Filiera e rischio d’impresa: Citrus punta sui legumi

L’azienda di Cesena diversifica e presidia nuovi segmenti di mercato in grado in intercettare la gran parte della nuova clientela salutistica (da Mark Up 293)

Al recentissimo Cibus Forum, ospite della tavola rotonda condotta dalla direttrice Cristina Lazzati, Marianna Palella ha auspicato più coraggio nel mercato che verrà. Quello che serve per portare i prodotti di filiera a nuovi traguardi nazionali e internazionali è, in fondo, una condivisione del rischio verso l’innovazione da parte di tutti gli attori della filiera. Una condivisione che non sempre esiste. In tale contesto, Citrus comunque non rinuncia a diversificare. Lancia una nuova linea di legumi e cereali a residuo zero, presentati in pack da 250 g sia monoprodotto che mix, a brand Citrus. “Volevamo un po’ sdoganare il consumo dei legumi -racconta il ceo Marianna Palella-. Consumare i legumi diventa fondamentale soprattutto con un consumatore sempre più attento ai temi di sana alimentazione. Si sta sempre più diffondendo un tipo di dieta tendente al vegetariano e al vegano, quindi i legumi diventano un’ottima fonte di proteine”. L’azienda ortofrutticola con sede a Cesena si lancia in un nuovo segmento, proponendo una “democratizzazione del biologico”. Un progetto che si avvale della collaborazione con Ccpb, ente che certifica le aziende che si impegnano secondo gli standard volontari, per un prodotto finale a zero residui. Una linea moderna, che risponde a richieste contemporanee.

 

 

“Al momento abbiamo sette referenze che si dividono in tre di legumi, due di cereali, una zuppa, una minestra e prestissimo, in queste settimane, se ne aggiungeranno altre due che sono i fagioli cannellini e le lenticchie, il tutto certificato residuo zero da Ccpb”.

 

 

Questi legumi da quali territori provengono?

Provengono da territori svantaggiati come l’Umbria e le Marche. Come tutti i nostri prodotti sono 100% italiani e vengono coltivati secondo la tradizione tipica della zona.

I vostri prodotti si caratterizzano anche per la comunicazione. Pensate a qualcosa di specifico anche per i legumi?

Certo. Quando ideiamo e creiamo la comunicazione dei nostri prodotti abbiamo sempre a cuore due aspetti. Da una parte quello di veicolare informazioni che possano educare il consumatore ai valori nutrizionali (e su questo siamo sostenuti dal materiale scientifico che ci viene fornito dai biologi nutrizionisti della Fondazione Umberto Veronesi). Dall’altra parte, come sempre, vogliamo invece affiancare, raccontare una storia e sensibilizzare, esaltare in assoluto in questo caso l’amore per se stessi e per il proprio corpo. Con la linea di legumi e cereali Citrus celebriamo il tempo di amarsi, quel tempo lento che possiamo dedicare a noi e ai nostri cari, anche perché l’atto di cucinare ti dà sempre la possibilità di fare entrambe le cose. Possiamo preparare ad esempio una zuppa per i nostri cari e nel tempo lento di cottura abbiamo la possibilità in parallelo di leggere un libro o fare una chiamata alla nostra famiglia. In ogni caso dedicare questo tempo per noi stessi.

Quali sono le aspettative su questo prodotto?

Innanzitutto siamo tra i primissimi a presentare legumi e cereali a residuo zero, che è una produzione integrata dove i prodotti sanitari utilizzati hanno tempi di carenza brevi. Per questa linea di legumi parte della comunicazione e del valore differenziale che è stato impostato deriva proprio dal residuo zero che - io non sono un’agronoma - credo sia una valida risposta. Si tratta della democratizzazione del biologico. Inoltre consente anche una maggiore produttività e quindi una maggiore disponibilità di prodotto.

In gdo come lo avete presentato?

In un imballo da 250 g sempre in linea con la nostra filosofia, quindi sostenibile, tra l’altro disegnato da noi e realizzato tutto in carta Fsc proveniente da foreste responsabili, quindi carta riciclata e riciclabile.

Citrus come se l’è cavata in questi mesi?

In una situazione così di crisi, il solo fatto di non aver dovuto licenziare nessuno ma di continuare a lavorare, produrre e pensare anche a prodotti nuovi da far entrare nella gamma della nostra proposta, devo dire che già questo è qualcosa che ci fa fare un sospiro di sollievo. Siamo stati anche, forse, determinati, quindi ce lo siamo anche meritato, senza falsa modestia. Durante la fase 1, il primo periodo dove c’era molta confusione, abbiamo deciso di continuare a mantenere la promessa fatta ai nostri consumatori di sostenere la ricerca scientifica. E quindi abbiamo portato avanti la raccolta fondi “Limoni per la Ricerca” che è un appuntamento per noi molto importante, in cui per due settimane ci svestiamo del nostro brand, vestiamo i panni di Fondazione Umberto Veronesi e con la retina a marchio “Limoni per la Ricerca” presentiamo in tutta la grande distribuzione 500 g di limone al prezzo unitario di 2 euro. Nonostante il periodo del tutto anomalo, siamo orgogliosi di aver sostenuto con questo progetto 8 ricercatori.

Ha anticipato il lancio di altri due prodotti della stessa gamma. Ci sono poi altre novità?

A settembre arriveranno sia i fagioli cannellini che le lenticchie nella linea dei legumi e cereali. Poi lanceremo un prodotto che sta particolarmente a cuore a mia madre, lo zafferano dei Monti Sibillini. Si tratta di uno zafferano biologico dal profumo super intenso. Abbiamo intenzione di presentarlo in modo molto particolare.

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