Gli opinionisti di Mark Up – Federico Marchini

Il biologico cresce in modo impressionante (da Mark Up n. 254)

Al Sana 2016, il salone dell’alimentazione naturale, le cifre della crescita del settore biologico  fanno  ancora  impressione.  In  una  economia stagnante, l’incremento di fatturato del settore non scende sotto il 15%. Un aumento di volume d’affari che non accenna a diminuire da diversi anni. Come già detto qui e altrove, il biologico é un modo di produrre e di pensare che coinvolge l’ambiente nella sua più ampia accezione e se si trasforma in puro business, perde pezzi della sua bio-logica. Trovo in un negozio di alimenti bio una confezione da 250 g di ceci a 2,5 euro. L’anno scorso ho prodotto ceci biologici certificati e li ho venduti alla mia cooperativa a 1 euro al chilo e a un grande commerciante trasformatore a 58 centesimi al chilo. La cooperativa li rivende a 4 euro al chilo e l’eventuale margine mi ritorna in tasca come socio. Il negozio vende ai suoi clienti a 10 euro al chilo. Bravo il negozio, verrebbe da dire. A me sorgono altri pensieri: se la crescita é solo vantaggiosa per chi commercia e ne trae il massimo profitto, chi paga sono il produttore e il cliente. L’alimentazione  sana  e  sostenibile  dovrebbe  essere  invece  alla portata di tutti e dare un reddito adeguato, per chi produce con fatica e con impegno. Se i meccanismi commerciali ed economici di un settore che si vorrebbe “migliore” e come tale si vende, ricalcano i sistemi sperequativi di sempre; le persone (i consumatori) perderanno la fiducia in un’idea di un  modo  di produrre  diverso,  moderno,  sano  e  sostenibile;  l’idea che si possa pagare di più per qualcosa di migliore per tutti. Attendo di vedere quale catena o negozio bio esporrà un cartello su come si forma il prezzo di quanto viene venduto.

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