Gli opinionisti di Mark Up – Massimiliano Dona

A chi non è capitato di rispondere al telefono e di ritrovarsi ad ascoltare la proposta commerciale di qualcuno che tenta di venderci un nuovo piano tariffario telefonico o un nuovo operatore di energia? Avrete pensato che queste richieste arrivano sempre nei momenti meno opportuni, ma la verità è che il telefono squilla a tutte le ore e non è difficile essere raggiunti sul cellulare durante una riunione di lavoro o sull’utenza domestica appena ci siamo finalmente abbandonati sul divano dopo una giornata estenuante. E purtroppo ci sembrano telefonate inutili, esageratamente insistenti, talvolta con operatori aggressivi che ci disturbano con contratti convenientissimi, ma solo sulla carta! Ora, a parte le questioni riguardanti la protezione della nostra privacy, il punto per cui ne parlo qui ha a che fare con l’utilità marketing di simili strategie di contatto con il consumatore: è facile osservare che questa scostumata petulanza ha rapidamente trasformato un’opportunità in autogol. I consumatori sono innervositi, non lasciano nemmeno parlare l’operatore, ma soprattutto tendono ad associare la crescente aggressività dell’addetto al call-center con il brand dell’azienda. Per questo, ritengo che ancor prima dell’ormai imminente intervento del legislatore per potenziare gli strumenti di tutela (a cominciare da quel “Registro Pubblico delle Opposizioni” che ora non serve a nulla), sia interesse delle stesse aziende di invertire questa tendenza, internalizzando la forza vendita così da formarla approfittando appieno dell’opportunità di contattare un cittadino al telefono, nel rispetto del diritto di tutti a non essere disturbati.

 

 

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