presidente Cfi– con la cancellazione di 47 eventi di forte rilievo internazionale, con rilevanti perdite economiche da parte degli organizzatori e più ancora da parte delle imprese espositrici che hanno perso la tradizionale occasione di incontro con la clientela. L’ipotesi di una riapertura immediata delle attività fieristiche programmate per il 2021 –prosegue Goldoni– appare oggi problematica per cui si rende necessario disporre di tutte le misure, economiche e sociali, che il Governo deve assicurare per garantire al sistema efficienza nel momento della auspicata ripartenza. Tutti riconoscono il valore del patrimonio imprenditoriale costituito dalle fiere per il sostegno alle imprese nei loro processi di sviluppo e di internazionalizzazione– conclude il presidente di Cfi- nonché per l’importante apporto economico di ricaduta sui territori. Sostenere adeguatamente il sistema fieristico deve essere inteso come investimento per garantire futuri positivi ritorni all’economia nazionale".

Per aiutare concretamente nell’immediato i lavoratori e le imprese i settori delle fiere e dei congressi chiedono di estendere la durata degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid 19 e, nello specifico, l’istituto della cassa integrazione sino al 30 giugno 2021, fatte salve ulteriori necessarie proroghe determinate dall’andamento epidemiologico. Non solo: a prescindere dall’utilizzo della Cig, è essenziale prevedere per tutto l’esercizio 2021 l'esonero totale dal versamento dei contributi fiscali e previdenziali (ad eccezione dell'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche) a carico dei datori di lavoro.

L’appello di Aefi, Cfi e Federcongressi&eventi è sostenuto dalle Associazioni dell’industria dei congressi e degli eventi: Admei (Association of Destination Management Executives International), Alleanza cooperative italiane, Associazione internazionale interpreti di conferenza in Italia, Associazione nazionale Banqueting e Catering, Club degli eventi e della live communication, Convention Bureau Italia, Filiera degli Eventi Unita, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ICCA Italian Committee, MPI- Meeting Professionals International Italia Chapter, SITE–Society for incentive travel excellence, ItalyChapter, Una-Aziende della comunicazione unita.

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