Wal-Mart si conferma leader assoluto nella top 250 dei più grandi retailer mondiali. Amazon è al sesto posto con vendite non lontane dai 100 miliardi di dollari. Costco, assente dai primi 10 nel 2001, tallona Wal-Mart in seconda posizione

L'edizione 2018 di Global Powers of Retailing di Deloitte fotografa, nei cambiamenti di classifica dei principali retailer mondiali, anche le evoluzioni dell'economia negli ultimi dieci anni: per esempio, Amazon, il più grande e-tailer planetario, era al 157° posto nel 2001, oggi si piazza fra i primi 10 del mondo, con vendite non lontane dai 100 miliardi di dollari.
Il fatturato totale dei primi 250 gruppi distributivi mondiali ammonta a 4.400 miliardi di dollari, a cifre dell'anno finanziario 2016, e cresce del +4,1%.


L'infografica illustra chiaramente com'è cambiato il panorama al vertice, dal 2001 al 2016: oltre alla crescita supersonica di Amazon, c'è da segnalare l'uscita di Ahold dalla top ten (che comunque rimane un protagonsita del retail Usa, soprattutto alla luce della recente fusione con Delhaize), e l'avanzata di Costco che è un po' la sorpresa di queste ultime edizioni, visto che nel 2001 non era neanche fra i primi 10.
Solo 4 retailer del 2001 sono, infatti, presenti anche nella classifica 2016, con Wal-Mart assiso sul trono da vent'anni, a conferma di una leadership che sembra, ad oggi, inattaccabile.

Una classifica sempre più a stelle e strisce
Si allarga il divario numerico tra gruppi europei (82) e nord americani i quali monopolizzano più di un terzo della classifica. Nell’edizione 2018 diminuisce nuovamente il numero delle aziende con sede in Europa, che passano da 93 nel 2014 a 85 nel 2015 fino alle 82 nel 2016.
A trainare la crescita sono soprattutto i retailer europei che operano al di fuori dei mercati maturi di Germania, Gran Bretagna e Francia. I retailer francesi hanno rallentato la crescita europea a causa di un andamento negativo (-1,1%).
A dispetto di questa perdita di quote, i retailer europei rimangono i più attivi a livello mondiale, continuando a cercare crescita al di fuori dei loro ormai maturi mercati domestici. Circa il 41% del loro fatturato è stato generato da operazioni straniere, il doppio di quello registrato dal gruppo dei Top 250 al completo.

I primi 10 retailer mondiali

2016

 

2015

 

Gruppo Paese d'origine 2016
Vendite al dettaglio
(mln di dollari)
Var. %   Crescita media annua (Cagr) delle vendite al dettaglio
2011-2016
1 1 Wal-Mart Stores Usa 485.873 0,8% +1,7%
2 2 Costco Wholesale Usa 118.719 +2,2% +6,0%
3 3 The Kroger Usa 115,337 +5,0% +5,0%
4 4 Schwarz Group Germania 99.256 +5,3% +7,3%
5 5 Walgreens Boots Alliance Usa 97.058 +8,3% +6,1%
6 10 Amazon.com Usa 94.665 +19,4% +17,6%
7 6 The Home Depot Usa 94.595 +6,9% +6,1%
8 8 Aldi Einkauf Germania 84.923* +4,8% +7,7%
9 7 Carrefour Francia 84.131 -0,4% -1,1%
10 10 CVS Health Corporation Usa 81.100 +12,6% +6,4%

*stima

Amazon è il 6° retailer mondiale, Wal-Mart si conferma leader globale e al quarto posto come e-retailer, mentre in Europa Schwarz Group (più conosciuta al grande pubblico con Lidl) mantiene il primo posto, seguito dalla connazionale Aldi e Carrefour (Francia).

Il primo gruppo distributivo italiano è Coop Italia (72° posto), seguito da Conad (78°), Esselunga (131°) ed Eurospin (187°).

I retailer italiani nella Top 250

 

2016

 

2015

 


vendite al dettaglio
mln di dollari
Vendite medie annue (Cagr) 2011-2016 (mln di dollari)
Coop Italia 72 76 13.042* +0,3%
Conad 78 77 12.345** +3,1%
Esselunga 131 125 7.644* +2,6%
Gruppo  Eurospin 187 188 5.144** +8,6%

 

* stima
** vendite ingrosso+retail

"La Gdo italiana –commenta Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile Consumer & Industrial Products – si conferma in crescita nel 2016 (+0,9%, in linea con la crescita del settore a livello globale), ma con un ritmo decisamente inferiore rispetto al 2015 (+3,4%) dove l’effetto Expo e l’inflazione positiva avevano trainato la crescita del fatturato. L’incremento nel 2016 è trainato principalmente dai volumi dato che l’inflazione nel settore è stata sostanzialmente nulla".
Per i retailer italiani si registra dunque, nell’anno chiuso entro il 30 giugno 2017, un andamento nel complesso positivo, visto che solo 2 dei 4 player nazionali registrano un calo nel posizionamento globale.
Al contrario dello scorso anno, Coop recupera quattro posizioni, collocandosi al 72° posto. Sia Conad sia Esselunga perdono posizioni nella Top 250, collocandosi rispettivamente al 78° e 131° posto. Eurospin migliora anche quest’anno i propri risultati guadagnando una posizione (dal 188° posto al 187°).

Global Powers of Retailing Top 250

Come detto, anche quest'anno Amazon rappresenta la rivelazione di una classifica piuttosto stabile, guadagnando 4 posizioni, con incremento a doppia cifra vicino al 20% (+19,4%), al quale concorre l'espansione nel grocery rafforzata nel 2017 con l’acquisizione di Whole Foods.
I gruppi distributivi della Top 10 rappresentano il 30,7% del fatturato totale della Top 250, un'incidenza abbastanza stabile rispetto alla precedente edizione.
Ai primi 3 posti la classifica ripropone Wal-Mart, seguita da Costco, che continua il percorso di crescita dei precedenti anni fiscali, e al terzo posto Kroger, stabile in terza posizione per il terzo anno consecutivo. A metà classifica troviamo Walgreens Boots Alliance che incrementa le sue vendite dell’8,3%. Entra in classifica anche un’altra catena di retail pharmacy e health clinic, CVS Health Corporation (un concorrente di Walgreens Boots Alliance Inc), con un notevole incremento dei ricavi (+12,6%), dovuto alle recenti acquisizioni.
Tra i colossi europei, Schwarz Group si conferma al quarto posto con incremento del fatturato del 5,3% rispetto al 2015. Carrefour perde due posizioni, ed è l'unica insegna registra una diminuzione (-0,4%), mentre Aidi mantiene stabilmente l’ottava posizione con un aumento del 4,8%.

Acquisizioni e fusioni nei beni hardline & leisure trainano la crescita
Per la prima volta in quattro anni i retailer specializzati in abbigliamento ed accessori non hanno trainato la crescita, pur rimanendo il settore più profittevole.
È nel settore hardline&leisure che si registrano gli incrementi più elevati grazie ad acquisizioni (per esempio, Lowe’s e Steinhoff International), fusioni (Fnac e Darty) e cessioni (Staples).
I retailer Fmcg sono attualmente i più grandi (fatturato medio di circa 21,7 miliardi di dollari) e i più numerosi: 135 aziende, il 54% di tutte le Top 250, che rappresentano due terzi del fatturato delle Top 250.

 

 

 

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