Filiera Italia diventa Fondazione Filiera Italia

La nuova realtà che riunisce il meglio della produzione agricola nazionale, dell’industria alimentare e della distribuzione

Filiera Italia diventa fondazione senza scopo di lucro e “casa” per 71 big dell'agroindustria e del Sistema Italia. Tra i nuovi soci ci sono: Cassa depositi e prestiti (Cdp), Conad, Enel, Eni Spa, Granarolo, Piante Faro, Poste Italiane, Snam, Terna e Antinori.

 

 

Nel primo consiglio di amministrazione sono stati eletti l'ex ministro Enzo Moavero Milanesi come presidente, il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo come vicepresidente vicario, e Luigi Scordamaglia, a.d. Inalca/Cremonini, nella carica di consigliere delegato.

In Filiera Italia realtà del vino e del beverage come Antinori, Bellavista, Birrificio Baladin, Davide Campari-Milano si sono unite a imprese come Bonifiche Ferraresi e cooperative come Granarolo e Conad. In questo quadro si inseriscono anche le sinergie con Eni finalizzate allo sviluppo di forme di economia circolare a scarto zero in cui i prodotti inutilizzati delle singole filiere siano valorizzati al massimo per la produzione di energie rinnovabili.

 

 

"Investire nell'agroalimentare significa guardare al futuro positivamente. Filiera Italia sarà l'incubatrice di riflessioni, proposte ed iniziative nella duplice prospettiva di esortare al continuo miglioramento qualitativo e sostenibile delle produzioni italiane e dei benefici per i consumatori ovunque nel mondo. Una fucina attiva, in sintonia con i più attuali orientamenti dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite per pervenire a risultati concreti, promuovere e tutelare l'eccellenza dell'intera filiera agroalimentare", ha affermato il presidente Enzo Moavero Milanesi.

Filiera Italia, come si sottolinea in una nota, intende essere nodale portavoce di un modello nuovo per promuovere, in rigoroso ossequio ai principi e alle regole di una corretta e libera concorrenza, le realtà agroalimentari italiane, caratterizzate da un'ottima reputazione dovuta ai grandi e ben noti marchi industriali, alla produzione agricola con qualità, sicurezza e sostenibilità uniche al mondo e a un sistema distributivo motivato a valorizzare i migliori vantaggi per i consumatori. Un modello inedito che potrebbe includere anche l'opportunità di stipulare filiera per filiera contratti pluriennali fra produzione agricola e grande industria.

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