Findomestic, le auto usate trainano i consumi di beni durevoli in Lombardia

Un milanese dispone di un reddito medio di 30.679 euro, il più alto in Italia. Secondo il Rapporto Findomestic sui consumi in Lombardia per comparto di mercato, gli autoveicoli usati hanno contribuito a supportare l’aumento degli acquisti, con una performance leggermente superiore alla media nazionale (+5,6% rispetto al +5,5% in Italia)

Nel 2017 un milanese ha potuto disporre di un reddito medio di 30.679 euro, il più alto in Italia, anche se questo valore è aumentato del 2,3%, un po' meno della media nazionale (+2,4%). Secondo il Rapporto Findomestic sui consumi in Lombardia per comparto di mercato, gli autoveicoli usati hanno contribuito a supportare l’aumento degli acquisti, con performance leggermente superiore alla media nazionale (+5,6% rispetto al +5,5% in Italia).
Andamento positivo anche per la spesa in elettrodomestici (+3,2%), dato tra i migliori del Paese, seguita da quella per i mobili (+2,5%).
Sondrio (+2,8%), Milano (+2,7%), Lodi (+2,6%) e Pavia (+2,1%) sono le province lombarde con il trend di spesa più alto, rispetto alla media regionale (+1,8%), per beni durevoli
Nel 2017 la famiglia lombarda ha destinato all’acquisto di beni durevoli 2.793 euro, un dato superiore di 460 euro rispetto la media nazionale. La spesa complessiva in beni durevoli, sempre a livello regionale, ha raggiunto 12.420 milioni di euro,  +1,8% sull’anno precedente.
Vediamo, in maggior dettaglio, le performance dei principali mercati di consumo.

Auto e moto 
Nel 2017 il segmento dell’usato ha contribuito a supportare l’acquisto per beni durevoli, mostrando una performance leggermente superiore alla media nazionale (+5,6% in valore rispetto al +5,5% in Italia), con spesa totale pari a 3.609 milioni di euro.
Dopo la crescita a doppia cifra del 2016, in Lombardia la spesa delle famiglie per auto nuove è diminuita (-1,2%) per un controvalore di 915 milioni di euro.
La domanda aziendale (+24,3%) ha favorito l’incremento delle immatricolazioni (+4,7%), beneficiata dal noleggio e dalle Km zero, ossia le auto-immatricolazioni da parte di concessionari e case automobilistiche.
In calo, rispetto al 2016, gli acquisti nel comparto motoveicol, attestatisi su un +4,6% rispetto al +9,5% dell’anno precedente: sebbene positivo, è il dato più basso fra tutte le regioni italiane, a fronte di una media nazionale pari a +9,8%.

Mobili
I lombardi nel 2017 hanno speso 807 milioni di euro per acquistare mobili e complementi di arredo, con la percentuale di crescita più alta in Lombardia (+2,5%) rispetto al resto del Paese (+1,8%). La proroga degli incentivi fiscali e la ripresa del mercato immobiliare hanno dato una mano ai consumi del settore.

Elettrodomestici ed elettronica di consumo
Ottimo rendimento sotto questa voce, che fa registrare uno dei migliori risultati nel panorama nazionale. Con un +3,2% e 13 milioni di euro di spesa, il dato supera di molto la media italiana, ferma a +0,7%.
Il calo dell’elettronica di consumo, mercato rappresentato per l’85% dalle Tv, segue la stessa linea discendente della media nazionale (-5,4% rispetto al -5,3% in Italia) con una spesa complessiva di 418 milioni di euro, in un contesto nel quale la domanda premia sempre più la fruizione dei contenuti audiovisivi in mobilità.

Prodotti informatici
I lombardi hanno speso in Information Technology 357 milioni di euro, -3,9% rispetto al 2016, in linea con il trend negativo a livello nazionale. Il mercato continua a soffrire a causa del ridimensionamento progressivo della domanda di tablet e Pc portatili.

Province
Resta molto ampia la differenza di reddito pro capite nelle diverse province lombarde, a cominciare dai 30.679 euro di Milano che distanzia Sondrio, seconda provincia con 20.489 euro. Lodi, la provincia con il reddito più basso, si attesta sui 14.808 euro, valore inferiore alla media Paese di 19.086 euro.
Cremona è terza in classifica, con reddito pari a 18.813 euro, seguita da Pavia con 18.263 euro, Mantova (18.179 euro), Varese (17.599 euro), Lecco (17.502 euro), Bergamo (17.475 euro), Brescia (17.115 euro) e Como (16.463 euro).
In tutti i settori di spesa Milano mette a segno i volumi di acquisto maggiori, come  avvenuto del resto anche negli anni precedenti.

Per quanto riguarda le auto usate si registrano miglioramenti rispetto al 2016 in quasi tutte le province. Dati più alti della media nazionale (+5,5%) a Lodi (+8,2%), Pavia (+7,1%), Cremona (+6,9%), Lecco (+6,0%) e Milano (+5,7%), mentre risultati più bassi rispetto al resto del Paese sono stati totalizzati a Brescia (+4,9%), Varese (+4,8%) e Como (+3,1%).
Sul versante autoveicoli nuovi sono emersi valori positivi solo a Lodi (+1,7%) e a Sondrio (+1,5%). Le altre province hanno segnato una performance negativa dal -0,3% di Varese al -3,8% di Lecco. Milano resta, comunque, in testa alla classifica per quanto riguarda i volumi di spesa, attestandosi a 1.523 milioni di euro, valore di gran lunga superiore a quello delle altre province.

L’incremento degli acquisti per motoveicoli è superiore alla media nazionale (+9,8%) solo a Sondrio (+11,8%) e a Lodi (+10,1%), per una spesa complessiva rispettivamente di 5 e 7 milioni di euro.

Le province che nel settore dei mobili mostrano una crescita maggiore, più alta della media nazionale (+1,8%), sono Milano, Pavia e Cremona: rispettivamente +4,3% (1.191 milioni di euro), +2,5% (152 milioni di euro) e +2,0% (102 milioni di euro).
Con una spesa di 51 milioni di euro, Sondrio è in linea con il dato italiano. Chiude la classifica Bergamo (282 milioni di euro).

Nel mercato degli elettrodomestici grandi e piccoli, Findomestic registra una crescita importante in tutte le province lombarde, che oltrepassa ovunque la media italiana (+0,7%). In testa Cremona (+3,9%, per un controvalore di 36 milioni di euro) tallonata da Milano e Sondrio, entrambe +3,7%, a loro volta seguite da Como e Varese (+3,3%). Chiude la classifica Brescia (+2,1%).

L’elettronica di consumo segna performance negative in tutte le province lombarde, con andamenti che non si discostano molto dal trend nazionale (-5,3%). Il risultato migliore a Pavia (-4,6%). Seguono Milano (-5,1%) e, a pari merito, Brescia, Sondrio e Cremona (-5,2%). Chiude Bergamo con un dato ben oltre la media nazionale pari al -6,4%.

I dati del settore Information Technology restano negativi e peggiorativi, come del resto in tutte le province italiane (media nazionale: -3,9%) ma in alcune aree metropolitane si registra un miglioramento rispetto al 2016: Milano passa dal -2,6% al -2,4% del 2017, Sondrio dal -6,8% al -3,8% e Cremona dal -6,1% al -3,8%. Anche in questa categoria Milano fa la parte del leone, con spesa, sui consumi complessivi, di 166 milioni di euro; segue, a lunga distanza, Brescia con 42 milioni di euro.

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