Gli italiani cercano brand che comunicano con umorismo

Shopping umorismo spesa
Il consumatore vorrebbe sentirsi appagato da aziende che usano l’umorismo. I manager sposano la causa, ma potrebbero fare di più

Dopo gli ultimi due anni, scanditi dal Covid-19, i consumatori italiani vorrebbero che i brand puntassero sull'umorismo. A rivelarlo nuovo studio di Oracle Advertising and Customer Experience (Cx) in collaborazione con Gretchen Rubin, autrice e podcaster cinque volte bestseller del New York Times. Secondo la ricerca, intitolata The Happiness Report, infatti, il 49% degli italiani ritiene di non aver più provato vera felicità da due anni a questa parte, complice, con tutta probabilità, la pandemia e le incertezze a essa legate.
A tal proposito, ben l’83% dei consumatori ha affermato che i brand potrebbero fare di più per rendere felici i clienti: il 72% sceglierebbe un marchio che usa l’umorismo rispetto ai competitor. Se un brand decidesse, infatti, di usare lo humor, sarebbe tra quelli più scelti dai consumatori. A dirlo sono i dati, che evidenziano una platea equivalente al 79% del campione che raccomanderebbe un brand se questo adottasse una comunicazione divertente. Inoltre, il 56% sarebbe disposto a pagare di più per un brand che fa dell’umorismo il proprio leitmotiv.

Umorismo: happiness report
Fonte: The Happiness Report - Oracle Advertising and Customer Experience

La comunicazione con il cliente deve cambiare

The Happiness Report ha messo in luce un dato particolarmente importante e utile per le aziende: pubblicità, marketing e interazioni con il consumatore devono cambiare, in una direzione ben specifica. Di fatto, le persone si dicono maggiormente predisposte all’acquisto di un prodotto di un brand in grado di farle ridere. Un approccio umoristico di questo tipo, quindi, ripagherebbe i brand, che ne gioverebbero in termini di fidelizzazione. Ma non è semplice. I responsabili aziendali italiani si sono detti propensi a questa strategia, ma il 91% del campione italiano ne è al contempo impaurito. Si tratta di un salto nel vuoto, che il 51% dei consumatori potrebbe non approvare: questa la percentuale di persone che ha dichiarato di aver boicottato un brand perché offese da un messaggio.
La paura non è l’unico deterrente. Uno dei motivi principali per cui si fatica a usare l’humor è la mancata disponibilità di informazioni e strumenti atti all’uso di un’ironia di successo: il 32% del campione analizzato si sentirebbe più tranquillo se avesse a disposizione tecnologie evolute, quali l’Intelligenza Artificiale, per centrare correttamente l’obiettivo e attecchire su una vasta platea. Inoltre, il 55% dei manager si sentirebbe più tranquillo a usare toni divertenti con i clienti se avesse più visibilità sulle loro caratteristiche.

Umorismo: The Happiness report 2
Fonte: The Happiness Report - Oracle Advertising and Customer Experience

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